La misteriosa scultura sopra al Circo Massimo e di fronte di Fori Imperiali. Ecco il monolite bifronte Omaggio a Mondriaan di Francesco Visalli. Occasione per parlare ancora di arte pubblica

Abbiamo cercato in lungo e in largo nei siti della Tate, del Reina Sofia, del MoMA, del Pompidou. Ma niente. Eppure ci deve essere. Qualche opera di Francesco Visalli ci deve senz’altro essere. Perché l’unica giustificazione per aver conquistato uno dei palcoscenici più importanti e significativi del mondo, installandoci una propria grande opera di arte […]

Francesco Visalli, Omaggio a Mondriaan, Roma

Abbiamo cercato in lungo e in largo nei siti della Tate, del Reina Sofia, del MoMA, del Pompidou. Ma niente. Eppure ci deve essere. Qualche opera di Francesco Visalli ci deve senz’altro essere. Perché l’unica giustificazione per aver conquistato uno dei palcoscenici più importanti e significativi del mondo, installandoci una propria grande opera di arte pubblica senza passare da bandi, concorsi e comitati scientifici, è quello di essere un artista di chiarissima fama: presente nelle collezioni pubbliche dei più grandi musei del pianeta. Tuttavia, a quanto pare, il Visalli pur non essendo presente in queste prestigiosissime raccolta, è presente, eccome, nel cuore della città di Roma, con una scultura pubblica collocata tra Aventino e Circo Massimo, affacciata sul Belvedere Romolo e Remo, di rimpetto ai Palazzi Imperiali del Palatino. Esiste questo “Omaggio a Mondriaan” e non esiste nient’altro. Per chi transita in auto o a piedi visuali e prospettive sono irrimediabilmente danneggiate dalla doppia stele bianco-nera appoggiata su un triplo podio ricoperto di finta edera (edera in plastica, sì, col Campidoglio sullo sfondo!). Il massiccio monumento a Giuseppe Mazzini di Ettore Ferrari da una parte, il colle Celio coi boschi, le chiese, il campanile di San Gregorio e di San Giovanni e Paolo dall’altra, e poi i Fori Imperiali: non esiste nulla, esiste solo questo impattante “monolite bifronte” frutto, a quanto si evince dal sito dell’autore, di una sovrapposizione di 22 opere di Piet Mondriaan aggregate e rese in 3d. E collocate, lo ribadiamo, in uno dei contesti storici, paesaggistici, archeologici e artistici più significativi sul pianeta.
Non abbiamo trovato nulla nelle collezioni dei grandi musei, abbiamo cercato conforto almeno nelle mostre. Niente da fare. Nulla che legittimi neppure lontanamente la scelta di questo autore per qusto luogo. L’ultima mostra Visalli l’ha allestita al Rainbow Magic Land, un grande parco giochi alle porte della Ciociaria. Altre si sono svolte allo Sheraton Hotel di Milano Malpensa, alla Fiera Mercato di Reggio Emilia o nella sede dell’azienda Cetus, nota nella capitale per l’arredo bagno. Nessun grande museo, nessun grande curatore, nessuna grande collettiva internazionale nel suo palmares. E i testi critici? Rosalind Krauss o Germano Celant avranno scritto di questo autore? I teorici che l’hanno seguito rispondono a nomi un po’ meno magniloquenti purtroppo: la giornalista e scrittrice Valeria Arnaldi e poi Paolo Levi, Ernesto D’Orsi e Uros Gorgone.
Insomma: zero presenza in collettive di rilievo, zero presenza in musei e raccolte pubbliche, zero critici di fama che hanno scritto sul suo conto. Ma allora come ha fatto Francesco Visalli a installare un’opera permanente laddove ogni artista del mondo sognerebbe di installarla, avendo un curriculum molto distante dagli artisti più grandi del mondo? E per di più in quella stessa città che mette i bastoni tra le ruote ad installazioni pubbliche – il grande intervento sul Lungotevere – di  giganti indiscutibili del calibro di William Kentridge?

Francesco Visalli, Omaggio a Mondriaan, Roma
Francesco Visalli, Omaggio a Mondriaan, Roma

Abbiamo cercato di capirlo per ora senza grandi risultati. L’opera è stata montata senza autorizzazione? L’opera è stata autorizzata dal Municipio? O dall’Assessorato Comunale? Quest’ultimo giura di non saperne granché e ci rimanda alla Soprintendenza Comunale, dove dopo tre telefonate ci giurano di richiamarci per farci sapere e poi svaniscono. Proviamo anche con la Direzione Generale del Ministero di Massimo Bray – visto che le “occupazioni di suolo pubblico” in piazze storiche dovrebbero venire autorizzate da loro – senza per ora venirne a capo neppure lì. Pare, tuttavia, che l’opera non sia ancora completata e che debba essere, voce dal sen sfuggita testuale testuale da uno degli organizzatori, “ancor più ricca di così” con una inaugurazione prevista “per la metà di febbraio“. Alla faccia, è una promessa o una minaccia? Altre strutture a ingombrare uno dei belvederi più iconici del Mondo? Vedremo. Continua…

francescovisalli.it

  • Maurillio

    Dai non può essere vero. Avete pubblicato dei renderings?

    • Michelina

      No no, è tutto vero!

  • Giorgio Benni

    Ma Mondrian che dice?

  • Non dico il mio nome

    IN MINIERA

  • disilluso

    scusate, ma ve la ricordate la Lollobrigida che rappresentava la scultura italiana in Spagna? Popolo senza mamoria!

  • lois_design

    E che altro dovremmo aggiungere! Ormai si compie lo scempio autorizzato. A prescindere dall’opera e dall’artista, forse a coloro che hanno autorizzato sono sfuggiti quei vincoli di tutela ambientale!

  • paolo

    MA E’ UN’ALLUCINAZIONE ??!!

  • luana maiorana

    Subito una petizione per rimuovere questo obbrobrio da uno dei siti archeologici più belli del mondo…Che ci sta a fare un omaggio a Mondrian fra le bellezze dell’antica Roma? E Mondrian che cosa ne direbbe? Aspetto di sentire le voci di protesta di tutto il mondo artistico e culturale italiano…

  • michele

    solito scempio italiano!!

  • alessandro

    Devo dire che l’opera non è orrenda visto il Papa del grande Rainaldi ma le sue pitture e il sito è di una mediocrità allucinante sembra peggio di un naif, che ha più spessore, è scandaloso che destre o sinistra politica con le loro approvazioni riempono le piazze di monnezza a Roma, poi ci lamentiamo che ne altre capitali si vedono cose interessanti.

  • Giulia

    Petizione immediata per la rimozione!

  • Luca

    Il supporto di Uros Gorgone mi pare una garanzia.

  • Ilaria Prili

    Petizione immediata per la rimozione ma soprattutto vogliamo le dimissioni di chi ha permesso questo scempio!

    E che ringraziasse che non ne chiediamo lo scalpo appeso a piazza Venezia a mo’ di monito!

  • alez

    bravi fate luce voi, perche se ci aspettiamo qualcosa dalle istituzioni “la grande bellezza” verra’ distrutta dai cialtroni e dai corrotti

  • Alberto

    calmi, forse è lì solo per la premiazione de La Grande Bellezza in caso di Oscar!

  • Un altro spazio ‘docile’ ovviamente.
    Roma si conferma come una città assolutamente al di fuori da ogni controllo, in cui la classe politico-burocratico-amministrativa (con l’attiva ed interessata complicità degli ambienti ‘culturali’, ‘artistici’ ed ‘intellettuali’) saccheggia il saccheggiabile e deturpa il deturpabile, spargendo ciarpame estetico a piene mani. Si va dall’uso improprio di monumenti, opere e luoghi alla creazione di oggetti estetici che riescono a rappresentare solo il dispositivo politico-sociale di cui sono la conseguenza.
    Più che in qualsiasi altra città italiana a Roma risulta umiliante la distanza tra le civiltà del passato e quella del presente.
    Roma capitale d’Italia per arroganza, rozzezza, sterilità, dispersione di risorse materiali e immateriali, volgarità (la grande bellezza?).
    Da tale prospettiva questo risulta essere il miglior esempio possibile di arte ‘pubblica’, testimoniando una precisa idea di ‘pubblico’, di comprensione del genius loci, di rapporto tra una comunità e i propri luoghi.

    PS
    Da notare la finta edera in plastica del basamento, barriera gentile nobilitante/disciplinante che tradisce un immaginario da centro commerciale assai popolare a Roma. Et in Arcadia ego (la plastica).

    https://www.facebook.com/SpaziDocili

  • Impagabile la galleria di fotomontaggi e fotografie dell’opera installata:

    http://www.flickr.com/photos/francescovisalli/sets/72157638415798893/

  • E forse vi siete persi la pubblicazione…
    Qui il volume 1 (in ita/eng):

    http://issuu.com/francescovisalliart/docs/06_visitare_mondriaan_vol_01

  • Ma perchè è uno scempio? Perchè non ci piace? L’anonimato della critica in italia e un pubblico tenuto a distanza (vedi laboratori per bambini, esperti su torri d’avorio, ecc) determinano un grande vuoto, dove si può insinuare di tutto…e tutto può andare bene. Senza la capacità di argomentare oltre il mi piace/non mi piace….mentre invece facciamo scelte ogni giorno che vanno oltre il semplice mi piace….avanti, perchè non vi piace?

    • La mancanza di uno spazio critico non rende automaticamente valido un lavoro. Anzi è il contrario, è proprio l’assenza di strumenti critici a generare lavori deboli. L’esistenza di una nicchia (vista Colosseo…) in cui “insinuarsi” non qualifica chi ci si infila.

  • Gigi Mani

    orrendo

  • OK, lo consideriamo orrendo, ma sappiamo dire il perchè?

  • Silvia

    Può non piacere ma in un periodo in cui l’arte langue, creare scompiglio e polemica, specie nella capitale del paese più artistico del mondo, mi sembra una mossa astuta. Sono anni che non si sente parlare di arte sui giornali e nei telegiornali (se non per qualche mostra su Leonardo o qualche debosciato che scrive sui muri e sulle statue). Ben venga la polemica se sveglia le menti addormentate!

  • C

    Trovo a dir poco offensivi, nei confronti di un artista ed indipendentemente dalla fama dello stesso, il tono ed i modi con i quali è stato redatto questo articolo.
    Il costante tentativo di ridicolizzare l’autore dell’opera, di ridurne le capacità e di banalizzarne il gesto.

    L’arte è amore e visione strettamente soggettiva.

    Scommetto che se fosse stata opera di un grande artista, da più parti osannato, l’autore di questo articolo avrebbe speso parole di lode e magnificenza nei confronti della scultura, dedicando una porzione molto più misera alla questione dell’abusività e, forse, addirittura, rilevandone la portata geniale.

    Ciò non toglie che l’opera debba essere rimossa perché abusiva, come anche il rispetto verso terzi dell’autore di questo articolo andrebbe rivisto.

    • C

      Direi che è chiaro ciò che scrivo.
      Se per te non lo è, rileggilo attentamente.

  • M

    Tutti scandalizzati, intanto è lì da due mesi e nessuno se ne era accorto. Che grandi e attenti osservatori che siamo.

  • all.seeing.i

    Palazzo Italia a Berlino non è una galleria o uno spazio espositivo ma solo uno “luogo ideale per ospitare eventi e meeting d’affari” (cit.), vale a dire uno spazio commerciale che si può affittare per fare quello che pare (probabilmente con l’aiuto del solito burocrate compiacente che sa come far risultare le spese). Peso curricolare = zero. Lo stesso dicasi per le Mall Galleries di Londra che non sono uno spazio curato bensì uno spazio aperto a disposizione, lo affitti e ci fai la mostra che ti pare.

    • Gioele

      bhe cosa vorresti mettere in luce con questo? tu chi cazzo sei invece..???? fatto mostre? allestito spazi per fare esposizioni……… sei un fottutissimo artista… amico per cosa commenti……………!!?????? cosa ti metti a precisare.. il mio era far luce che come al solito i media per fare risultare che una persona non valga nulla, mettono in luce solo le cose di meno importanza. Falla una mostra a Palazzo Italia o alla Mall Galleris se la fai cosi semplice…………… se invece sei solo un fottutissimo lettore, dimentica tutto quello che ho scritto…. chi sei tu da giudicare un’artista in base a dove ha fatto mostre….!!????? sei il solito pollo al quale viene concesso di scrivere.

  • gian

    non è il monumento in sè il problema..il problema è la sua collocazione: ci sono zone dalle nostre città che dall’installazione di opere d’arte contemporanee non potrebbero che trarre beneficio..perchè collocare quest’opera proprio lì??

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  • damiano

    Con tutto il bene che si può volere a quest’artista(?)… ma veramente si può considerare opera d’arte stà cosa? Chi ha concesso questo scempio conosce la storia dell’arte? Mondrian inorridirebbe vedendola. E non si può fare un omaggio a un artista senza conoscerlo. Oltre 40 anni di studi per arrivare all’equilibrio tra linea, forma e colore poi esce sto genio che ci caga sopra. (Magari pensa anche di aver superato il padre dell’arte astratta, vedo che “di suo” ha messo anche verde, viola e arancio… che intuizione!). La ciliegina sulla torta? L’edera di plastica! Eccezionale! Mi vergognerei a tenerla pure in giardino, forse è il caso che qualche sovrintendenza valuti se quello è davvero il posto adatto a quella cosa..

  • flavio fanicchia

    Ringrazio l’artista
    Francesco Visalli per il dono offerto alla città di Roma nell’esposizione della
    sua creazione che impreziosita dallo scenario non poteva che farci rivivere
    l’unicità delle offerte del maestro Piet Mondrian, che in effetti nel suo
    descriversi è deciso e sicuro quanto le sue proposte artistiche, forti e nette.
    L’interpretazione secondo me è la variabile non scontata della sua espressione,
    nell’ampiezza, la limitazione e i ruoli definiti dai margini e dall’
    “aggressione” del colore base.

    Qualche mese
    complice l’entusiasmo per la mostra sul cubismo e stimolato dall’ardire
    emozionale, ho provato a dipingere un paio di piccole tele mixando
    sperimentazioni cognitive sognanti e manifesti futuristi (molto
    complessi)…chiaramente con pessimi risultati. Flavio Fanicchia.

  • flavio fanicchia

    Ringrazio l’artista
    Francesco Visalli per il dono offerto alla città di Roma nell’esposizione della
    sua creazione che impreziosita dallo scenario non poteva che farci rivivere
    l’unicità delle offerte del maestro Piet Mondrian, che in effetti nel suo
    descriversi è deciso e sicuro quanto le sue proposte artistiche, forti e nette.
    L’interpretazione secondo me è la variabile non scontata della sua espressione,
    nell’ampiezza, la limitazione e i ruoli definiti dai margini e dall’
    “aggressione” del colore base.

    Qualche mese
    complice l’entusiasmo per la mostra sul cubismo e stimolato dall’ardire
    emozionale, ho provato a dipingere un paio di piccole tele mixando
    sperimentazioni cognitive sognanti e manifesti futuristi (molto
    complessi)…chiaramente con pessimi risultati. Flavio Fanicchia.

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