Chiude i battenti a Varese il festival Cortisonici. Mancanza di fondi: un nuovo colpo alla cultura con l’addio alla rassegna di cortometraggi arrivata alla decima edizione

È una storia che vediamo ripetersi ormai troppo spesso: iniziative e associazioni culturali costrette a cessare la loro attività a causa di insufficienza di fondi e indifferenza da parte delle istituzioni. Tocca anche a Cortisonici, festival di cortometraggi varesino che, in dieci anni di attività, era riuscito a conquistare un’ottima notorietà, seimila spettatori l’anno, ospiti internazionali […]

È una storia che vediamo ripetersi ormai troppo spesso: iniziative e associazioni culturali costrette a cessare la loro attività a causa di insufficienza di fondi e indifferenza da parte delle istituzioni. Tocca anche a Cortisonici, festival di cortometraggi varesino che, in dieci anni di attività, era riuscito a conquistare un’ottima notorietà, seimila spettatori l’anno, ospiti internazionali e un primo importante debutto alla mostra del cinema di Venezia.
“Cortisonici quest’anno non si farà. Non ci sono le condizioni minime per continuare. Il festival non ha mai avuto bisogno di molte risorse, all’infuori di qualche buona idea e dell’entusiasmo dei suoi tantissimi volontari: si è sempre fatto con poche migliaia di euro, ma quest’anno anche il ‘minimo sindacale’ sembra irraggiungibile. Inutile ogni accanimento terapeutico”, dichiarano alcuni membri dell’Associazione. La difficile scelta maturata dai soci è arrivata dopo un’edizione che aveva avuto già grandi difficoltà economiche e che era stata condotta con soli 5.400 euro: “una cifra che si commenta da sola”, sottolinea Mauro Gervasini, critico cinematografico e direttore del settimanale Film TV. “Dopo dieci anni di Cortisonici, è il caso di investire nella crescita di una manifestazione che ha dimostrato non solo di fare qualcosa per il territorio, ma anche di avere fatto qualche cosa a livello nazionale”.
Le colpe non sono da cercare solo tra gli enti locali ma anche tra i privati che, eccezion fatta per Coop Lombardia, non hanno mai sponsorizzato l’evento. Sui portali di informazione varesina ferve la polemica tra istituzioni, che si vantano di aver sempre patrocinato il progetto, e i sostenitori che affermano che la presenza di un logo in calce ad una locandina non è mai stato abbastanza. Ma a tutti gli organizzatori, a tutti i volontari e i sostenitori, che da dieci anni si impegnano per far sì che ogni edizione sia più riuscita della precedente, poco importa delle sterili polemiche. Quello che già manca ai ragazzi di Cortisonici è non poter selezionare i corti durante e le vacanze di Natale, non poter scrivere il copione del nuovo trailer, non poter pensare ai registi da invitare e quale nuovo corto “infernale” proiettare, in poche parole l’intera adrenalinica organizzazione. La città di Varese perde così uno dei pochi eventi di respiro europeo.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.