La Gioconda a Firenze? Ve la scordate. La Francia nega il prestito richiesto per una mostra temporanea: spostamento rischioso, e poi il Louvre non può deludere i suoi visitatori…

“Il trasferimento avrebbe molti problemi tecnici, e inoltre all’opera sono troppo legate l’immagine e la reputazione internazionale del Museo del Louvre, i tanti visitatori mal digerirebbero di non trovarla al suo posto“. Risultato: Lisa Gherardini non torna a casa. Ovvero, La Francia nega a Firenze il prestito della Gioconda. Questo è quanto comunicato oggi da […]

Il trasferimento avrebbe molti problemi tecnici, e inoltre all’opera sono troppo legate l’immagine e la reputazione internazionale del Museo del Louvre, i tanti visitatori mal digerirebbero di non trovarla al suo posto“. Risultato: Lisa Gherardini non torna a casa. Ovvero, La Francia nega a Firenze il prestito della Gioconda. Questo è quanto comunicato oggi da Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali, che con una conferenza tenuta proprio a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, ha riferito le parole di Vincent Berjot, direttore generale del Patrimonio del Ministero della Cultura francese.
Il capolavoro di Leonardo da Vinci era stato richiesto per essere esposto temporaneamente in Italia, ed a questo scopo il comitato presieduto da Vinceti aveva raccolto 150mila firme a sostegno. Spesso la Monna Lisa viene erroneamente citata ad esempio delle spoliazioni di opere d’arte attuate in Italia, effettivamente molto massiccie con Napoleone: main realtà il dipinto, realizzato tra il 1503 e il 1519, fu regolarmente acquistato dal re di Francia Francesco I. Per vederlo, dunque, gli italiani dovranno continuare ad ingrossare le lunghe file che fanno del Louvre il museo più visitato al mondo…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Immaginatevi Parigi senza la Gioconda?!! Ancora a Bari si capisce, sono sorelle, ma a Firenze? e chi valuta la polizza di assicurazione: ci vorrebbe una cordata! E dopo Firenze, dove sui passi di Leonardo?!!

  • Risultato: nullo, come era da aspettarsi.
    Ma allora a chi è servito (cui prodest) raccogliere 150mila firme e tenere conferenze?
    Il nome di chi si è accreditato?
    Se la classe politico-burocratrico-amministrativa adopera l’arte per comunicare sé stessa, gli operatori culturali (?) ormai si accontentano del fantasma dell’arte. Del maiale non si butta via niente.

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