Mostra d’arte o camerino di teatro? Viterbo torna a esporre due capolavori di Sebastiano del Piombo, orfani del Museo Civico: ma con un allestimento “psichedelico”…

La notizia è allettante: una mostra incentrata su due capolavori di Sebastiano del Piombo, la Pietà e la Flagellazione, allestita nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, a Viterbo. Due prestigiose opere, già conservate presso il Museo Civico viterbese, chiuso da tempo a seguito del crollo di un muro, ora finalmente rivedono la luce. Ma […]

La notizia è allettante: una mostra incentrata su due capolavori di Sebastiano del Piombo, la Pietà e la Flagellazione, allestita nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, a Viterbo. Due prestigiose opere, già conservate presso il Museo Civico viterbese, chiuso da tempo a seguito del crollo di un muro, ora finalmente rivedono la luce.
Ma il problema si rivela poi essere proprio questo: la luce. Dire che i dipinti “rivedono la luce” è infatti un eufemismo, viste – controllate nella fotogallery – le due pesanti e monumentali vetrine che fanno da contenitore alle opere, con un’illuminazione più adatta al camerino di un teatro. “Gli strafalcioni tecnici, l’obiettivamente approssimato allestimento e l’assenza di un’idea portante ed omogenea sono visibili ed evidenti per chiunque sia dotato di un sereno metro di giudizio”, come ben segnala un giornale locale.
Scelte a dir poco discutibili, con i cristalli delle teche che fanno riflettere le immagini, rendendo del tutto illeggibili le opere, interferendo pesantemente su ombre e luci, e sui colori caldi tipici della scuola veneziana. Il risultato è un allestimento “psichedelico”, che fa pensare ad un circo, o a una macchina da processione: da rivedere quanto prima…

– Antonio Arévalo

  • Uno scempio, chi ha avuto questa idea e chi l’ha adottata andrebbero multati per oltraggio al patrimonio artistico nazionale!!!

  • andrea

    scusate ma se in Italia a partire dal Cristo morto a Brera lasciamo spazio ad idee tecnologicamente innovative evidentemente poi qualcuno ci prende gusto a contaminare i capolavori con led e vetri vari

  • gianpi

    Le foto di questa pagina sono fedelissime riproduzioni dello scempio (come afferma Paolo R.) dei due capolavori inscatolati in due bare nere. Amen…

  • Raffaello Paiella

    Dopo Mantegna a Milano, hanno ucciso Del Piombo a Viterbo!!! La mania di esporre le opere ..al buio e magari poi… illuminarle in questo modo dilaga…!!! Che vergogna!! Ma i “banali”, “modesti” ,”tradizionali” allestimenti fatti avendo cura di schermare l’illuminazione naturale e, illuminare gli ambienti con luce diffusa….non si possono più concepire??? Perché? Raffaello Paiella architetto e curatore

  • And

    Raffaello guarda che il caso di Mantegna a Brera è un po’ diverso: la tela lì ha una visibilità perfetta anche se calata al buio, qui invece e mi sembra che non siano nemmeno riusciti a rendere visibili i quadri per colpa dei riflessi….

  • Gino

    Di chiacchiere inutili tante di disinformazione strumentale quanta ne volete. La mostra era stata proposta da un’altra parte e sorvoliamo sul dove, tanto il ministero non ha voluto e quelle due teche le ha IMPOSTE il ministero dei beni culturali e se non fosse stato per la giunta comunale i quadri sarebbero ancora rinchiusi nel museo impraticabile per chissa quanto tempo ancora. Come dice un mio concittadino “se le cone nu le sai… salle!”

  • Che bello…..ma che bello che bello che bello…….vogliamo parlare del resto? Lasciamo perdere, é meglio…..

  • bubu

    complessivamente si tratta di un’operazione promozionale malcurata e malgestita.
    Il comune di Viterbo voleva rilanciare il turismo con questa “mostra” e col nome di Sgarbi, più uno pseudofestival delle luci tremendo, senza direzione artistica, senza un’idea complessiva. Nel frattempo, i musei e i teatri restano chiusi…

  • Teresa

    Il fatto che la mostra sia stata spostata dal museo Albornoz alla sala di Palazzo dei priori non cambia lo scempio delle teche, imposte dalla soprintentenza, e lo scempio delle luci…
    Si vede che in questo periodo le luci sono le protagoniste assolute di questa città, che non è conosciuta al di fuori dei confini laziali. Mai successo che vi dicano Viterbo è in provincia di Roma? Quindi studiassero promozione vera, e non manifestazioni annunciati con effetti speciali, che poi di speciale non hanno nulla, che non hanno portato un turista in città in più.
    Ovvio che se un turista aveva previsto Viterbo nel suo giro capita alla Sala regia e vede quello spettacolo… di Sebastiano, messo in modo indegno, ma sempre spettacolo è. Trovatemi un turista che è venuto perché ha saputo dell’esposizione e non il contrario… e basta con questo populismo gratuito! Gli occhi li abbiamo tutti, qualche neurone pure… evviva chi ancora li usa
    Grande Antonioooo!