Storia dell’arte (e del mercato) all’asta. A New York Christie’s disperde la collezione del gallerista Jan Krugier: top lot attesi Kandinsky, Picasso, Giacometti

Leggendario dealer di Pablo Picasso ed eclettico collezionista, dallo stile un po’ dandy, nato in Polonia e sopravvissuto all’Olocausto. A Dialogue Through Art: Works from The Jan Krugier Collection è il titolo dell’asta che Christie’s il 4-5 novembre dedicherà a New York alla collezione di Jan Krugier, morto nel 2008, ma ben vivo nella memoria […]

Wassily Kandinsky - Herbstlandschaft

Leggendario dealer di Pablo Picasso ed eclettico collezionista, dallo stile un po’ dandy, nato in Polonia e sopravvissuto all’Olocausto. A Dialogue Through Art: Works from The Jan Krugier Collection è il titolo dell’asta che Christie’s il 4-5 novembre dedicherà a New York alla collezione di Jan Krugier, morto nel 2008, ma ben vivo nella memoria storica del mondo dell’arte del XX secolo. Arte impressionista e moderna, contemporanea, antica, americana, latinoamericana e africana, in un catalogo di 150 lotti stimati 170 milioni di dollari. Krugier era nato nel 1928 a Radom, una piccola città polacca, orfano di madre, cresciuto dal padre, un imprenditore ebreo che aveva una collezione di impressionisti francesi. Trasferitosi a Parigi nel 1940 per perseguire la sua vocazione di artista, Krugier incontrò Alberto Giacometti, che lo persuase a intraprendere la carriera di dealer. Nel 1962 fondò la sua prima galleria a Ginevra e nello stesso periodo iniziò a collezionare arte assieme alla moglie, Marie Anne Krugier-Poniatowski.
Nel catalogo di Christie’s, tra le opere di arte Moderna e Impressionista, Herbstlandschaft di Wassily Kandinsky del 1911, stimata $20-25 milioni, assieme a ben 16 opere di Pablo Picasso, di cui fu il primo gallerista ad organizzare una mostra subito dopo la morte nel 1973. Tra queste opere, Tête (Maquette pour la sculpture en plein air du Chicago Civic Center), un modellino in metallo del 1962-64 stimato $25-35 milioni, che Krugier ha preservato per se stesso, mandando a Chicago un altro esemplare, per creare la statua per la piazza della città. E poi un autoritratto del 1971, acquistato direttamente dalla nipote, Marina Picasso, Buste d’homme écrivant (Autoportrait), stimato $6-8 milioni, che ritrae l’artista con una penna e un libro in mano. Krugier consolidò una stretta relazione con la famiglia Picasso, in particolar modo con Marina, che lo ingaggiò quale principale dealer per le opere del nonno dopo la sua morte. Sei le opere in catalogo di Alberto Giacometti, come la scultura in bronzo Femme de Venise I, stimata $9-12 milioni, realizzata in occasione della Biennale di Venezia del 1956 ed esposta anche all’interno della retrospettiva  presso la Kunsthalle di Berna.
Nella collezione di Krugier anche importanti esempi di arte contemporanea: come Crisis X di Jean-Michel Basquiat del 1982 ($3-4 milioni);  Untitled (SFP 59-35) di Sam Francis del 1959, realizzato al rientro a New York da Parigi ($2,5-3,5 milioni), esposto durante la grande retrospettiva al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. Krugier era una appassionato collezionista anche di arte americana e latinoamericana; in asta troviamo Dune at Truro di Edward Hopper ($300-500mila), eseguito nel 1930 al suo arrivo a Cape Cod, Georgia O’Keeffe con Ghost Ranch Cliff, dipinto nel 1950 quando l’artista si trasferì nel New Mexico ($400-600mila). Oltre a rappresentare Wilfredo Lam, fu un collezionista di Joaquín Torres-García, di cui verranno presentate in asta due opere: Composition, dipinta nel 1929 quando l’artista si trasferì a Parigi ($200-300mila), e Objet plastique (Bois constructif) dell’anno successivo, esposto al Cercle et Carré nel 1930, stimato $100-150mila).

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.