Artnet rinasce come una sorta di Bloomberg dell’arte, ArtInfo maschera i licenziamenti da espansione. Tante novità dai portali di informazione artistica globale

Niente recensioni, niente commentari o aperture a community. Solo news, 24 ore su 24, live da tutto il mondo. Sarà questa la nuova anima di Artnet, il portale di informazione artistica per anni leader a livello globale, che lo scorso anno aveva chiuso dalla sera alla mattina proprio la sua popolare sezione “Magazine”. Ora si […]

Louise Blouin

Niente recensioni, niente commentari o aperture a community. Solo news, 24 ore su 24, live da tutto il mondo. Sarà questa la nuova anima di Artnet, il portale di informazione artistica per anni leader a livello globale, che lo scorso anno aveva chiuso dalla sera alla mattina proprio la sua popolare sezione “Magazine”. Ora si annuncia il rilancio, “un progetto diverso per un tempo diverso”, come anticipa l’amministratore delegato di Artnet Jacob Pabst: da febbraio 2014 parte la “Bloomberg News del mondo dell’arte”, con circa 10 giornalisti e redattori fra Stati Uniti, Europa e Asia, pronti a inviare notizie tutto il giorno, tutti contenuti autoprodotti, senza fare aggregazione da altri media. Un servizio gratuito, quello delle news, mentre gli abbonati pagheranno per le informazioni del database dei prezzi e per le notizie sul mercato dell’arte .
Redattore capo sarà l’ex direttore editoriale di Louise Blouin Media, Benjamin Genocchio, e qui si crea la saldatura con l’altra rivoluzione che sta caratterizzando il gigante inglese dell’informazione artistica:
Artinfo. Qui la rivoluzione si traduce in una riorganizzazione che tenta di mascherare una crisi: licenziamento di 25 dipendenti dei diversi portali web internazionali, divisi fra le venti edizioni dislocate in tutto il globo. Ogni sede manterrà solo un responsabile e un traduttore (la versione italiana del resto altro non è se non una – pessima – traduzione dei contenuti del portale british). Le novità sono poi state sancite da una lettera ufficiale della fondatrice Louise Blouin, che tenta di dare una lettura progressiva del rimpasto, non riuscendo tuttavia a tranquillizzare i malcapitate giornalisti, trovatisi per strada nel volgere di un giorno. Una lettera che tuttavia contiene indicazioni interessanti su scelte e trend individuati, interessanti perchè spesso concordano con scelte anche di Artribune: maggiore attenzione ai video, alle gallery fotografiche, e la presenza – dovremmo farci un pensierino? – di un redattore esperto in vini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.