Trent’anni di Superstudio: fotogallery dal party che ha celebrato, a Milano, la storica casa della moda e del design. Con Martina Colombari madrina d’eccezione, in posa per raccogliere fondi in favore dell’Emilia terremotata

Per spiegare cosa sia Superstudio basta – e non è certo poco! – quel muro effimero eretto all’ingresso del civico 13 di via Forcella, Zona Tortona, Milano. Sfilano uno dopo l’altro, a grandezza naturale, i professionisti affiliati all’Associazione Fotografi italiani Professionisti che in un modo o nell’altro, per una volta o mille, hanno imbracciato la […]

In posa - foto Michela Deponti

Per spiegare cosa sia Superstudio basta – e non è certo poco! – quel muro effimero eretto all’ingresso del civico 13 di via Forcella, Zona Tortona, Milano. Sfilano uno dopo l’altro, a grandezza naturale, i professionisti affiliati all’Associazione Fotografi italiani Professionisti che in un modo o nell’altro, per una volta o mille, hanno imbracciato la reflex e varcato questa soglia. Ne esce un Photorama lungo cento metri, catalogo di eroi che con precisione omerica tratteggia la storia di un luogo entrato nella leggenda: compie trent’anni lo storico spazio ideato da Flavio Lucchini con la complicità di Gisella Borioli, set privilegiato per campagne e sfilate che hanno segnato la storia del costume (e per i party milanesi di Artribune, tra le altre cose). E lo fa chiamando a raccolta, per una sera, amici vecchi e nuovi.
Tra queste mura si è fatta la storia recente della moda italiana. Lo dimostrano le due grandi videoinstallazioni dedicate a Oliviero Toscani – frenetica proiezione che “sfoglia” in modo virtuale le pagine delle riviste per cui ha lavorato – e Giovanni Gastel: ieratico, monumentale, quasi colossale nel presentare in digitale il frenetico carosello di immagini che ne restituisce l’impegno nel mondo del fashion. Ieri, oggi e domani: sono Rocco e Matteo, l’uno figlio del primo, il secondo nipote dell’altro a portare avanti le tradizioni di famiglia inquadrando gli ospiti della festa in accurati shooting istantanei, che donano l’emozione di sentirsi per una notte Claudia Schiffer o George Clooney. O magari Martina Colombari, madrina di una serata che la vede presentare il progetto che l’ha vista posare per dodici diversi maestri tra le rovine di San Felice sul Panaro, paese simbolo della memoria corta di un’Italia che s’è scordata quanto ci sia ancora da fare per raddrizzare l’Emilia colpita dal terremoto. Un calendario in forma di photobox a tiratura limitata – e prezzi decisamente affordable – con i proventi devoluti per la ricostruzione: da rintracciare in un Superstudio che resta aperto al pubblico, con eventi, mostre e incontri, per tutto il fine settimana.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.