Haydn, il contemporaneo ungherese, focus sul Giappone. Il festival musicale Printemps des Arts prepara a Montecarlo l’edizione del trentennale: ecco gli highlights

Nel campo delle arti, a Montecarlo non mancano gallerie che ospitano autori contemporanei e che spesso danno spazio alle avanguardie. Da trent’anni, tuttavia, il visivo viene accompagnato da un festival musicale che ha ben precise caratteristiche, che ne fanno quasi un unicum. Intanto si svolge in primavera – la prossima edizione dal 14 marzo al […]

Marc Monnet, compositore e direttore artistico di Printemps des Arts

Nel campo delle arti, a Montecarlo non mancano gallerie che ospitano autori contemporanei e che spesso danno spazio alle avanguardie. Da trent’anni, tuttavia, il visivo viene accompagnato da un festival musicale che ha ben precise caratteristiche, che ne fanno quasi un unicum. Intanto si svolge in primavera – la prossima edizione dal 14 marzo al 13 aprile -, ma solamente nei fine settimana, e poi è a tema: quest’anno la “grande classica” è dedicata da Haydn, e la sezione contemporanea alla musica ungherese, principalmente Bartók  e Ligeti, diretti dal  compatriota compositore e direttore d’orchestra Peter Eötvös. Ai temi principali vengono affiancati autori, in gran misura contemporanei, con cui hanno strette connessioni culturali (ad esempio, Sciarrino e Stockhausen); vengono inoltre proposte incursioni in continenti lontani, l’anno scorso la Cambogia, questa primavera il Giappone.
Quando il festival iniziò, pochi pensavano che sarebbe durato a lungo, poiché non mancano i festival in Costa Azzurra, e quelli di più piccole dimensioni sono schiacciati dal fratello maggiore di Aix-en-Provence. Pochi ricordano che durante la Prima guerra mondiale (del cui inizio nel 2014 ricorre il centenario) una delle opere più belle di Giacomo Puccini – La Rondine – ebbe la prima assoluta nell’elegante teatro dell’opera di Montecarlo. “L’edizione 2014 offrirà al pubblico l’occasione per conoscere forme e stili che sposano musica, teatro, danza, includendo le culture extraeuropee”, spiega il direttore artistico e compositore Marc Monnet, “nessun confine geografico, storico o stilistico ma piuttosto il desiderio di puntare sulla qualità e su forme artistiche inedite, evocative e accattivanti”.

– Giuseppe Pennisi

www.printempsdesarts.mc

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.