Ancora sui Golden Globes. Ecco le meglio e peggio vestite del red carpet a Los Angeles, nell’edizione del trionfo di Paolo Sorrentino

Julianna Margulies vince nel meraviglioso abito nero stampato in decor dorè e firmato Andrew GN Resort. Nero anche il vestito paillettato della moglie di Matthew McConaughey, Camilla Alves: un sinuoso, ma casto Dolce e Gabbana. Convince Monica Potter in Romona Keveza: lustrini dorati per il corpetto e una lunga, abbondante gonna di raso in seta […]

Julianna Margulies vince nel meraviglioso abito nero stampato in decor dorè e firmato Andrew GN Resort. Nero anche il vestito paillettato della moglie di Matthew McConaughey, Camilla Alves: un sinuoso, ma casto Dolce e Gabbana. Convince Monica Potter in Romona Keveza: lustrini dorati per il corpetto e una lunga, abbondante gonna di raso in seta nero lucido. Sofia Vergara in Zac Posen opta per un modello Barbie meringata, con latteria in bella vista e grande gioiello turchese sul davanzale. Irresistibile. Audace la scelta di Paula Patton in bianco super aderente da un lato e pieno di volant dall’altro. Peccato per le scarpe da spogliarellista. Il vestito Versace di Uma Thurman calza a pennello. Al contrario il Lanvin sfigura su Emma Roberts. Un po’ Biancaneve Julie Bowen col double-color-berries dress by Carolina Herrera. Ma è la spettacolare Taylor Swift in nero/rosa geranio a trionfare nella stessa casa. La linea del Prabal Gurung di Sandra Bullock è cromaticamente da rivedere. Interessante la mise di Lizzy Caplan in Emilio Pucci con citazione anni Venti.
Vince in classe e sofisticatezza Cate Blanchett col suo Armani nero ricamato, dove un gioco di trasparenze avvolge il corpo in balze d’organza che lasciano libera la schiena. Poi c’è la mise bucolica della morbida Drew Barrymore, avvolta in un telone di guttaperca per compostaggio, opera di Monique Lhullier, e qui l’espressione “due braccia rubate all’agricoltura” sembra coniata su misura. Seguono Jennifer Lawrence col peggior Dior Couture mai concepito, il tappeto di Mrs Damon, la mantovana bordeaux di Ariel Winter, l’oleografia floreale su Heidi Klum che ha imboccato una triste parabola discendente…
Notevole anche il vestito verde-tavolo-da-biliardo più lustrini di Helen Mirren. E che dire poi dell’incarto da cioccolatino che portava Emma Thompson esaltato dall’acconciatura da novantenne? Jenna Dewan-Tatum ha optato per i parati insieme a Zosia Mamet (Reem Acra), Melissa McCarthy e Gabourey Sidibe. Scelgono l’argento Sarah Paulson (Marchesa), edizione festa della provincia americana. Kate Mara (J. Mendel) col domopack del futuro. E Mila Kunis (Gucci), che ha riciclato un festone dell’albero di Natale. Chi prende il compito di avvisare Jessica Chastain di cambiare parrucchiere? Perchè quella cotonatura tipo zucchero filato era fortemente demode. Julia Roberts pare rimasta ai primi anni Novanta, ed è li che dovremmo abbandonarla. Emma Watson prima di vestirsi dovrebbe chiarirsi le idee e non buttare addosso quello che capita come capita. Perchè per vestire Tina Fey (Carolina Herrera) hanno strappato il rivestimento ad un sofà? Ancora, la scelta della lattescente Lena Dunham di vestirsi in giallo limone non sembra troppo intelligente, mentre Michelle Dockery in Oscar De La Renta faceva soprammobile camp di zia Sally. Edie Falco indossava un Lanvin: non una fodera infiocchettata. Ma il premio “vestito discarica” del 2014 va senza ombra di dubbio, a Zoe Saldana col Prabal Gurung più brutto della storia: una roba che pareva cucita dal compagno di cella di Jack Nicholson quando recitava in Qualcuno volò sul nido del cuculo…

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.