Napoli brucia. Sul futuro del Teatro San Carlo in crisi prove di dialogo (o di guerra?) fra il sindaco de Magistris e il governatore Caldoro: e domani arriva il ministro Bray

“Non saremo un’amministrazione che collaborerà con un commissario con tutte le conseguenze politiche e istituzionali che ne possano derivare”. Tradotto: secondo quanto riportato da Il Mattino con le parole del sindaco Luigi de Magistris, se si arriverà al commissariamento della Fondazione San Carlo, ovvero del celebre teatro partenopeo, il Comune di Napoli potrebbe fare retromarcia […]

Il Teatro San Carlo di Napoli

Non saremo un’amministrazione che collaborerà con un commissario con tutte le conseguenze politiche e istituzionali che ne possano derivare”. Tradotto: secondo quanto riportato da Il Mattino con le parole del sindaco Luigi de Magistris, se si arriverà al commissariamento della Fondazione San Carlo, ovvero del celebre teatro partenopeo, il Comune di Napoli potrebbe fare retromarcia sul progetto di ricapitalizzazione dell’ente con 40 milioni in beni immobili. Sullo sfondo, un lungo dibattito con il presidente della Regione Stefano Caldoro, un braccio di ferro che si prova a mascherare da dialogo per risolvere la crisi del San Carlo.
Una crisi sancita dall’ultimo Cda, che ha portato alle dimissioni di cinque componenti su sei. Una crisi sulla cui soluzione l’opposizione del sindaco si sposta sul decreto Valore Cultura, e quindi sul ministro Massimo Bray che ne è l’artefice: una legge che – dichiara il sindaco al quotidiano partenopeo – che “è stata scritta male e per altri, una posizione che tutto il Cda ha sempre sostenuto”. Prossimo step, il consiglio di amministrazione di mercoledì 22 gennaio: in vista del quale, in preparazione del quale a Napoli arriverà Bray in persona, per incontrare i protagonisti della “saga” e cercare una soluzione condivisa. Un ministro che ribadisce la sua attenzione speciale per la Campania e i suoi problemi: recente è l’impegno per acquisire allo Stato la Reggia di Carditello, e sempre domani – martedì 21 – è previsto un incontro con gli studenti del dipartimento di Lettere e Beni culturali della Seconda Università di Napoli, sul futuro delle professioni nel settore dei beni culturali.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.