Paolo Sorrentino al centro della grande bellezza. È il regista in lizza per l’Oscar ad aprire a Palazzo Barberini il ciclo Il Gioco serio dell’arte, promosso da Il Gioco del Lotto e curato di Finazzer Flory

Torna a Palazzo Barberini il ciclo Il Gioco serio dell’arte, a cura di Massimiliano Finazzer Flory. Il progetto (ingresso libero fino a esaurimento posti), promosso da Il Gioco del Lotto, si inserisce in un percorso molto ampio: Palazzo Barberini, uno dei restauri eseguiti con i fondi del Lotto, si è infatti fatto fulcro di frequenti […]

Toni Servillo ne La grande bellezza (foto Gianni Fiorito)

Torna a Palazzo Barberini il ciclo Il Gioco serio dell’arte, a cura di Massimiliano Finazzer Flory. Il progetto (ingresso libero fino a esaurimento posti), promosso da Il Gioco del Lotto, si inserisce in un percorso molto ampio: Palazzo Barberini, uno dei restauri eseguiti con i fondi del Lotto, si è infatti fatto fulcro di frequenti e diversificate iniziative di carattere culturale.
Il primo appuntamento si terrà lunedì 4 novembre alle 18,30 nel Salone Pietro da Cortona, con un ospite d’eccezione. È con Paolo Sorrentino, infatti, in lizza per il Premio Oscar con il suo La grande bellezza, che si apre il nuovo ciclo di incontri che durante la scorsa primavera ha ospitato Peter Greenaway e Vanessa Beecroft, tra gli altri. Per l’occasione Sorrentino si racconterà e, naturalmente, parlerà del suo cinema, dell’arte e di tutti i temi cari al suo lavoro. I due relatori non mancheranno di interrogarsi sull’identità italiana e sul rapporto tra bellezza e patrimonio nel nostro Paese.

  • monica guardi

    una boiata di film

    • Giorgio

      del tutto boiata no, però a tratti grande monnezza.

  • Giuseppe Tattarletti

    Questo film inizia con una citazione dal Voyage di Céline e già incuriosisce. Perché lui? Lo si capisce presto nel constatare che il racconto non procede linearmente ma in un approssimarsi concentrico di storie concatenate ed episodi apparentemente slegati. Il racconto tratta di un ambiente ipocrita e falso, perfino disgustoso che non possiamo che guardare come un quadro antico di cui apprezziamo lo stile dell’autore, non altro.
    Tanti frammenti e tanti monologhi che non si possono riassumere e uno sfondo di vera magnificenza, quella dei monumenti, dell’arte: ma un’arte antica e non disposta ad unirsi ai personaggi che s’aggirano estranei.
    Il protagonista piange, a momenti, ma non sai mai se finge… E la “grande bellezza” dov’è? Forse lì, in un vecchio ricordo, coperta d’immondizia, “Basta chiudere gli occhi. È dall’altra parte della vita.”

    Dopo “This Must Be the Place” (2011), il giovane regista italiano si riconferma autore straordinario.

  • Il mondo è bello perchè vario, pensare che per me è il più bel film italiano degli ultimi dieci anni..

  • And

    Gianpaolo posso chiederti cosa te lo fa ritenere il+bel film italiano degli ultimi decenni? La fotografia, gli attori, la satira o altro?…non dico la trama che è totalmente assente. Voglio capire come un film del genere sia riuscito a suscitare reazioni cosi diverse tra chi lo ritiene un capolavoro e chi come me guardava di continuo l’orologio.