Bologna Updates: gli scatti a luci rosse di Pierre Molinier e le scollacciate action figure di Mel Ramos. Tra feticismi assortiti e zoofilia ecco la fotogallery dell’Arte Fiera vietata ai minori…

C’era una volta un cinema a luci rosse. E c’era, nello stesso quartiere, la casa dove abitava con la sua famiglia un ragazzino. C’era il passaggio forzato sotto le locandine di quel cinema: la mattina per andare a scuola e poi a mezzogiorno per tornare; e ancora al pomeriggio per vedersi con gli amici, e […]

Flavio Favelli

C’era una volta un cinema a luci rosse. E c’era, nello stesso quartiere, la casa dove abitava con la sua famiglia un ragazzino. C’era il passaggio forzato sotto le locandine di quel cinema: la mattina per andare a scuola e poi a mezzogiorno per tornare; e ancora al pomeriggio per vedersi con gli amici, e il sabato, la domenica, nei giorni come gli altri e in occasione delle feste comandate. Un quotidiano scandito dall’ammiccante voluttà di forme invitanti, sguardi maliardi, titoli strillati di doppi sensi arditi; un bombardamento di immagini che finisce, un giorno dopo l’altro, per costruire un immaginario erotico che si tinge oggi della romantica patina del ricordo. Quel ragazzo era Flavio Favelli, che condivide il ricordo d’infanzia nello stand della Dispari&Dispari Project di Reggio Emilia. Scegliendo di farlo con elegante e aniconico pudore pop. C’è invece chi propone visioni decisamente più esplicite: l’eros serpeggia invitante per i corridoi di Arte Fiera, passando dalle perversioni zoofile di Zhang Huan alle allusioni floreali di Marc Quinn. Nella fotogallery una carrellata di opere osé, con le donnine senza veli di Mel Ramos a strusciarsi tra sigari cubani e banane e – complice la partnership con MIA Fair – un’infornata di scatti in bianco e nero: sbircia dal buco della serratura di eccentrici boudoir Pierre Molinier, mentre Carlo Orsi costruisce espliciti set per le campagne pubblicitarie di Dolce & Gabbana…

  • Non Andrea

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