Ecco il nuovo volto della Tate Britain. Un restyling complessivo per il colosso museale britannico, firmato da Caruso St John. Tutti i dettagli e una carrellata di foto

Un fortissimo odore di nuovo, il rumore di un martello in lontananza, gli ultimi cartelli da fissare e la new Tate Britain è pronta. A riaprire, dopo il progetto di restauro dello studio inglese Caruso St John, è la parte di edificio che affaccia sul Tamigi, il Grade II Millbank, dopo che a maggio di quest’anno […]

Lower level rotunda, Tate Britain - Courtesy Caruso St John and Tate (c) Hélène Binet

Un fortissimo odore di nuovo, il rumore di un martello in lontananza, gli ultimi cartelli da fissare e la new Tate Britain è pronta. A riaprire, dopo il progetto di restauro dello studio inglese Caruso St John, è la parte di edificio che affaccia sul Tamigi, il Grade II Millbank, dopo che a maggio di quest’anno erano state già completate dieci nuove gallerie espositive.
Quarantacinque milioni di sterline per un progetto composto da più elementi. Il più evidente, appena si accede, è la monumentale scala a spirale. Una presenza ad alto tasso scenografico che da un lato enfatizza la verticalità della “Rotunda”, attorno alla quale si innestano gli spazi espositivi, e dall’altro mette in connessione i tre livelli del museo: il piano interrato di servizi, quello delle gallerie e l’ultimo riservato ai membri della Tate. Il riferimento al mondo classico è evidente, accentuato ulteriormente dalla scelta di realizzare il pavimento secondo un mosaico marmoreo che richiama quello originale. L’ultimo piano, appena sotto la cupola vetrata, non era accessibile dal 1920. Qui si trova, oltre alla caffetteria per i membri, il Grand Salon, un ampio spazio a vetri affacciato sul Tamigi, creato per seminari ed eventi.

Le altre parti del progetto sono il Rex Whistler Restaurant – riaperto dopo il restauro del famoso murale “The Expedition in Pursuit of Rare Meats”, opera dell’artista inglese Rex Whistler datata 1926-1927 – e il Milbank Foyer, dove si trova il desk di ingresso che rende funzionante la Millbank Entrance sul Tamigi e il Djanogly Café.
Nuovi spazi si sono infine aggiunti al complesso: diversi learning studios con un’entrata dedicata e la nuova Archive Gallery, dove una serie di schermi mostrano una parte del materiale di archivio della Tate.
A completare il quadro degli interventi, in occasione della riapertura, sono tre opere site-specific: Richard Wright ha disegnato una vetrata nel Millbank foyer, Alan Johnston ha proposto il disegno del soffitto nel Djanogly Café e Nicole Wermers ha ideato una collezione di cucchiai usati in tutti gli ambienti conviviali de Museo.

– Zaira Magliozzi

www.tate.org.uk

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.