Miami Updates: non solo fiere. Fra parodie del popolo di Art Basel e muri prestati a streetartisti in trasferta, tante le mostre da non perdere in giro per la città

Se avete ancora qualche ora per girare a Miami, tra una spiaggia e l’altra, non devono mancare alcune mostre che hanno inaugurato in città. Ad Espanola Way c’è Duct Tape Miami – a durational performance installation dell’artista israeliana Tirtzah Bassel. Forme e volti delineati con il nastro adesivo raccontano la psicologia e la cultura delle […]

Se avete ancora qualche ora per girare a Miami, tra una spiaggia e l’altra, non devono mancare alcune mostre che hanno inaugurato in città. Ad Espanola Way c’è Duct Tape Miami – a durational performance installation dell’artista israeliana Tirtzah Bassel. Forme e volti delineati con il nastro adesivo raccontano la psicologia e la cultura delle fiere d’arte, riflettendo su Art Basel MB e sulle implicazioni del mercato dell’arte. La mostra è promossa dalla Galleria Gitlerand di Elliot Avi Gitler, un progetto che nasce da New York come galleria temporanea e arriva a Miami con la stessa formula, forse all’avanguardia in un clima commerciale come quello che stiamo vivendo.
A Wynwood, zigzagando tra i graffiti illustri di Shepard Farey, Miss Van, Ron English, sempre in crescita dei Wynwood Walls voluti dall’impreditore di Real Estate Tony Goldman, in una mutazione continua che quest’anno li vede più presenti che mai, incontrerete la mostra di Alice Mizrachi, street artist di New York, al Miami Light Box. Spazio dedicato alle arti performative, diretto da Beth Boone, ospita fino a gennaio i collage dell’artista, che potrete rivedere “in grande” e in strada lavorare a uno dei muri del quartiere.
Infine, in Lincoln Road vi aspetta la galleria Dean Project che lascia per il suo settimo anno New York per trasferirsi (definitivamente?) a Miami Beach. In mostra Brian Dury con Supernatural – Religious, Theological & Spiritual Leaders Series, nella quale i grandi della terra, tra cui non poteva mancare Papa Francesco, sono rappresentati con la pittura iperrealista seppur materica dell’artista.
A Scope, la fiera d’arte contemporanea sulla spiaggia, Triad – Towards Regional integration of Artistic development, una charity / organizzazione noprofit nata in Inghilterra e negli Stati Uniti grazie al l’impegno di Mariangela Capuzzo, Elena Due e Maria Teresa Setaro, promuove un progetto speciale con la performer israeliana Einat Amir. Si intitola Enough About You: e non ė solo da vedere, ma da scoprire e soprattutto pensata per farvi partecipare…

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.