A Venezia riapre la dimora di Palazzo Mocenigo. Dopo la ristrutturazione museologica, fra le novità c’è una sezione dedicata alla tradizione profumiera

Il percorso, disseminato d’indizi artistici, storici e di moda, ricostruisce l’ideale ambiente domestico del patriziato veneziano. E lo fa con una nota in più, quella aromatica della tradizione profumiera. Un nuovo progetto museologico (e museografico) restituisce Palazzo Mocenigo al pubblico. Sono tante, a Venezia, le dimore patrizie di origine gotica che sopravvivono integre ancora oggi; […]

Il percorso, disseminato d’indizi artistici, storici e di moda, ricostruisce l’ideale ambiente domestico del patriziato veneziano. E lo fa con una nota in più, quella aromatica della tradizione profumiera. Un nuovo progetto museologico (e museografico) restituisce Palazzo Mocenigo al pubblico. Sono tante, a Venezia, le dimore patrizie di origine gotica che sopravvivono integre ancora oggi; vestigia di quella che fu l’età d’oro della Serenissima, ne custodiscono non solo le testimonianze materiali, ma anche la eco, l’essenza del vissuto. Palazzo Mocenigo appartiene a questa categoria di edifici storici, facendosi portavoce dal 1985 di un particolare aspetto della nobiltà veneziana, la moda. I nove mesi di temporanea chiusura terminati proprio in questi giorni hanno rinnovato il layout museografico e il concept museologico, arricchendo significativamente il contenuto espositivo di oggetti, dettagli e arredi, ma soprattutto dotando il piano nobile di una nuova e forse unica nel suo genere sezione dedicata al profumo. Ingrediente non secondario nella ricca storia del costume veneziano, il profumo ha infatti rappresentato in passato, complice la prolifica attività mercantile, un’importante fetta dell’economia locale e della domanda più à la page.
Mancava dunque in laguna un luogo dove ricreare l’ideale laboratorio del “muschiere”, alias profumiere, all’interno del quale scoprire il segreto della distillazione per mezzo di alambicchi, miscelatori e pellicani alchemici. Mancava un luogo in cui ammirare i preziosi flaconi porta-profumo della Collezione Storp e respirare le penetranti fragranze provenienti dalle rotte orientali. Cinque sale in più inserite in un obbligato percorso ad anello che conduce il visitatore nell’intimità sfarzosa e odorosa di arredamenti settecenteschi, paraventi dipinti, lampadari con appliques di fiori policromi, palladiane, sete pregiate e panciotti provenienti da altri musei della Fondazione MUVE. Ci penseranno poi i laboratori e gli approfondimenti tematici a completare il rinnovamento che ha permesso a questa dimora-museo di tornare a nuova vita e non odorare più di antiquato, bensì di muschio, canfora e bergamotto. Nella fotogallery i profumi non riusciamo a raccontarveli: ci limitiamo ad allestimenti e arredi…

– Barbara Morosini

mocenigo.visitmuve.it

CONDIVIDI
Barbara Morosini
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo, s’interessa di arte in tutte le sue manifestazioni, senza limiti di tempo e di spazio. Particolarmente interessata alla museologia e alla tematica del display, cerca d’interpretare le opere anche per mezzo del loro necessario rapporto con lo spazio espositivo. Scrivere è per lei un modo di fare ordine e riferire con fedeltà quanto il discorso espositivo intende comunicare.