Nuovi strumenti per la diffusione dell’arte online. Nasce Google Open Gallery, il servizio di Google dedicato a musei, archivi e gallerie

L’impegno di Google nel campo della cultura è ormai noto. In particolare, non sarà sfuggita agli amanti dell’arte l’iniziativa Art Project, che ha coinvolto i musei di oltre 40 paesi nel mondo in un’attività di digitalizzazione e pubblicazione online di immagini ad alta risoluzione di manufatti storici, opere d’arte e di artigianato (si parla di […]

L’impegno di Google nel campo della cultura è ormai noto. In particolare, non sarà sfuggita agli amanti dell’arte l’iniziativa Art Project, che ha coinvolto i musei di oltre 40 paesi nel mondo in un’attività di digitalizzazione e pubblicazione online di immagini ad alta risoluzione di manufatti storici, opere d’arte e di artigianato (si parla di oltre 40mila oggetti). In qualche caso, come ad esempio per la Reggia di Versailles, è stata utilizzata anche la tecnologia Street View, che permette all’utente di “navigare” tridimensionalmente all’interno delle sale espositive.
Ma se Art Project è sicuramente, insieme a Google Books, il progetto di Google più noto in ambito culturale, il colosso di Mountain View ha in realtà in cantiere molto di più. Tramite il Cultural Institute, che ha appena inaugurato anche una sede fisica (il [email protected] Cultural Institute, negli uffici parigini dell’azienda), Google ha avviato una serie di progetti volti a rendere universalmente accessibile, tramite tecnologie all’avanguardia e interfacce appositamente studiate, il patrimonio artistico e culturale mondiale.

Nel prossimo futuro, poi, alcuni di questi strumenti verranno messi a disposizione anche a privati e piccole istituzioni, tramite l’iniziativa Google Open Gallery, appena lanciata. Attraverso una semplice iscrizione (al momento l’ingresso è su invito) sarà possibile creare gratuitamente la propria mostra online fatta di immagini, testi e video, utilizzando alcuni dei migliori tool creati da Google (gallerie interattive, strumenti avanzati di catalogazione e ricerca, zoom).

– Valentina Tanni

www.google.com/intl/it/culturalinstitute
www.google.com/opengallery

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.