Da Sotheby’s una boccata di ossigeno per il mercato italiano. Milano sembra New York: tante vendite sopra le stime, record all time per Mario Schifano e Mario Ceroli

Sotheby’s regge la vicinanza con le aste londinesi di arte italiana, e a Milano porta a casa un ottimo risultato con l’asta serale del 26 novembre, con percentuali di venduto che non si vedevano da alcuni anni. Solo 11 lotti su 56 non hanno trovato ieri sera un compratore, per un totale di 7,7 milioni […]

Mario Ceroli, SI+NO, 1964

Sotheby’s regge la vicinanza con le aste londinesi di arte italiana, e a Milano porta a casa un ottimo risultato con l’asta serale del 26 novembre, con percentuali di venduto che non si vedevano da alcuni anni. Solo 11 lotti su 56 non hanno trovato ieri sera un compratore, per un totale di 7,7 milioni di euro e una percentuale di venduto per valore pari al 92.2%. Record d’artista con il monocromo del 1960 di Mario Schifano, Palo Alto, che ha raddoppiato la stima arrivando a 421.500 euro, così come per Mario Ceroli, che non si posiziona nella top ten ma raggiunge 87.900 euro con un’opera del 1964, SI+NO. Agostino Bonalumi ottiene il suo miglior risultato per le opere degli anni ’80, con Grigio, battuta al doppio della stima massima a 133.500 euro. “La sala – gremita – ha conteso ai telefoni, per tutta la durata della sessione I, gran parte delle opere con grande determinazione, e ciò non accadeva da alcune stagioni qui a Milano”, ha commentato Raphaelle Blanga. “È un segnale di forte positività per il mercato dell’arte in Italia e un merito per Sotheby’s che ci ha creduto, unica casa d’aste internazionale attiva nel nostro paese in questo semestre 2013. Desidero infine rilevare che il 67% delle opere vendute ha superato ampiamente la stima massima”.
Ha superato qualsiasi aspettativa il re della classifica Enrico Castellani, con un’aggiudicazione di 901.500 euro, mentre Lucio Fontana – alla seconda e terza posizione in top ten – ha raddoppiato la stima con lo squarcio su tela bianca del 1965, battuta a 793.500 euro. Ancora Castellani con una superficie arancio del 1963, stimata 130–180mila euro, ha raggiunto i 433.500 euro, mentre la ceramica di Fontana conferma il rinnovato interesse dei collezionisti, dalla scultura a forma d’uovo – che da una stima di 50-70mila è arrivata a 127.500 euro – al Cavallo del 1936, venduto a 163.500 euro, fino al camino del 1948 che ha duplicato la stima ed è stato venduto a 211.500 euro.
Dadamaino riconferma il rinnovato interesse per il suo mercato, portando a casa ottimi risultati sia nella sessione serale che pomeridiana, partendo da stime contenute. Tengono anche Paolini, Calzolari e Boetti, mentre i due piccoli Achrome di Manzoni non hanno trovato un compratore. Nella sessione del pomeriggio del 27 novembre, 31 lotti su 102 sono rimasti invenduti: protagonista è rimasto lo Spazialismo con Fontana e Bonalumi, a cui si è aggiunto Turi Simeti. Tra i nomi internazionali, Kenneth Noland e Yayoi Kusama spiccano con risultati ben oltre le stime; molto bene anche per un piccolo Jesus Rafael Soto e per Shozo Shimamoto.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • pietrosergiomauri

    i soldi da qualche parte ci sono!