Bologna Updates: l’arte dell’est europeo nelle collezioni private. Al Museo Archeologico l’avvincente excursus firmato Marco scotini per Arte Fiera, ecco le prime immagini…

Se la prima prova “sul campo” – al di là dell’opening – del MAST rappresentava uno dei maggiori punti di attrazione dell’art week bolognese a livello di strutture, la mostra Il Piedistallo Vuoto, curata da Marco Scotini nei suggestivi spazi del quattrocentesco Museo Civico Archeologico, lo era dal punto di vista degli eventi. Dedicata agli […]

Se la prima prova “sul campo” – al di là dell’opening – del MAST rappresentava uno dei maggiori punti di attrazione dell’art week bolognese a livello di strutture, la mostra Il Piedistallo Vuoto, curata da Marco Scotini nei suggestivi spazi del quattrocentesco Museo Civico Archeologico, lo era dal punto di vista degli eventi. Dedicata agli artisti dell’Est europeo, si presenta come “il modo con cui Arte Fiera vuole testimoniare concretamente il ruolo essenziale che il collezionismo dei privati ha svolto e svolge nel sistema dell’arte italiano, consentendo con i prestiti la realizzazione di mostre temporanee e la creazione di collezioni permanenti in numerosi musei”.
Non una mostra sulla nostalgia del passato”, ha sottolineato lo stesso Scotini, “ma una mostra che già dal titolo racconta un mondo ancora vivente, una potenzialità”. Una costellazione di più di 40 artisti di 20 Paesi dell’Est Europa e dell’ex URSS, per un totale di 100 opere: da Kateřina Šedá a Mircea Cantor, Ciprian Mureșan, Marina Abramovic, Said Atabekov, Yerbossyn Meldibekov, Monika Sosnowska, Adrian Paci, Victor Alimpiev, Artur Żmijewski, Ilya e Emilia Kabakov, Anri Sala, Nedko Solakov, Petrit Halilaj, Pawel Althamer, David Maljkovic, Miroslav Balka, giusto per citare qualche nome. L’opening ha visto lunghe file allungarsi su via dell’Archiginnasio: noi siamo riusciti a entrare, ecco qualche prima immagine…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.