Il senso di Stefano Cagol per il ghiaccio. Nuova installazione video dell’artista trentino, frutto di una residenza in Finlandia: ecco le prime immagini

C’è poco da fare, lui lontano dal ghiaccio non ci riesce a stare. Lo scorso anno dette il via nel Vajont a una performance itinerante che lo condusse fino al Circolo Polare Artico, alla Triennale di Barents. E il ghiaccio lo portò pure – impresa non da poco, viste le temperature – alla Biennale di […]

Stefano Cagol, Scanning the borders

C’è poco da fare, lui lontano dal ghiaccio non ci riesce a stare. Lo scorso anno dette il via nel Vajont a una performance itinerante che lo condusse fino al Circolo Polare Artico, alla Triennale di Barents. E il ghiaccio lo portò pure – impresa non da poco, viste le temperature – alla Biennale di Venezia di Gioni, con il progetto Ice Monolith, nell’ambito del Padiglione delle Maldive.
Stiamo parlando – molti l’avranno capito – di Stefano Cagol, che ora, per non perdere il contatto con il ghiaccio, se n’è andato per un paio di mesi in Finlandia, per una residenza al Drake Arts Center di Kokkola, invitato dalla prestigiosa Nordic Art School. Fra i lavori prodotti, l’installazione video Scanning the borders, nella quale l’artista trentino riattiva metaforicamente un faro, quello di Harrinniemi, fermo da qualche decennio, nell’ambito di una riflessione sui confini fisici e mentali fra acqua, cielo, notte. L’opera viene presentata con un talk e una proiezione proprio a Kokkola, fra giovedì 9 e venerdì 10 gennaio: Artribune ve la anticipa con una serie di still…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.