Christie’s in India, buona la prima. Stime raddoppiate, percentuale di venduto pari al 98%, nove record d’artista: Vasudeo S. Gaitonde diventa l’artista indiano più costoso

15.4 milioni di dollari, quasi il doppio della stima pre-asta, con una percentuale di venduto pari al 98%. Questo il risultato ottenuto da Christie’s, che ieri sera ha dato una scossa al mercato indiano con la prima asta officiata a Mumbai. In evidenza Vasudeo S. Gaitonde (1924-2001), la cui Untitled – lotto di copertina – grazie […]

15.4 milioni di dollari, quasi il doppio della stima pre-asta, con una percentuale di venduto pari al 98%. Questo il risultato ottenuto da Christie’s, che ieri sera ha dato una scossa al mercato indiano con la prima asta officiata a Mumbai. In evidenza Vasudeo S. Gaitonde (1924-2001), la cui Untitled – lotto di copertina – grazie al risultato di $3,7 milioni è ora l’opera indiana più costosa, nonché record per l’artista. Il precedente record per un’opera moderna indiana era detenuto da Sayed Haider Raza, con Saurashtra, venduta a Londra nel 2010 a $3,4 milioni. L’opera di Gaitonde, richiesta dal Guggenheim di New York per una retrospettiva nel 2014, è stata oggetto di contesa tra 10 bidders, per oltre sette minuti.
Un altro importante top lot della serata è stato Mahisasura di Tyeb Mehta (1925-2009), venduta a $1,9 milioni. Dello stesso artista, proveniente dalla prestigiosa collezione di Kekoo e Khorshed Gandhy, galleristi di Mumbai, Falling Figure è stata acquistata da un collezionista asiatico a $3,1 milioni. La collezione in totale ha portato a casa $4,1 milioni per 52 lotti. Nove nel complesso i record d’artista, oltre a quello di Gaitodonte, tra cui Manjit Bawa, Nasreen Mohamedi, Ganesh Pyne,  Pochkhanawala e Bhupen Khakhar, quest’ultimo acquisito da una istituzione indiana, così come per l’opera di Rabindranath Tagore.
Risale a settembre, invece, il debutto di Christie’s a Shanghai, con i $25 milioni totalizzati con un catalogo di capolavori occidentali, vini e gioielli. In Cina, infatti, alla casa inglese non è concesso di vendere oggetti e opere cinesi, mentre in India Christie’s ha il via libera per contribuire a sviluppare un mercato interno per l’arte indiana.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.