C’erano due austriaci a Napoli. Hermann Nitsch e Christian Ludwig Attersee in mostra a Castel dell’Ovo: in anteprima video e immagini

Castel dell’Ovo, come altri spazi comunali partenopei, non brilla normalmente per efficacia nelle proposte espositive relative all’arte contemporanea, passate al vaglio per queste sedi dall’Assessorato alla Cultura. Spesso capita di assistere a episodi più dimenticabili che minori, invalidando l’innegabile portata suggestiva di una location che, se sfruttata al meglio, porterebbe un valore aggiunto storico e […]

Castel dell’Ovo, come altri spazi comunali partenopei, non brilla normalmente per efficacia nelle proposte espositive relative all’arte contemporanea, passate al vaglio per queste sedi dall’Assessorato alla Cultura. Spesso capita di assistere a episodi più dimenticabili che minori, invalidando l’innegabile portata suggestiva di una location che, se sfruttata al meglio, porterebbe un valore aggiunto storico e di fascino senza pari. Diversamente è andata per stavolta: con la doppia personale dedicata a Hermann Nitsch e Christian Ludwig Attersee, organizzata e promossa dalla Fondazione Morra e dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli con la curatela di Achille Bonito Oliva.

La parola lasciata a una grammatica cromatica performativa o informale con residui figurativi ed echi transavanguardistici: accomunati da un rapporto viscerale con il potere ipnotico della materia, gli artisti trovano in Napoli, Sirena di passione e di estremi, un alveo congeniale più che mai alla loro ricerca. Nella conferenza stampa di apertura della mostra che si apre oggi 30 novembre, fino al 1 marzo 2014 – che vi mostriamo in anteprima, con qualche immagini degli allestimenti – Nitsch e Attersee ci raccontano il loro rapporto con Partenope…

– Diana Gianquitto

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]