C’è un toro nelle sale del Museo del Prado. Niente paura, è un progetto dell’artista Miguel Angel Blanco: che ne festeggia il compleanno rievocando le origini come Gabinetto di Storia Naturale

Cade un altro tabù, l’arte contemporanea conquista un’altra delle storiche roccheforti della classicità: con la mediazione della scienza. Parliamo del Museo del Prado, che a Madrid ha deciso di celebrare il suo 194mo anniversario con una originale mostra che ristabilisce l’origine del museo come Gabinetto di Storia Naturale. Prima che il 19 novembre 1819 fosse […]

Cade un altro tabù, l’arte contemporanea conquista un’altra delle storiche roccheforti della classicità: con la mediazione della scienza. Parliamo del Museo del Prado, che a Madrid ha deciso di celebrare il suo 194mo anniversario con una originale mostra che ristabilisce l’origine del museo come Gabinetto di Storia Naturale. Prima che il 19 novembre 1819 fosse inaugurato come Museo Nacional de Pinturas y Esculturas, l’edificio neoclassico progettato da Juan de Villanueva ospitava il Gabinetto Reale di Storia Naturale, proprio come stabilito dal re Carlo III nel 1785.
Ora la vocazione naturalistica rivive grazie agli interventi dell’artista Miguel Angel Blanco, che installa circa 150 reperti di storia naturale in una ventina di sale del Prado, coinvolgendo 25 opere della collezione con concept spesso assai invesivi: dal famosissimo Las Meninas di Velázquez al Ratto d’Europa di Rubens, ad Albrecht Dürer, a Frans Snyders. Un toro, un’aquila, un serpente, ma anche piante o minerali, in dialogo concettuale con l’opera individuata: ne vedete una selezione nella fotogallery…

www.museodelprado.es

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.