Cino Zucchi curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia. Dopo il “gran rifiuto di Dal Co”, Bray chiama l’architetto milanese, già favorito nel toto-direttore

Sarà Cino Zucchi il curatore del Padiglione Italia alla 14ma Biennale di Architettura di Venezia. O meglio: all’architetto milanese il Ministero dei Beni Culturali ha affidato l’incarico di curatore. Precisazione indispensabile, in attesa di avere risposte dal diretto interessato: troppo fresca – dei giorni scorsi – è la vicenda di Francesco Dal Co, il primo […]

Cino Zucchi

Sarà Cino Zucchi il curatore del Padiglione Italia alla 14ma Biennale di Architettura di Venezia. O meglio: all’architetto milanese il Ministero dei Beni Culturali ha affidato l’incarico di curatore. Precisazione indispensabile, in attesa di avere risposte dal diretto interessato: troppo fresca – dei giorni scorsi – è la vicenda di Francesco Dal Co, il primo a ricevere da Bray l’incarico, salvo poi declinarlo con parole liquidatorie ai limiti dello sgarbo. Per ora comunque non ci sono avvisaglie che facciano pensare ad ulteriori “incidenti”: anche se qualcuno ricorda quanto accaduto nel 2008, quando proprio Zucchi si sfilò dalla shortlist – che poi avrebbe portato all’incarico a Francesco Garofalo – per “impegni pregressi”. Zucchi era comunque uno dei nomi ricorrenti nel toto-curatore degli ultimi giorni, assieme a Stefano Boeri.
Docente al Politecnico di Milano e Visiting Professor ad Harvard, Zucchi vanta progetti importanti come il ridisegno dell’area ex Junghans, proprio a Venezia, l’ampliamento del Museo Nazionale dell’Automobile a Torino, il master plan per l’area di Keski Pasila a Helsinki, il nuovo centro direzionale Lavazza, solo per citarne alcuni. Alla Biennale di Venezia non è certo nuovo, avendo esposto alla 6°,8°, 12° e 13° edizione, ricevendo la menzione speciale della giuria nel 2012 per l’installazione Copycat. Empathy and Envy as Form-makers. Per ora il tema su cui Zucchi lavorerà è ancora ignoto anche se una cosa è certa: affidare la curatela del padiglione Italia a un architetto molto più attivo nell’ambito professionale rispetto a quello teorico pone inevitabili questioni di conflitto di interesse. La partita ora é aperta: sempre con i soliti 6 mesi di tempo…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.