Anche Flavio Zanonato a Milano per gli UK-Italy Business Award, premi all’innovazione e cultura d’impresa. E le imprese culturali? Si punta sul cinema, con il riconoscimento assegnato a tre produzioni

A Milano c’era anche Flavio Zanonato, il Ministro per lo Sviluppo messo alle corde da Debora Serracchiani per il caso spinosissimo delle migliaia di possibili esuberi alla storica Electrolux, all’assegnazione degli UK-Italy Business Award, riconoscimenti nati nell’ottica dell’articolata partnership economica e commerciale tra la Gran Bretagna e il Bel Paese. Quindici le aziende segnalate, cui si […]

A Milano c’era anche Flavio Zanonato, il Ministro per lo Sviluppo messo alle corde da Debora Serracchiani per il caso spinosissimo delle migliaia di possibili esuberi alla storica Electrolux, all’assegnazione degli UK-Italy Business Award, riconoscimenti nati nell’ottica dell’articolata partnership economica e commerciale tra la Gran Bretagna e il Bel Paese. Quindici le aziende segnalate, cui si aggiungono cinque premiate alla specifica voce innovation; in totale sono venti le imprese che si sono rese protagoniste di percorsi di crescita, sia in termini di ricerca (scientifica, come nel caso del gruppo Zambon, ma non solo) che in ordine a investimenti e progettualità di ampliamento del proprio core-business. Spettro ampio quello del radar inglese, che copre i più diversi ambiti imprenditoriali: compreso ovviamente il settore della cultura, identificato – in maniera continuativa dal 2010 – con il comparto dell’industria cinematografica. Sono tre le produzioni italiane, o con “zampino” tricolore, a ricevere il Creative Industries Award per il Best Innovative Budget: partendo da “Il terzo tempo” di Enrico Maria Artale, storia di riscatto sociale ambientata nel vigoroso mondo del rugby e portata nelle sale da Filmauro e CSC Production. Menzione anche per Andrea Pallaoro, passato dal teatro al cinema con “Medeas”, sua seconda prova per il grande schermo; e per Shubhashish Bhutiani e il suo “Kush”. Tra le aziende premiate anche una che da tempo immemore accompagna artisti e intellettuali nel loro lavoro. È entrata nel mito grazie ai nomi di Picasso, Van Gogh ed Hemingway la leggendaria Moleskine, cui va il Brand Recognition Award.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.