Alla fiera (dell’Europa) dell’Est. Terza edizione per Art Market Budapest, occhi puntati sui nuovi hub creativi, dalla Turchia al Baltico: e ci sono anche quattro gallerie italiane

La location scelta è quella del Millenáris Park, frutto di un importante intervento di riutilizzo dell’area dell’ex centrale elettrica Ganz, vicino al castello di Buda. Giunge alla sua terza edizione la fiera Art Market Budapest, nel cuore dell’Europa dell’est, fiera rivolta alle giovani generazioni di gallerie e artisti. Tema centrale del 2013 è la migrazione, […]

La location scelta è quella del Millenáris Park, frutto di un importante intervento di riutilizzo dell’area dell’ex centrale elettrica Ganz, vicino al castello di Buda. Giunge alla sua terza edizione la fiera Art Market Budapest, nel cuore dell’Europa dell’est, fiera rivolta alle giovani generazioni di gallerie e artisti. Tema centrale del 2013 è la migrazione, il movimento di massa dei popoli in fuga da situazioni critiche e alla ricerca di migliori opportunità. Questa la tematica che unisce il lavoro di numerosi artisti di quest’area, e che si ripercuote nel linguaggio dell’arte contemporanea, dando vita a “La grande migration”, titolo di incontri e mostre curate da Délia Vékony.
Altro progetto creato per la fiera di quest’anno – aperta fino al 1 dicembre – è sCULTURE, particolare focus sulla scultura, con installazioni di arte pubblica in tutta la città. Gallerie provenienti da oltre 20 paesi, ma soprattutto dalla “giovane Europa”, quella influenzata dai regimi comunisti tra Baltico e Balcani, ma anche da Turchia e Israele, Asia Centrale, e un po’ di occidente. E non mancano anche alcune gallerie italiane: Arionte e Arteko di Catania, Studio Ambre Italia di Milano e UFO Fabrik di Moena.

– Martina Gambillara

www.artmarketbudapest.hu

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.