Battitori francesi, a Milano. Artcurial mette al’incanto maestri come Matisse e Bacon, ma anche un grande impressionista come Gustave Caillebotte. Una riscoperta, del valore 4 milioni

Gustave Caillebotte, Le pont de l’Europe, 1877
Gustave Caillebotte, Le pont de l’Europe, 1877

Henri Matisse, Francis Bacon, James Rosenquist e Sergio Camargo saranno visibili al pubblico da mercoledì 20 a domenica 24 novembre, mentre Le pont de l’Europe di Gustave Caillebotte farà la sua apparizione solamente nella serata di mercoledì. L’opera di questo importante esponente dell’Impressionismo manca dal mercato da oltre sessant’anni, ed è stata custodita sinora in una collezione privata francese: sarà uno dei pezzi forti del catalogo di Arte Impressionista e Moderna, con una stima di 3-4 milioni di euro. Un’altra versione dello stesso soggetto si trova invece presso il Musée du Petit Palais a Ginevra.
Il soggetto è un assolato paesaggio urbano contemporaneo, con una figura maschile che osserva i binari del treno, motivo geometrico con cui è scandito il ritmo della composizione. Una chiara allusione, per altro, al processo di tarsformazione industriale che le città europee vivevano sul finire del XIX secolo. E se l’opera in questione risale al 1876, è da ricordare che solo l’anno prima Caillebotte era stato rifiutato dalla giuria del Salon con un’altra opera, Raboteurs de parquet. Un fallimento che non lo scoraggiò e che lo indusse anzi a riprovarci l’anno seguente. Il successo fu enorme e la consacrazione, come esponente di punta dell’Impressionsimo, non tardò ad arrivare.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.