Un omaggio a Ran Tal, e poi storie di spionaggio e di musica. A Roma l’ottava edizione del Festival del Cinema Ebraico: che focalizza anche il low budget

Calendario alla mano, nell’agenda festivaliera romana, il prossimo appuntamento sarà col Cinema Ebaraico, con un evento totalmente gratuito che ha abituato il suo pubblico alle sorprese. Tra le novità più interessanti in programma per il Pitigliani Kolno’A Festival – dal 2 al 6 novembre, in varie sedi -, diretto da Dan Muggia e Ariela Piattelli, […]

Calendario alla mano, nell’agenda festivaliera romana, il prossimo appuntamento sarà col Cinema Ebaraico, con un evento totalmente gratuito che ha abituato il suo pubblico alle sorprese. Tra le novità più interessanti in programma per il Pitigliani Kolno’A Festival – dal 2 al 6 novembre, in varie sedi -, diretto da Dan Muggia e Ariela Piattelli, si terrà un workshop dal Titolo Dal piccolo budget al grande schermo, con Sahron Bar-Ziv. Il regista parlerà del suo metodo di lavoro: Room 514, suo film d’esordio, è stato girato con 15mila euro in 4 giorni, montato in 16 e poi presentato in 35 festival internazionali. Il regista spiegherà durante l’incontro (già proposto con successo in festival internazionali come il Filmex di Tokyo, ma anche a Sarajevo, Karlovy Vary, Tel Aviv e Varsavia) come, in un periodo di scarsi finanziamenti e grandi rischi, si possa portare una storia sul grande schermo con un “micro budget”, partendo dalla strategia e sceneggiatura per approdare all’aspetto produttivo, al finanziamento e alla distribuzione. Oltre Room 514 saranno proiettati altri due lungometraggi di finzione The Ballad of Weeping spring, di Benny Torati, e Six Acts, opera prima di Jonathan Gurfinkel, scritto da Rona Segal (entrambi premiati al Festival di Haifa). Il primo è la storia dei componenti di una band leggendaria, l’Ensamble Turquoise, separati da una tragedia automobilistica, che si riuniscono per suonare un emozionante concerto di addio a uno dei membri  del gruppo. Il secondo è uno sguardo realistico e crudele sul comportamento di una gioventù viziata e perduta nella storia della liceale Gili, che, determinata a migliorare il proprio status sociale, inizia a spingersi oltre i propri limiti negli incontri con gli uomini.
Previsto un omaggio al regista Ran Tal, che presentarà live due suoi recenti documentari, nella giornata di martedì 5 alla Casa del Cinema e poi la serata di mercoledì 6 novembre presso il Centro Ebraico Italiano. Il Pitigliani. The Garden of Eden, già premiato al Festival di Gerusalemme, ritrae, catturando la bellezza del ciclo delle stagioni e scoprendo storie umane personali e collettive, un anno di vita di Gan HaShlosha, uno dei più grandi e frequentati parchi in Israele, conosciuto come il Sakhne. Children of the sun, vincitore del Primo Premio nella sezione Documentari al Festival di Gerusalemme, tra nostalgia e memoria traumatica, racconta la storia dei primi anni del Novecento dei kibbutzim israeliani, aziende agricole un tempo di stampo socialista che sperimentavano la vita collettiva cercando di rivoluzionare i cardini della società. Quest’anno saranno proprio i documentari a farla da padroni, con una selezione che promette di essere davvero unica. Ad aprire la kermesse sabato 2 novembre in prima serata (solo su invito) ci sarà allora The flat, di Arnon Goldfinger. Sarà poi la volta de I Guardiani d’Israele – The Gatekeepers, di Dror Moreh, distribuito in Italia da I Wonder in collaborazione con Unipol Biografilm Collection. Un film che ha fatto discutere, non solo in Israele: sei ex capi dei servizi segreti israeliani, lo Shin Bet, raccontano per la prima volta la loro verità. Quindi è la danza contemporanea israeliana ad essere protagonista di Let’s dance, di Gavriel Bibliovic, che descrive, con interviste ai più celebri coreografi israeliani e materiale d’archivio e video-danze, l’influenza tedesca e americana e il successo nei teatri di tutto il mondo di questa danza raffinata. Location del PKF 2013 le due sale della Casa del Cinema, per tutte le proiezioni dal 2 al 5 novembre, mentre solo per le proiezioni dell’ultimo giorno del festival, mercoledì 6 novembre, il festival si sposta in zona Trastevere, presso il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani (via Arco de’ Tolomei, 1).

– Federica Polidoro

www.pitiglianikolnoafestival.it

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.