Dai russi “chiusi” per furto ai marshmallow alla griglia coreani. Scene dalla Biennale di Venezia, che si avvia all’ultima settimana verso il record di visitatori: ecco l’ultimo fototour…

Atmosfera rilassata, aria frizzantina tipica dei primi giorni invernali, una Venezia più distesa senza le frotte di turisti per la bassa stagione. Così pure negli spazi della Biennale, giunta ormai alla sua ultima settimana di apertura, senza più le code interminabili per visitare i padiglioni o assistere alle performance. Nonostante questa diminuzione di afflusso rispetto […]

Atmosfera rilassata, aria frizzantina tipica dei primi giorni invernali, una Venezia più distesa senza le frotte di turisti per la bassa stagione. Così pure negli spazi della Biennale, giunta ormai alla sua ultima settimana di apertura, senza più le code interminabili per visitare i padiglioni o assistere alle performance. Nonostante questa diminuzione di afflusso rispetto ai mesi estivi, la Biennale continua ad essere la mostra più visitata – confermata come primissima mostra italiana anche di questa settimana dalla classifica di Repubblica, con più del doppio degli ingressi sulla seconda -: gli ultimi dati parlano di 6.467 presenze registrate venerdì 1 novembre e 7.331 nella giornata di sabato 2, nelle sedi espositive dei Giardini e dell’Arsenale. Oltre 13mila presenze nel primo weekend di novembre: che sommate alle oltre 400mila degli ultimi dati comunicati dalla Biennale, fanno presagire un agile superamento del record della scorsa edizione, che era di circa 440mila visitatori.
E proprio l’alto numero di visitatori fa le prime “vittime”: all’ingresso del Padiglione Russo, riferendosi all’installazione di Zacharov “Danaë”, un cartello avvisa che non è più funzionante perché circa 200mila monete sono state portate via dal pubblico. Ma promette anche che ne arriveranno altre prima della chiusura della manifestazione. Forse è questo il periodo migliore per una visita più concentrata alla kermesse, e anche noi ci siamo tornati, per qualche foto dello status quo dopo 5 mesi (le vedete nella gallery): ma è sconsigliato trovarsi ai giardini dopo il tramonto del sole. Oltre a non riuscire ad individuare l’entrata di alcuni padiglioni a causa del buio, potrebbe capitarvi di non poterne visitare altri, perché illuminati solamente dalla luce solare, trovandoli chiusi già dalle 17. Oppure di imbattervi nella scena del personale del padiglione coreano che cucina marshmallow sul calore della stufetta in dotazione contro queste prime giornate più freddine…

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Nicoletta

    Sono stata oggi ai Giardini: padiglione Russo aperto… Un cartello avvisa che sono state stampate altre 50.000 monetine. Si avvisa anche che alle donne e’ permesso portarne via una dopo…aver preso parte all’istallazione!