Torna il bando cheFare, 100mila euro per le startup culturali. Seconda edizione per progetto curato della rivista Doppiozero, fino al 9 dicembre per iscriversi

Un nuovo modo di fare cultura in Italia, di creare valore economico a partire da una buona idea, sono alla base del bando cheFare, che premia le migliori startup nel campo dell’industria culturale con un contributo di 100mila euro. Non si tratta solo di un concorso, ma di un vero e proprio strumento di ricerca, […]

Liberos, vincitore della prima edizione di cheFare

Un nuovo modo di fare cultura in Italia, di creare valore economico a partire da una buona idea, sono alla base del bando cheFare, che premia le migliori startup nel campo dell’industria culturale con un contributo di 100mila euro. Non si tratta solo di un concorso, ma di un vero e proprio strumento di ricerca, ideato dalla rivista Doppiozero, con l’obiettivo di conoscere e dare visibilità alle proposte locali più costruttive. Uno spazio che permette ad associazioni e imprese profit e non profit di sviluppare il proprio fare, dando vita a collaborazioni diffuse e attivando network territoriali, premiandone l’impatto sociale, e segnalando e raccontando i progetti culturali ad alto grado di innovazione.
L’anno scorso il premio, al quale abbiamo partecipato anche noi di Artribune, se l’è aggiudicato Liberos, rete sociale di scrittori, editori, librai, biblioteche e lettori che valorizza la filiera del libro in Sardegna e la rende protagonista di progetti culturali. Quest’anno cheFare ha lanciato la seconda edizione con le stesse modalità della prima: un team di esperti composto dallo staff del bando e dai partner valuterà il progetto inviato e se passerà la selezione sarà online due mesi per essere votato da tutti coloro che riterranno giusto dargli 100mila euro. Una giuria sceglierà infine il progetto più meritevole tra gli 8 più votati dal pubblico.
L’ammissione al concorso è regolata da un sistema di parametri qualitativi e quantitativi che valuta la corrispondenza di ogni proposta con le finalità di cheFare, la sua sostenibilità economica, l’impatto sociale e la rilevanza culturale. C’è tempo fino al 9 dicembre per iscriversi.

– Claudia Giraud

www.che-fare.com

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).