Un Helmut Newton d’archivio per il Calendario Pirelli 2014: torna alla luce il servizio censurato nel 1986 per “nudità aggressiva”. E all’Hangar Bicocca vanno in mostra cinquant’anni di bellezze d’autore

La versione ufficiale fu che quella raccontata in forma di immagine da Helmut Newton era una “nudità troppo aggressiva”. Quella ufficiosa (o meglio: una di quelle ufficiose) parla invece di rivalità tra diversi rami dell’azienda, quasi si parlasse di partiti e fazioni. Chi dalla parte di Newton, chi invece da quella di Bert Stern. Fatto […]

Il Calendario 1995 con Naomi Campbell ripresa da Richard Avedon

La versione ufficiale fu che quella raccontata in forma di immagine da Helmut Newton era una “nudità troppo aggressiva”. Quella ufficiosa (o meglio: una di quelle ufficiose) parla invece di rivalità tra diversi rami dell’azienda, quasi si parlasse di partiti e fazioni. Chi dalla parte di Newton, chi invece da quella di Bert Stern. Fatto sta che i dodici scatti in bianco nero realizzati dal primo per accompagnare l’edizione 1986 del leggendario Calendario Pirelli finirono nel fondo di un cassetto. Dal quale emergono oggi. Operazione nostalgia per il cinquantesimo anniversario di The Cal, che taglia il traguardo del mezzo secolo rispolverando il reportage ingiustamente dimenticato; obliato in modo apparentemente incomprensibile, espressione di un immaginario visivo ovviamente conturbante, seducente, sexy ma mai così lontano dalla volgarità.
Presentazione milanese per quello che, probabilmente, resta il calendario più famoso al mondo: la cornice dell’Hangar Bicocca accoglie la premiere del lavoro di Newton e coglie l’occasione per una mostra lampo che per tutto il week-end rinfresca la memoria con centosessanta immagini firmate da trentaquattro diversi artisti. Mezzo secolo di bellezze e anche polemiche: su concetti di estetica, volgarità, ma anche sull’irrisolto braccio di ferro tra chi vede la donna esaltata da operazioni del genere e chi invece la considera svilita, umiliata e offesa. Il tempo stringe, la mostra dura il tempo di un battito di ciglia: per chi non riesce a raggiungere Milano ecco una veloce fotogallery di quello che si sta perdendo…

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.