Dieci anni di storia per Francesco Pantaleone. Finissage della mostra-party che ha raccontato l’avventura felice della più nota galleria palermitana

Dieci anni, un periodo lungo a sufficienza per farne la testimonianza di un passaggio, spazio di giuntura e di separazione tra contesti e generazioni. Un tempo in cui la distanza si fa adeguata: utile per cimentarsi con analisi e bilanci, avendo messo in fila sequenze di conquiste, sconfitte, mutamenti, praticati ed osservati lungo un capitolo […]

Francesco Pantaleone

Dieci anni, un periodo lungo a sufficienza per farne la testimonianza di un passaggio, spazio di giuntura e di separazione tra contesti e generazioni. Un tempo in cui la distanza si fa adeguata: utile per cimentarsi con analisi e bilanci, avendo messo in fila sequenze di conquiste, sconfitte, mutamenti, praticati ed osservati lungo un capitolo di storia collettiva. In dieci anni, in Sicilia, il sistema dell’arte è cambiato parecchio. Un risveglio, un’accelerazione, la genesi – e qualche volta il veloce naufragio – di realtà istituzionali importanti per il contemporaneo e di iniziative private, per una scena in cui, da sempre, aveva dominato una specie di nulla, animato da fulminee e vitalissime scosse. In questo scorcio temporale sono nati, morti, qualche volta resuscitati (o quasi) musei, fondazioni, gallerie. E nonostante la crisi progressiva, nonostante globalizzazione, altalene finanziarie, fughe all’estero tra la Cina e l’Olanda, alterazioni dei gusti, dei costumi, delle mode e delle quotazioni… qualcosa  o qualcuno è rimasto. Resistendo, reinventandosi, continuando a crescere. Che non è poco.
La galleria Francesco Pantaleone nasceva il 19 giugno 2003, a Palermo. Un opening affollato ed elettrico, negli spazi decadenti del settecentesco Palazzo Gravina di Rammacca, in Piazza Garraffello, nel cuore nobile, popolare e un po’ maudit della Vucciria. Una mostra di pittura battezzava così l’avventura di questo ex studente all’Accademia di Belle Arti di Urbino, neo gallerista ambizioso e appassionato, figlio di un importante commerciante d’arte sacra, a un certo punto sbarcato a New York per lavorare con Gagosian e poi tornato sull’isola, con la voglia di rischiare, di inventarsi daccapo.

Francesco Pantaleone
Francesco Pantaleone

Francesco Pantaleone – a quei tempi in società con Pamela Erbetta, uscita di scena qualche tempo dopo, e poi sostituita daFrancesco Giordano – partiva con una doppia personale di Alessandro Bazan e Marco Cingolani. E proprio con una grande tela di Cingolani ,“Amici al Garraffello. L’incendio di cuori”, annegata in un rosso liquido e rovente, si è aperta la scorsa estate la mostra di celebrazione di questo decennio vigoroso. Party with us – Ten years after è una  collettiva, ospitata nella nuovissima sede della galleria, ai Quattro Canti, a pochi passi da quella prima, suggestiva location da cui decine e decine di artisti, curatori, giornalisti, critici, musicisti, collezionisti sono passati, accolti dal tepore palermitano e dall’euforia contagiosa di casa Pantaleone. Quel Palazzo, quella casa, quella galleria, sono stati – tra opening, feste, cene, pranzi, appuntamenti – un crocevia insolito e strategico per il sistema dell’arte locale e per la sua relazione con quello nazionale ed internazionale, attingendo dai trend, i linguaggi, i temi, i volti noti e le promesse che hanno raccontato l’arte in questo primo scorcio di secolo.
La mostra, curata da Valentina Bruschi, mette insieme opere di artisti che hanno fatto la storia della galleria, qualcuno rimasto in scuderia, qualcuno solo transitato, qualcun altro appena arrivato: da Gian Domenico Sozzi a Lovett/Codagnone, da Manfredi Beninati ad Alexandra Mir, da Per Barclay ad Andrea Di Marco, dal Laboratorio Saccardi a Ignazio Mortellaro, da Sissi a Italo Zuffi, da Johanna Robertson a Marcello Maloberti, da Francesco Simeti a Flavio Favelli, da Adalberto Abbate a Loredana Longo. Memorie di inaugurazioni, di produzioni e allestimenti, di viaggi per il mondo e di fiere, di party e di salotti, di scommesse azzeccate e di ripensamenti, di relazioni e di scontri, di errori, di strategie, di linee da definire e di percorsi da costruire.  Prediligendo un linguaggio cuttin edge, spesso in linea con le tendenze più accreditate dal mainstream, con un profilo internazionale e un target di mid career già affermati o comunque ben avviati.
Weekend con finissage, il 14 e 15 dicembre, per chiudere un anno importante – quello del trasloco nel nuovo palazzo, dopo una lunga ristrutturazione – e per sigillare, tra nostalgia ed orgoglio, una prima decade vissuta in corsa, qualche volta in salita, sempre nel segno della determinazione. Immaginando già i dieci anni che verranno.

– Helga Marsala

Galleria Francesco Pantaleone
via Vittorio Emanuele 303, Palermo
domenica 15 dicembre 2013: apertura continuata, 11-18
tel. +39 091 33 24 82
[email protected]
www.fpac.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • ANCHE NEL PROFONDO SUD ESISTONO REALTA’ VIVE ED ARTISTICHE. OTTIMA GALLERIA INTERESSANTI GLI ARTISTI. PREPARATO IL GALLERISTA. DA ALLERT’ART DA APOLLONIA

  • Voglio ringraziare Helga Marsala per i bellissimi e puntuali articoli che ha scritto in questi lunghi anni!

    Helga è stata una frequentatrice della prima ora, ci ha accompagnato sin dall’inizio, siamo cresciuti insieme, a volte ci siamo scontrati a volte ci siamo incontrati (indimenticabile la mostra di Andrea Di Marco che curò qualche anno fa)

    E voglio ringraziare anche Artribune nella persona del suo Direttore Massimiliano Tonelli che ci ha seguito con attenzione informando il resto del mondo su quello che succedeva qui a Palermo.

    Grazie Helga! Grazie Artribune!