Per le aste newyorkesi è il momento dell’arte Latino Americana. Grande attesa per gli highlights di Rufino Tamayo, Fernando Botero e Lygia Clark

New York non cede alle pause in questo mese di novembre, illuminato dalle clamorose aste delle scorse settimane di arte moderna e contemporanea: anzi mantiene caldi i martelletti con le aste di arte latinoamericana, settore nevralgico della nuova ricchezza americana. Si comincia da Christie’s il 19-20 novembre, con 240 lotti di arte moderna e contemporanee, […]

Women Reaching for the Moon, di Rufino Tamayo

New York non cede alle pause in questo mese di novembre, illuminato dalle clamorose aste delle scorse settimane di arte moderna e contemporanea: anzi mantiene caldi i martelletti con le aste di arte latinoamericana, settore nevralgico della nuova ricchezza americana.
Si comincia da Christie’s il 19-20 novembre, con 240 lotti di arte moderna e contemporanee, con artisti come Wifredo Lam, Joaquín Torres-García, Sergio Camargo, Jesús Rafael Soto, Fernando Botero, Antonio Berni, Armando Morales e Beatriz Milhazes. Highlight dell’asta, dal Cleveland Museum of Art, Women Reaching for the Moon di Rufino Tamayo, esposto in prestigiose istituzioni come il Guggenheim di New York e il Museo Nacional de Arte di Città del Messico. L’opera, stimata 1,2-1,8 milioni di dollari, è anche lotto di copertina per l’asta: era stata acquisita dal museo di Cleveland nel 1947, un anno dopo la sua realizzazione, riconosciuto come un capolavoro dell’artista messicano e della nuova joie de vivre della seconda metà degli anni ‘40. Tra le opere più importanti, quella dell’artista brasiliana Beatriz Milhazes, O casamento, stimata $600-800mila, realizzata nel 1995 con il suo riconoscibile mix di elementi floreali, ricami e stencil. Rimanendo nell’ambito dell’arte brasiliana, un pioniere del modernismo, Emiliano Di Cavalcanti, con Mulata e pássaros, stimata $150-200mila.
Il 20-21 novembre si passa a Sotheby’s con una Latin American Art Modern & Contemporary Sale guidata da Fernando Botero, che nel 1991 crea la propria versione de I giocatori di carte di Cézanne, stimata $1,5-2 milioni. Tema religioso per l’altro highlight dell’artista colombiano, Our Lady of New York, una tela monumentale del 1962 stimata $800,000-1 milione. L’arte brasiliana è presente da Sotheby’s con Sergio Camargo, Lygia Clark, Mira Schendel, Ismael Nery, Candido Portinari, Franz Kracjberg, Antonio Dias, Vic Muniz, Jose Damasceno, Paulo Pasta.
Concluderà la settimana di arte latinoamericana Phillips, con un’asta di 114 lotti il 21 novembre che vedrà protagonista Lygia Clark, artista brasiliana del movimento del Neo-Concretismo, presente con l’opera del 1960 Bicho invertebrado, stimata $1,2-1,8 milioni, confermata per la retrospettiva al MoMA nel 2014. Inoltre, Superfície Modulada No. 2, un’opera su pannello concepita nel 1957 ma realizzata successivamente nel 1982, stimata $400-600mila. Hélio Oiticica è presente con un’opera della sua serie più rappresentativa, Metaesquemas, forme geometriche in composizioni dinamiche, realizzata nel 1958 e stimata $220-280mila. In catalogo anche una selezione dedicata all’arte cubana contemporanea con 27 lotti dagli anni ‘60 ad oggi, con opere di Los Carpinteros, Carlos Garaicoa, Belkis Ayón, Tania Bruguera, Manuel Mendive e René Peña, alcune delle quali andranno a finanziare il fondo acquisizioni del Museo del Barrio.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.