Default a scoppio ritardato per le aste newyorkesi? Tanti invenduti e prezzi controllati da Christie’s: si salvano solo Picasso e Giacometti

Un timido inizio di stagione per New York con le aste di Impressionist and Modern art, avviate da Christie’s lunedì 4 novembre con la collezione del dealer di Picasso Jan Krugier, che ha totalizzato 92.5 milioni di dollari, ben lontani dalla stima di $157-224 milioni. Percentuali di venduto molto basse per una vendita di questo […]

Germaine Richier, La Tauromachie

Un timido inizio di stagione per New York con le aste di Impressionist and Modern art, avviate da Christie’s lunedì 4 novembre con la collezione del dealer di Picasso Jan Krugier, che ha totalizzato 92.5 milioni di dollari, ben lontani dalla stima di $157-224 milioni. Percentuali di venduto molto basse per una vendita di questo tipo, pari al 73% per lotto e 54% per il valore. Leggermente meglio, ma ancora lontana dalla stima pre-asta, la sera successiva con la Evening sale di Christie’s, che ha raggiunto i $144,2 milioni, con 11 lotti su 46 che non hanno trovato un compratore, con una percentuale di venduto per valore del 65%. Nonostante queste cifre poco rassicuranti, rimane impressionante il numero delle opere vendute oltre il milione di dollari: 26 hanno oltrepassato la soglia, di cui tre oltre i $5 milioni. Dalla collezione di Jan Krugier, altre 24 opere hanno superato la soglia delle 7 cifre, tra cui la tripletta dei risultati più alti formata dalle opere di Picasso. Top lot Claude et Paloma (1950), i due figli dell’artista mentre giocano, venduto al ricco collezionista asiatico Wang Jianlin per $28.2 milioni. Record per Germaine Richier con un bronzo intitolato La Tauromachie, che supera per la prima volta la soglia del milione di dollari, raddoppiando la stima iniziale. Minotauromachie di Picasso invece, una maquette per la scultura di Chicago, non ha trovato un compratore.
Top lot per la Evening sale del 5 novembre, il ritratto di Diego di Alberto Giacometti, battuto a $32,5 milioni, perfettamente entro le stime. Mentre i prezzi maggiori dell’artista sono tutti per la scultura, l’opera pittorica più cara – Portrait de Caroline – era stata pagata nel 2008 $14 milioni, superata ora dal ritratto di Diego. Non ha trovato un compratore il lotto di copertina di Picasso, Le peintre et son modèle dans un paysage del 1963, fermatosi a $23 milioni, un soffio sotto la stima di $25-35 milioni. Picasso si ferma dunque al terzo posto con Femme au béret orange et au col de fourrure (Marie-Thérèse) a $12 milioni, preceduto da un secondo posto di Kandinsky, Schwarz und Violet, venduto a $12,9 milioni a David Nahmad. Una bellissima scultura di Henry Moore è stata portata a casa da un compratore asiatico a poco più della stima minima, $6,1 milioni.
Ma ieri sera le protagoniste sembrano esser state le opere su carta. Da Henry Moore, con un acquerello e carboncino del 1949 che ha raddoppiato la stima massima arrivando a $1,3 milioni, ai due disegni di Van Gogh. Il mercato inizia a dare segnali di raffreddamento? Sembrerebbe di si, tenendo conto che l’anno scorso Christie’s aveva totalizzato $204.8 milioni per la singola Evening sale, ma aspettiamo anche i risultati di Sotheby’s del 6 novembre.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.