Angela Vettese lascia Bevilacqua La Masa. Dopo cinque mesi di silenzio stampa il neoassessore alla cultura di Venezia comunica il suo addio alla storica Fondazione

La notizia è arrivata durante l’inaugurazione della Mostra Antologica di Ludovico de Luigi presso la Galleria di San Marco di Bevilacqua La Masa. Passata volutamente in sordina al fianco della nuova grande apertura (che ha attirato la consueta inondazione di visitatori), la decisione era ormai nell’aria da diversi mesi, dopo che la presidente della Fondazione […]

Angela Vettese e Ludovico de Luigi

La notizia è arrivata durante l’inaugurazione della Mostra Antologica di Ludovico de Luigi presso la Galleria di San Marco di Bevilacqua La Masa. Passata volutamente in sordina al fianco della nuova grande apertura (che ha attirato la consueta inondazione di visitatori), la decisione era ormai nell’aria da diversi mesi, dopo che la presidente della Fondazione (e docente dello IUAV) aveva accettato la carica di Assessore alle Attività Culturali e allo Sviluppo del Turismo del Comune di Venezia. Angela Vettese ha ricordato dodici anni d’impegno in prima linea in una città che è lentamente cambiata, “da un’indifferenza completa verso l’arte contemporanea a una golosa affezione a essa”, con la nascita di nuove sedi espositive e centri di studio, con il rinforzarsi della Biennale e il crescente impegno dei giovani. “In questo tempo è dunque anche cambiata, inevitabilmente, la funzione della BLM. Nel 2002 aveva senso produrre mostre di grandi protagonisti o portarvele da istituzioni straniere. Nel 2013, con il rinnovamento della gestione dei Musei Civici e l’arrivo di fondazioni private importanti, certi sforzi di aggiornamento e di continuità espositiva nei periodi in cui la Biennale non è attiva non sono più necessari”.
La Vettese lascia così la Fondazione dopo aver già programmato le sue attività fino alla primavera del 2014, mentre la nomina di un successore resta pendente a tempo indeterminato, protetta dalle norme statutarie. E in attesa di ulteriori sviluppi, l’ormai ex-presidente non ha mancato di indicare le sue linee guida per il futuro: “Quello che resta invece necessario è dare continuità alla presenza di artisti giovani, in fase di formazione, attraverso un programma di residenze in connessione con atenei locali e stranieri. Il modello degli atelier si è in effetti moltiplicato e diffuso, ma un posto fisico non basta. È importante creare le condizioni perché gli artisti vivano Venezia come una casa, un territorio che sentono come proprio, da cui si facciano adottare per tempi lunghi e dal quale non cerchino di fuggire”. Su quali siano i suoi programmi a lungo termine per il nuovo impegno di assessore, invece, la Vettese ha scelto di non esprimersi ancora. La decisione di lasciare Bevilacqua La Masa è volta certamente a fugare le accuse più sostanziali, ma tutti i dubbi non saranno sciolti, finché una precisa e dettagliata linea d’azione non sarà finalmente resa nota.

– Simone Rebora

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • Thorvaldsen

    Uff, e dai, commentate…
    Questa notizia non è divertente se nessuno commenta!

    • >>>cosa vuoi che commentiamo Thorvaldsen? Questi hanno le lobby politiche dietro che li difendono: vinceranno sempre. Si è “dimessa” ma continua a presenziare vernissage e premi…

  • gigi sabani

    Ha portato una piccola fondazione locale ad aver un nome riconosciuto a livello internazionale. Solo negli ultimi anni ha dato residenza annuale ad artisti sconosciuti che in breve tempo si sono fatti strada a livello internazionale. Tra di loro Andreotta Calò, Tadiello, Frigo, Squillacciotti, Marcon, Vestrucci, Koike, Giacconi, Chung, Despotovic. Monet, Spillari, De Meo, Cecchin, etc. Lunga vita Angela Vettese.

  • gm

    Speriamo che un giorno il triveneto riesca ad aprirsi al resto dell’Italia.

  • Non è sicuramente la Vettese ad aver lanciato la fondazione, chi ha un pò di memoria non ha bisogno di far verifiche in questo senso…. Semmai non si capisce perchè in Italia personaggi che presiedono a istituzioni varie come musei, gallerie, ecc.. devono essere per forza di cose catapultate a ricoprire incarichi di governo, anche se in questo caso cittadino, è la solita giostra, siamo ormai in uno stato di atrofizzazione culturale cronica, invasi da secoli dalla solito clichè : politichese, accademismo e nepotismo. Diamo un incarico una volta tanto a un disoccupato estraneo a etichette di vario titolo, purchè certamente competente.

  • AV

    Ho lasciato la presidenza della BLM il 31 maggio, come la stampa locale ha sottolineato, per incompatibilità con la carica di assessore. Ho passato in quel luogo i 12 anni più divertenti e affettuosi della mia vita lavorativa. Lo statuto prevederebbe una designazione diretta sulla base di candidature presentate, ma spero sia realizzabile un concorso per titoli e progetti. Nonostante la carica sia gratuita e per questo, quando l’ho assunta, fosse vacante da mesi, può essere molto gratificante. Grazie a tutti coloro che mi hanno affiancato, persone straordinariamente motivate, come di rado se ne trovano (ma ci sono!) nei pubblici uffici.

    • >>>DDSSKK

      Due lustri di risorse buttate dalla finestra per promuovere noti artisti delle dominanti culture anglofone e con essi la carriera della Signora facendola arrivare all’assessorato alla cultura da dove può tranquillamente boicottare chi non è della sua lobby. Obiettivo raggiunto!
      Degli artisti attivi sul territorio il Veneto e l’Italia ne sanno ancor meno di prima.

  • Decisamente meglio un concorso su base di progetti e idee che di titoli, impariamo proprio dal mondo dell’arte di oggi e di ieri ; non sono forse gli artisti autodidatti o immuni da ogni sorta di accademismo che hanno apportato le più significative novità al corso degli eventi artistici ??

  • >>>DSK

    Sto preparando nel mio blog un approfondimento sul caso veneziano OPEN-patrocini negati, a mio avviso molto utile per capire le luride strategie delle lobby dell’arte e il grande danno che stanno arrecando alla cultura del Paese. I fatti vano ricostruiti passo passo con le varie contraddittorie dichiarazioni dell’assessore che, non appena insediata nel suo ruolo, ha tentato in tutti i modi di far fuori un evento artistico di qualità (contando sul silenzio dell’informazione).
    Intanto per farvi una risata leggetevi nel post Facebook l’ultima panzana sulle “vere lobby dell’arte” con cui tale personaggio si atteggia a moralizzatrice. Quali vere lobby internazionali? Quali ricerche? La cultura italiana ridotta a paesucolo “locale” servo delle culture anglofone. Il suo solito bullshitting manipolatorio, strategia pericolosissima che da decenni spande veleno sull’arte italiana:

    “Dalle vere lobby dell’arte, capaci di decretare il successo di un artista, gli artisti italiani, soprattutto se giovani e se risiedono in Italia, sono in sostanza esclusi; anche se arrivano una volta alle grandi fiere o in una delle mostre internazionali, tornano rapidamente in un sistema solo locale. Le eccezioni saranno una dozzina. Le ricerche numeriche fatte con serieta’ lo confermano. Che fare?”