Cultura a Roma, anche ICOM Italia tira le orecchie al sindaco Ignazio Marino e all’assessore Flavia Barca. Nel mirino della lettera aperta lo stallo nella soprintendenza, le professioni culturali, i rapporti con le società di servizi

“Un migliore sistema di gestione dei musei, che non privilegi le realtà più visibili e più redditizie ma garantisca anche ai musei minori dignità di esistenza mediante risorse adeguate”. C’è anche questo, fra le richieste che la sezione italiana dell’ICOM – International Council of Museums – ha fatto pervenire con una lettere aperta al Sindaco di […]

Il sindaco di Roma Ignazio Marino

Un migliore sistema di gestione dei musei, che non privilegi le realtà più visibili e più redditizie ma garantisca anche ai musei minori dignità di esistenza mediante risorse adeguate”. C’è anche questo, fra le richieste che la sezione italiana dell’ICOM – International Council of Museums – ha fatto pervenire con una lettere aperta al Sindaco di Roma Ignazio Marino. Che se sta alla finestra da mesi davanti al futuro del Macro, verrebbe da osservare, figurarsi se ha intenzione di curarsi dei musei minori.
Il documento dell’ICOM nasce come sostegno alle preoccupazioni dei dipendenti della soprintendenza capitolina, chiedendo al primo cittadino in primis “di tutelare le professioni culturali, sottolineando la necessità di utilizzare professionalità adeguate negli interventi di tutela, e scegliendo figure a livello dirigenziale e funzionariale con formazione ed esperienza adeguate”. Non manca un riferimento ai giovani, e qui l’appello pare scontare il discusso decreto Bray dei 5mila euro per 500 giovani: “favorire le possibilità occupazionali, al fine di colmare il gap generazionale e consentire la trasmissione di esperienze professionali e gestionali”. Altro nodo caldo, i rapporti con le società di servizi: “chiarire le funzioni delle società, sia esterne che in house, e ribadire la centralità decisionale e di programmazione delle istituzioni pubbliche”. Insomma le nomine dei direttori, gli stanziamenti, il ruolo di Zètema.
Dopo mesi in cui l’amministrazione ha colpevolmente ignorato il comparto culturale (che poi è incidentalmente il più strategico della città), l’ennesimo – ennesimo! – sollecito servirà a qualcosa o scivolerà addosso a sindaco e assessore alla cultura?

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