Mangiare, che capolavoro. Alla (galleria +) oltredimore di Bologna gli Action Eating di Panem et Circenses: happening fra arte e cibo, il primo step raccontato per immagini

Non una classica cena e nemmeno un incontro conviviale in galleria, in cui, tra un assaggio e l’altro, si chiacchera di cultura: nell’Action Eating è l’azione del mangiare a essere messa in risalto, recuperata nel senso fisico e concettuale del gesto stesso di cibarsi, un vero e proprio evento artistico che diventa happening, a metà […]

Non una classica cena e nemmeno un incontro conviviale in galleria, in cui, tra un assaggio e l’altro, si chiacchera di cultura: nell’Action Eating è l’azione del mangiare a essere messa in risalto, recuperata nel senso fisico e concettuale del gesto stesso di cibarsi, un vero e proprio evento artistico che diventa happening, a metà tra sperimentazione e conoscenza. Gli Action Eating fanno parte di trEATticon, food project che Panem et Circenses (Ludovico Pensato e Alessandra Ivul) stanno presentando negli spazi di (galleria +) oltredimore, lo spazio d’arte contemporanea bolognese che di recente ha inaugurato la sua nuova sede, approdando nel vivacissimo distretto culturale della Manifattura delle Arti. trEATticon è un percorso in cui “si mangia e si usa la testa” – come piace definirlo ai due organizzatori –, che sviluppa in tre atti un ipotetico percorso evolutivo del rapporto uomo-cibo, dalla primordiale essenzialità del nutrimento fino alla sua moderna spettacolarizzazione.
Gli Action Eating (due per atto) coinvolgono il pubblico in un’esperienza atipica sul panorama culturale contemporaneo (che pure, molto spesso, si interfaccia con il cibo e il concetto di “cucina” in senso lato): l’evento, di per sé, non è né culinario, né alimentare, bensì puramente sensoriale. La prima fase del progetto, Materia, che si concluderà a fine dicembre e di cui giovedì 19 si è svolto il secondo Action Eating, corrisponde al passaggio “prima della conoscenza”, in cui l’elemento portante è la terra. La scena viene sapientemente preparata, nulla è lasciato al caso: un tavolo, posto al centro della galleria, è allestito come se fosse un’installazione e tutti gli elementi necessari all’Action Eating vengono predisposti in modo tale da favorire l’interazione con il pubblico. Materia è il primo step, quello della scoperta, quindi il rapporto tra l’uomo e il cibo è ancora di ricerca e di sorpresa. Attraverso il solo utilizzo delle mani, i 12 partecipanti sono invitati a scoprire da loro stessi cosa andranno a ingerire, in una specie di gioco conoscitivo che determina un personale rito di accesso al cibo: l’idea è quella di far ri-vivere l’esperienza immaginaria del primo uomo che ha rotto una noce o colto una mela. Il “menù” pensato da Panem et Circenses in questa fase è basato sul concetto di natura selvaggia, per cui gli elementi commestibili si fondono con la materia naturale. Così, i sassi di argilla o di sale, disposti sul piano del tavolo, nascondono una patata avvolta in una foglia di bambù e un carciofo aromatizzato all’aglio, o ancora una mela avvolta in una foglia di loto e aromatizzata al limone e zenzero. Al centro, un enorme masso, scavato a mano, contiene uno spezzatino asciutto di cervo fatto marinare con bacche spontanee e cotto a bassa temperatura.
Per i due atti successivi di trEATticon, rispettivamente Deleteria e Aetheria, l’appuntamento è per il nuovo anno, in gennaio e febbraio. Chissà per allora cosa avranno pensato i Panem et Circenses. Il percorso attraverserà le fasi della trasformazione e della concettualizzazione del cibo, fino ad arrivare a quello che oggi viene considerato il fenomeno del “food-porn”. Intanto, la fotogallery sulla fase primigenia, Materia…

Serena Vanzaghi

www.oltredimore.it
cargocollective.com/treatticon#Progetto

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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.