Primavera in Costa Azzurra, nel catello dei coniugi Clews. C’è anche Maura Banfo tra i residenti scelti dalla Napoule Art Foundation. Un luogo di sogno per artisti, scrittori, musicisti

Sono nove e arrivano dagli USA, l’Africa e l’Europa, a rappresentare diversi ambiti creativi: la rumena Carmen Steicuc e la statunitense Lydia Kann per la letteratura, la canadese Christine Swintak per la categoria “Interdisciplinary”, Folawole, dalla Nigeria, per la danza, e infine per le arti visive Felix dela Concha (Spagna), Mark Baugh-Sasaki (USA), Skye Gilkerson (USA), Tanya Stanichenko (Rusia) e l’italiana Maura Banfo. E’ questo il gruppo di residenti selezionati per […]

Château de La Napoule

Sono nove e arrivano dagli USA, l’Africa e l’Europa, a rappresentare diversi ambiti creativi: la rumena Carmen Steicuc e la statunitense Lydia Kann per la letteratura, la canadese Christine Swintak per la categoria “Interdisciplinary”, Folawole, dalla Nigeria, per la danza, e infine per le arti visive Felix dela Concha (Spagna), Mark Baugh-Sasaki (USA), Skye Gilkerson (USA), Tanya Stanichenko (Rusia) e l’italiana Maura Banfo. E’ questo il gruppo di residenti selezionati per il programma Spring Residecies 2014, promosso dalla Napoule Art Foundation. Un’occasione di studio e di confronto, in un luogo incantevole, con una bella storia all’origine.
Tutto cominciò agli inizi del secolo scorso, quando i milionari americani Marie e Henry Clews – scultore lui, amante della musica e dell’architettura lei, viaggiatori colti ed eccentrici – lasciarono a parigi per sfuggire ai raid aerei della proima guerra mondiale, in cerca di un clima più salubre per il loro figlioletto malato. Muovendosi verso le coste del Mediterraneo, arrivaraono sulla riviera, a Mandelieu-la Napoule, scoprendo il  meraviglioso Château de La Napoule, castello medievale a picco sul mare, incastonato tra i paesaggi cristallini della Costa Azzurra, a sud-est di Cannes. Era quella la loro nuova meta, rifugio e insieme sfida a cui dedicare tempo ed energie. Rilevato nel 1918, il castello fu ricostruito negli anni su progetto della coppia, a partire dalle rovine esistenti – in particolare le due alte torri –  fino a tramutarsi in un luogo fantastico, arricchito da splendidi giardini monumentali, disegnati proprio da Marie. “Once upon a time” è la fiabesca iscrizione incisa all’ingresso: oltre quelle spesse mura si dischiude un universo parallelo, consacrato alla bellezza, l’inizio di una favola senza tempo.

Henry e Marie Clews
Henry e Marie Clews

Nel 1937 Henry muore e Marie sceglie di continuare, in suo ricordo, una florida attività culturale: un modo per preservare la memoria di un grande patrimonio ideale e materiale, ma anche un’occasione per promuovere la conoscenza e l’amore per l’arte. Nasce così nel 1951 la Napoule Art Foundation, organizzazione non profit, con sede nel castello: qui viene conservata la collezione Clews, mentre si avvicendano programmi di mostre, seminari, residenze, concerti.
Così, se il Prix de La Napoule, istituito nel 2010 in onore dell’attività scultorea di Henry, premia ogni due anni uno scultore di consolidata fama, invitato a trascorrere un anno al castello e a produrre una mostra, diverse sessioni di soggiorno sono offerte ad artisti e creativi di tutto il mondo, invitati a lavorare, esibirsi e risiedere in questo luogo d’isolamento e arricchimento spirituale. Proseguendo la straordinaria avventura dei due coniugi bohemién.

– Helga Marsala

www.lnaf.org

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.