Pronta a Rotterdam la torre “The Vertical City”, firmata Rem Koolhaas. Ci sono voluti sedici anni: ecco le immagini dell’edificio polifunzionale più grande d’Olanda

Ci sono voluti ben 16 anni – la costruzione è infatti iniziata nel 1997, si è fermata a causa della crisi ed è ripresa solo nel 2009 – e lo studio OMA di Rem Koolhaas, di base a Rotterdam, ha terminato nella propria città un nuovo grattacielo. Il nome ufficiale è De Rotterdam, e si […]

Ci sono voluti ben 16 anni – la costruzione è infatti iniziata nel 1997, si è fermata a causa della crisi ed è ripresa solo nel 2009 – e lo studio OMA di Rem Koolhaas, di base a Rotterdam, ha terminato nella propria città un nuovo grattacielo. Il nome ufficiale è De Rotterdam, e si ispira a una delle navi che trasportavano gli immigrati olandesi in America. Il più grande edificio polifunzionale d’Olanda, ribattezzato dagli architetti The Vertical City, è situato in posizione strategica lungo il fiume Mosa, sul Wilhemina Pier, già sede di opere di Renzo Piano, Alvaro Siza e Norman Foster, come nuovo contro-centro della città.
Nei tre elementi del grattacielo alto 150 metri, in vetro e alluminio, le funzioni – uffici, appartamenti, hotel, strutture per conferenze, ristoranti e caffè – sono organizzate in blocchi sovrapposti e sfalzati. Un modo per evitare l’effetto “monolite” pur garantendo compattezza, mentre un basamento pedonale comune assicura le connessioni interne. Sia il piano terra che le unità commerciali sono state progettate per essere più trasparenti possibili, senza punti ciechi e angoli scomodi, creando un ambiente aperto e luminoso. La forma del De Rotterdam è stata concepita attorno a un percorso specifico che parte dal sottostante ponte Erasmus, insieme al quale ridefinisce lo skyline della città,
È importante il fatto che possa essere raggiunto solo in un modo. Ecco perché l’abbiamo progettato in modo particolare, per funzionare insieme al ponte”, spiega Koolhaas, noto per lo studio delle altezze e dei volumi, che aggiunge: “Nonostante la sua scala e la sua apparente solidità, i blocchi slittati dell’edificio creano un aspetto in continua evoluzione, diverso da ogni parte della città. Il fatto che sia stato realizzato rappresenta una piccola vittoria di perseveranza per la città, i costruttori, i committenti e gli architetti”.

– Marta Veltri

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.
  • Marione

    Bello. Comunque di dice “sfalsati”.