Artworld in vetrina a Bologna. Critici, galleristi, giornalisti, professionisti dei media: alla fiera SetUp per due sere talk one-to-one aperti ai visitatori con il progetto Be Kind

Si consiglia la cortesia, ma con questi chiari di luna – e come spesso dimostra l’implacabile commentario di Artribune – ci sarà da vederne delle belle. Si chiama Be Kind il progetto promosso da Equilibriarte nell’ambito di SetUp: nel corso delle serate bolognesi – e nello specifico venerdì e sabato 24 e 25, dalle 21 […]

Si consiglia la cortesia, ma con questi chiari di luna – e come spesso dimostra l’implacabile commentario di Artribune – ci sarà da vederne delle belle. Si chiama Be Kind il progetto promosso da Equilibriarte nell’ambito di SetUp: nel corso delle serate bolognesi – e nello specifico venerdì e sabato 24 e 25, dalle 21 – la critica d’arte viene “messa in vetrina”, ma le si impone di tacere. Un gruppo di professionisti dell’arte – la “meglio gioventù” del mestiere, cita l’invito -, tra cui Igor Zanti, Carolina Lio, Maria Savarese e il nostro Massimo Mattioli, saranno invitati, infatti, ad ascoltare.
Ci saranno inoltre galleristi come Giampaolo Abbondio, Chico Schoen e Guido Cabib, art dealer come Lia Bedogni, esperti di comunicazione come Luca Melloni. Il pubblico, infatti, avrà l’opportunità di confrontarsi con loro, in un calembour di esperienze che racchiudono l’intero sistema dell’arte, per presentare il proprio lavoro, dare le proprie opinioni, semplicemente di creare una occasione di incontro, con uno sguardo particolare rivolto agli artisti. Chi volesse interagire con qualcuno dei protagonisti, “esposti” al pubblico della fiera in una stanza bianca, su cinque sedie di design, potrà prenotare I suoi cinque minuti al link qui sotto. Unica raccomandazione: “Con Tatto”…

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • luca rossi

    In realtà questa cosa è molto interessante. Il problema è che la critica STA GIA’ TACENDO da 20 anni. E possiamo vedere i risultati in termini di mercato (tolto il mercato internazionale di alto e altissimo livello) e di qualità prodotta (gli ultimi 3 Padiglioni Italia erano un calderone che esprimeva semplicemente il clan del curatore di turno, con artisti come sfumature deboli).

    Da 5 anni cerco di stimolare un confronto sul ruolo di artista, che è debole perchè manca una critica e un pubblico vero. Quindi la parola d’ordine è divulgazione, e non certo eventi organizzati da addetti ai lavori per addetti ai lavori.

    • Lorenzo Paci

      Grazie a Santa Nastro ed Artribune per l’articolo, sarà un piacere inoltre avere Massimo Mattioli tra gli invitati.

      Rispondendo a Luca, io credo che un punto di incontro, di confronto e di dialogo sia alla base di qualsiasi rapporto.
      L’arte, il sistema arte, i musei, trovo siano assolutamente distanti dal pubblico.

      Be Kind è un modo divertente per cercare di colmare o almeno provare a ridurre queste distanze.
      E volevo sottolineare come nell’organizzare la cosa mi abbia fatto innanzitutto piacere che gallerie e curatori si siano resi da subito disponibili a questo punto di contatto.

      Trovo che serva ricucire un dialogo.

      Spero di vederti e conoscerti a Be Kind :) per dimostrare che dietro al web esista qualche cosa che vada al di la del virtuale…

    • doattime

      La critica non tace per nulla, sa confrontarsi e dialogare, vedi ad esempio l’ultimo articolo della Vettese sul sistema dell’arte nel domenicale di ieri, il ruolo dell’artista è andato in crisi già cento anni fa con le azioni dada, se non prima con tutti i percorsi di figure come Gauguin o Van Gogh, oggi l’arte più sperimentale sviluppa strategie parallele concrete e significative, che poi come giusto che sia il mercato ingloberà, se no che mercato è ! d.o)))))

  • luca rossi

    Caro Lorenzo,

    queste iniziative sono perle preziose in Italia. Lo dico sinceramente. Ma bisogna anche partire dal contesto..cosa serve proporre un bicchiere d’acqua in un deserto? Se non c’è nessuno?

    Questi “esperti” ascolteranno solo altri esperti (o sedicente tali) e spettatori-curiosi che, essendoci Arte Fiera, hanno pensato bene di fare un giro…come se per un giorno la gente potesse entrare alla borsa di Milano e fare domande…benissimo. Senza poi avere risposte…e se le domande fossero sbagliate?

    In questo paese manca un grande lavoro di divulgazione. Io stesso collaboro ad un progetto che spunta fra la gente, lontano dai musei e da eventi TOP, questa è la sfida. Ma il nostro lavoro viene ostracizzato. E siamo quindi una goccia nel mare.

    Io sono disponibile ad un talk con il pubblico…ma in Piazza Maggiore! Se Artribune lancia la notizia io ci sono. A voi..

    • Lorenzo Paci

      La gente Luca, ha secondo me tutto il diritto di fare domande sbagliate :)

      L’importante non credo sia la domanda ed onestamente non credo sia neppure sentire la risposta, il vero cambiamento secondo me deve innanzitutto partire da un diverso approccio da parte di chi porta avanti, gestisce e lavora in questo ambiente.

      Un cambiamento che deve nascere dai professionisti per cercare appunto di recuperare un distacco enorme con il pubblico.
      Non importano domande o risposte, importa la disponibilità al dialogo, importano le capacità di mettersi in gioco.

      Onestamente trovo siano finiti i tempi in cui la gente era disposta ad ascoltare e credere a tutto, e se ne stava seduta ad ascoltare o a leggere gli sproloqui del critico di turno, oggi il confronto deve innanzitutto partire dal porsi in maniera diversa.

      Noi almeno cerchiamo di proporre questo :)

      Un dialogo alla pari nonostante piani differenti e l’utilizzo dei media per evidenziare lui ed ombre di un sistema che se continua a restare fermo sulle proprie posizioni ben presto oltre a non avere più nulla di dire non avrà più neppure nessuno a cui dirlo…

      Be Kind

      • luca rossi

        Certo che ne ha diritto, ma non servono a niente…posso immaginare cosa verrà detto agli esperti-sfinge….predichi bene e razzoli male. Questa è la sensazione che ho spesso leggendo gli articoli di Artribune. Perchè gli esperti-addetti ai lavori non possono cambiare da soli, in quanto tendono sempre a legittimare le stesse cose, che sono i dispositivi retorici che legittimano loro e il loro stipendio. E io sto scrivendo al vento perchè mi leggono solo gli stessi addetti ai lavori-esperti. Un cane che si morde la coda. Mentre invece ci sarebbe un modo per aumentare legittimazione e stipendi, ma fino a quando non c’è più una lira in giro nessuno cambierà veramente….vedi appunto Be Kind. Un’idea potrebbe essere iniziare con i titoli in ITALIANO visto che la cosa si svolge a Bologna e ci saranno si è no 3 inglesi….

        • doattime

          Siamo ottimisti, se si ragiona così non si farebbe più nulla, anche tu allora perché continui a scrivere? Trovo il progetto alquanto ottimistico per cui tutto il mio sostegno morale

          • luca rossi

            vedi mio commento precedente sull’ottimismo…continuo a scrivere perchè un modo efficace per fare le cose esiste…ma ahimè l’arte (che è il settore potenzialmente più importante) attira il 99% di mediocri…perchè sembra che tutto in arte possa andare bene, e che nessuno sia mai sottoposto ad un giudizio…il paradiso della mediocrità!

          • doattime

            posso concordare che non è detto che tutto vada bene, ma che il 99% sia mediocre mi pare alquanto strano, saresti tu?

            Ottimismo perchè l’iniziativa bekind mi pare fresca e interessante, poi ovviamente fino a quando non la si proverà non potrà capire, avere pre-concetti non porta molto lontano

            ps x artribune ho provato disqus è funziona alquanto male, infatti mi sono cancellato, un sistema più semplice? grazie d.o)

        • Lorenzo Paci

          veramente eravamo noi per primi favorevoli ad un titolo in italiano, ma abbiamo scelto l’inglese per due motivi:
          1) SetUp aveva uno slang già di per se anglofono, ci sarebbe sembrata una forzatura non restare in linea con il luogo dove stavamo andando a proporre la cosa
          2) (motivazione un po’ più seria) :) Equilibri è gestita da una società inglese e Be Kind è un format che vogliamo ripetere anche in UK

          comunque io spero di conoscerti a Bologna :)

          a presto

          • luca rossi

            Set Up 2013 era una cosa indecente, una di quelle manifestazioni che ti fa accettare e capire i “tagli alla cultura”. Ambienti angusti, macchie sulla moquette, opere di terzo e quart’ordine…poco da stare ottimisti. Ikea evoluta brutta, che è veramente una cosa difficilissima da fare, potendo copiare da tante fanzine internazionali. A marzo curerò su questo una mostra.

            Be Kind sembra voler riaccendere una riflessione intorno alle opere, sulle motivazioni dell’opera e dell’operare…ma francamente mi lascia perplesso questo parlare ad esperti muti…per dire che cosa??? Forse per farsi vedere….aiutatemi, perchè non capisco…grazie

            lr

  • luca rossi

    Caro Lorenzo,

    se mi inviti ufficialmente retribuendomi vengo a bologna molto volentieri, diversamente faccio veramente fatica dovendo lavorare e fare tante cose oltre al blog.

    Be Kind dimostra di voler innescare una riflessione intorno alle opere e all’operare…ma non si capisce esattamente cosa serva parlare a 8 “esperti” muti…aiutami, te lo chiedo. Tra l’altro non mi sembrano neanche operatori così centrali e significativi, con tutto il rispetto.

    Grazie

  • luca rossi

    @doattime: Ottimismo??? Set Up 2013 era una cosa indecente…spazi angusti, macchie sulla moquette, opere di terzo e quarto ordine…neanche ikea evoluta di qualità. Cosa veramente difficile perchè basterebbe copiare da alcune fanzine cool…dimmi come si fa ad essere ottimisti….

    • doattime

      Ma ci sei almeno stato?

      Copiare???

      Forse sei tu che vuoi una omologazione e non sai accettare la varietà che ti circonda, mi pare che tutto ti sia ostile e inadeguato alle tue aspettative, ma in questi ultimi tempi qualcosa che ti abbia gratificato?

  • luca rossi

    “Fresco” insieme a “interessante” e “funziona”, è un termine che andrebbe vietato. L’iniziativa mette in evidenza il mutismo e l’omertà che stanno spesso intorno ad opere indifendibili (ed è per questo che nessuno vuole parlare). Ma oltre a questa evidenza significativa non vedo nulla di più…forse sarebbe ora di avere progetti positivi che cercando di costruire piuttosto che indicare benissimo la distruzione…

  • Lorenzo Paci

    Onestamente non mi interessa affatto evidenziare lo stato delle cose, lo fanno già in tanti :) Be Kind prende atto di una situazione e cerca di guardare avanti, si parte da un’assenza di dialogo e da un confronto a senso unico o almeno a “senso unico alternato”, chiamiamolo così :) perché di fatto questo è il punto in cui stiamo (o almeno io la vedo così…).

    Trovo che né a livello di tempistiche (gli incontri son di soli 5 minuti per motivi innanzitutto logistici e tecnici) né a livello di prerogative, ci fosse la possibilità di un dialogo aperto e senza limiti di tempo.

    Be Kind vuole essere un inizio, hai ragione non chiamiamolo fresco, innovativo o interessante, prendiamolo come quello che vuole essere.

    Be Kind vuole essere un gioco, un gioco che vuole ribaltare i piani di osservazione innanzitutto, dare la possibilità di un punto d’incontro ed un confronto fuori dalle righe, slegato assolutamente da logiche di mercato o tendenze artistiche.

    Lo scopo? Lo scopo è arrivare ad avere un pubblico vero, una critica vera e cominciare tutto innanzitutto mettendosi in gioco.

    Guardare da una finestra reale, uno spaccato reale di sistema arte che a sua volta possa dare ai protagonisti la possibilità di guardare dentro la pancia della gente.

    Perché dietro una tastiera a creando rapporti solo virtuali senza sguardi e senza contatto credo si perda molto più tempo di quanto si crede di risparmiarne.

    Se posso guardarti negli occhi, credi davvero ci sia bisogno di parole?

    Be Kind :) …Con Tatto

  • luca rossi

    @doattime: quale dialogo e quale confronto??? Magari. Non ho letto l’articolo di ieri della Vettese, ma non è certo con un articolo che attivi dialogo e confronto.

  • luca rossi

    @Lorenzo Paci: cosa ti interessa fare con Be Kind?

    grazie

  • doattime

    “Con tatto”,
    sicuramente è una necessità di questi tempi avere la capacità dell’incontro e
    del dialogo, in bocca al lupo per questo fresco progetto d.o)

    • Gino

      ma dialogo de che!
      servono gli artisti! anzi le opere degli artisti!
      che quando valgono mettono tutti a TACERE

      • Gino

        qua più si parla più si fa fumo

  • Luca Rossi

    “incontro” e “dialogo” (però mi sembra che la parte degli esperti debba stare significativamente muta) sono bellissime parole, che riempiono la bocca. Esattamente come l’articolo sul sole 24 ore può essere bello. Bisogna vedere COME vengono fatte queste cose.

    Set Up l’anno scorso era un inferno di cattivo gusto; esprimeva tutta la crisi di un certo modo di fare arte. E dire che basterebbe scopiazzare tante fiere a latere che esistono nel mondo.

    Per rivitalizzare veramente il sistema e il mercato dell’arte serve una critica quotidiana e specifica sulle opere, servono divulgatori che riportano e filtrano questa critica per il pubblico più vasto (non sul sole 24 ore!!!), e serve un pubblico più vasto. Un pubblico vero, che non sia fatto solo da

    -artisti

    -addetti ai lavori,

    -sedicenti artisti e addetti ai lavori

    -curiosi che passavano di lì

    – e amici di tutti questi.

    Il confronto tra artisti, esperti e pubblico porta qualità per tutti. Ma da noi manca il pubblico e la parte attiva criticamente degli esperti. Siamo a metà.

    • doattime

      – Il pubblico c’è, e non è così tonto come molti pensano,

      – una cosa è chi frequenta il settore dell’arte una cosa chi ci passa un attimo (giusto per trascorrere due orette in queste dimensioni),

      -al pubblico nel complesso interessato all’arte non interessano tutte queste filippiche, e li capisco pienamente, chi invece sta per suo interesse a questo “gioco” mette attenzione a ogni puntino,

      – il bello è poter godere di tutto ciò

      Nello specifico questo progetto mi pare interessante, avendo problemi di salute non potrò andarci ma alcuni amici ci andranno e chiederò il loro parere, Setup è un progetto nuovo quindi si sta assestando, e sicuramente migliorando, scrivere due secondi di una cosa è facile perdere mesi ad organizzarla un’altra,

      – ora tutto si è avviato non ci resta che attendere i commenti di chi ci è stato d.o)

  • L’iniziativa mi sembra estremamente interessante. Parteciperò.
    Mi scuso se sono OT ma faccio i complimenti ad Artribune per aver finalmente reso necessaria la registrazione degli utenti per partecipare al commentario. Speriamo ciò contribuisca ad innalzare la qualità del dibattito.

  • Per quanto mi riguarda argomenterò di sicuro e non mancherò di dire la
    mia su Be Kind e su questa edizione di SetUp, ma dopo essere stato a
    Bologna…

  • Antony
  • CoDa

    ribadisco quanto già detto in precedenti post per uscire dalla situazione attuale: definire un gruppo secondo alcuni presupposti chiari (allora li aveva sintetizzati, per iniziare, in tre punti) che tutti condividono e che mettono in atto ovunque.
    Andare avanti da soli non paga… anche se viste le pochissime risposte alla mia proposta di allora, penso che ognuno ritenga sia questa la strada… e allora continiuamo a parlare invece di fare

    • Giulia

      Caro CoDa,

      purtroppo non riesco a partecipare e vedere con i miei occhi, ma l’iniziativa di cui parla l’articolo mi sembra nei presupposti un passo avanti per sviluppare nuove possibilità di dialogo, anche se penso che occorrerebbe creare situazioni per trasformare il dibattito artistico in confronto culturale, creando sinergie con ambiti che con le arti hanno meno/ poco/ niente a che fare.

      I tuoi precedenti post hanno suscitato commenti interessante, che sarebbe meglio approfondire al di là del contesto di internet. L’incontro di SetUp è potenzialmente fruttifero proprio perché si tiene fra persone reali, faccia a faccia, e auspicabilmente kindly, senza gli eccessi verbosi del web.

      Purtroppo non sarò lì, quindi mi asterrò dal giudizio sugli esiti effettivi.

      Nel mio piccolo ho iniziato a presentare dei progetti a realtà “extra-artistiche” strutturate e molto attive sul mio territorio, soprattutto con i ragazzi. E’ basilare iniziare un dialogo a partire da temi comuni, sentiti , recuperando la funzione dell’arte come interlocutrice, eliminando i presupposti autoreferenziali e il protagonismo. Non parlare di arte, ma parlare attraverso l’arte. Anteporre il noi all’io. Non bisogna essere artisti, ma persone che parlano e vogliono conoscere altre persone, come insegna il B.A.R.L.U.I.G.I.

  • Manlio Teresi

    Artworld, SetUp, One-to-One, Be Kind. Già solo nel titolo, nonché nella pratica consolidata del ricorso all’inglesismo spinto, è riassunto tutto il complesso di inferiorità – atteggiamento tipico dei provinciali di successo – del misero sistemino dell’arte italiano, sempre più asfittico e tendente all’insulso.

  • Una nota rapidissima dopo un piacevole sabato sera passato a SetUp: al di là del pubblico (numeroso) e delle proposte delle gallerie, per attenermi al tema dell’articolo, penso che tra l’area Talk e i progetti di SetUp Blab il programma culturale della manifestazione sia andato proprio nella direzione dell’apertura al dialogo e al confronto. Da quello che mi hanno riferito ho avuto la fortuna di partecipare, tra le due, alla serata di Be Kind con l’atmosfera più distesa e informale (complici gli eventi concomitanti che hanno evitato l’affollamento del giorno precedente). Un’oretta di chiacchierate ricche di spunti e decisamente formative mi ha convinto che l’iniziativa ha delle ottime potenzialità.

    • Lorenzo Paci

      è stato un piacere vedere tanto entusiasmo nei confronti della nostra proposta :) credo ne siano nati diversi spunti per diversi ragazzi.
      un enorme ringraziamento va inoltre all’estrema disponibilità dei vari protagonisti delle due serate.
      Sono davvero contento ti sia piaciuto, per noi era una puntata pilota, ci sono mille cose da sistemare e di certo a SetUp ci siamo dovuti adattare a quelli che erano gli spazi, la direzione però ci piace davvero molto! :)
      E siamo davvero felici che la cosa sia uscita fuori :)

      Grazie per la tua partecipazione e per l’opportunità di questo confronto :)

  • Raffaele

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