Storia dell’Arte a scuola? Sminuita dal decreto Gelmini, non viene reintrodotta dal Ministro Carrozza. E parte l’appello

Di gatte da pelare il governo delle larghe intese ne ha decisamente tante. A cominciare da un’instabilità congenita che tiene il Paese col fiato sospeso e che non aiuta a fronteggiare il guazzabuglio di emergenze: riforma fiscale, disoccupazione, legge sull’immigrazione, risorse per la sanità, strategie di sviluppo. E poi, c’è il capitolo cultura. Che viene […]

Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Di gatte da pelare il governo delle larghe intese ne ha decisamente tante. A cominciare da un’instabilità congenita che tiene il Paese col fiato sospeso e che non aiuta a fronteggiare il guazzabuglio di emergenze: riforma fiscale, disoccupazione, legge sull’immigrazione, risorse per la sanità, strategie di sviluppo. E poi, c’è il capitolo cultura. Che viene sempre un poco dopo, ma che il Decreto firmato dal Ministro Bray e appena approvato, qualche spunto e un po’ di budget li ha portati a casa. Niente di risolutivo o di rivoluzionario, ma qualcosa s’è mosso.
Ora, parlare di cultura, senza muoversi in sinergia col piano della formazione, è un controsenso. Perché alla base di tutto c’è, naturalmente, l’humus in cui crescono le giovani generazioni. Ed ecco un altro ministero tra quelli considerati meno strategici, ma che in realtà hanno in carico le fondamenta di un Paese: la pubblica istruzione, con le sue riforme, a che punto sta? Il Decreto Scuola, varato dal Ministro Carrozza, stanzia qualche migliaia di euro per nuove assunzioni e si impegna in qualche modo contro la dispersione scolastica, a favore dei disabili e delle famiglie meno abbienti. Tra i molti nodi da sciogliere – uno su tutti il fenomeno delle classi “pollaio”, con numeri di alunni esorbitanti, problema sempre accantonato in nome dell’intoccabile spendig review  – c’è anche la faccenda delle discipline reative al disegno e alla storia dell’arte. Irresponsabilmente soppresse in alcune classi delle scuole medie superiori (vedi i ginnasi) o comunque ridotte nel numero delle ore settimanali, soprattutto per gli indirizzi sperimentali, soppressi. Grazie alla famosa riforma Gelmini (2009), a forte vocazione “tecnicista”, una materia umanistica di enorme importanza si è infatti trasformata nella Cenerentola dell’offerta formativa. Vecchia, inutile, barbosa, inattuale, troppo settoriale: questo il messaggio arrivato.

Mariastella Gelmini, ex Ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, ex Ministro dell’Istruzione

Eppure, non dovrebbe essere arduo comprendere che la storia dell’arte offre strumenti primari per interpretare le evoluzioni storiche e sociali, la natura e la sostanza delle immagini (in un’epoca che di immagini si nutre a iosa) e l’essenza stessa dello spirito del tempo, declinata dalla fitte relazioni tra letteratura, filosofia e linguaggi creativi. Ma niente, la Gelmini non ci è arrivata. E ha creduto di poter fare a meno di questo piccolo insegnamento per accademici ammuffiti, mortificandolo – come denunciato in più sedi dall’ANISA, Associazione nazionale insegnanti di storia dell’arte – in diverse indirizzi o classi di Licei e Istituti tecnici-professionali.
Cosa è cambiato col Decreto della Carrozza? Niente, su questo versante. E spunta così l’appello – che vede come primi firmatari Adriano La Regina, Salvatore Settis, Cesare de Seta e Rosi Fontana – rivolto al Ministro, per tentare di salvare la dignità della storia dell’arte nelle scuole pubbliche italiane. Che una Nazione come questa, che sull’eccellenza artistica ha costruito la propria gloria, debba oggi mendicare ai propri governanti un poco di rispetto in più per il settore, è semplicemente un paradosso: “Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, continuare ad impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio artistico, significa infatti ostacolare non solo una formazione culturale degna di questo nome, ma anche lo sviluppo di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si apprende la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà  maturare il valore del rispetto per gli spazi comuni?”.

Peter Doig, Almost Grown, 2000, olio su tela, 200 x 295cm
Peter Doig, Almost Grown, 2000, olio su tela, 200 x 295cm

Già, come si potrà? La domanda la lanciano con convinzione gli insegnanti di Storia dell’arte delle scuole superiori e i tantissimi cittadini firmatari, nella speranza che la questione non cada nel vuoto, come d’abitudine.
Noi, unendoci all’accorato appello, ci spingiamo oltre  e suggeriamo pure – con una consapevole dose di utopia – che adeguato spazio nei programmi ministeriali andrebbe riservato anche all’arte contemporanea. Evitando di fermarsi – quando va bene – ai primi del Novecento. E vale per i licei, ma anche per le medie e persino per le elementari. Ché nessuno, meglio di un ragazzino, ha il dono di afferrare in un istante, senza sovrastrutture né pregiudizi, spirito e bellezza di un Kandinskij, ma anche di un Rothko, di un Yves Klein o di un Peter Doig. All’istintuaità dell’universo inantile avevano spesso guardato le Avanguardie, e proprio i bambini abbiamo tenuto lontani da tutta una dimensione creativa capace di affinare sensibilità e stimolare immaginari nuovi. Non è anche questa, forse, la missione e l’ambizione della scuola?

– Helga Marsala

http://firmiamo.it/ripristiniamo-storia-dell-arte-nelle-scuole#petition

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Maria Privitera

    Tutto giusto. Peccato che gli insegnanti che sappiano davvero insegnare la storia dell’arte siano pochissimi, peccato che pochissimi insegnino o semplicemente facciano conoscere ed amare la storia dell’arte moderna e contemporanea. Questa è la triste realtà, una materia che gli insegnanti non hanno saputo far amare.

    • Laura Carlino

      Purtroppo è vero. Ma allora io abolirei la matematica perché non esiste UN insegnante in Italia che sappia insegnarla e farla amare agli studenti; e perché no? aboliamo l’italiano, perché molti insegnanti sono inadeguati… Che discorso è?

      • Giacomo

        Non male come idea :)

    • Renata

      Se c’è stata una professoressa preparata al mio liceo è stata proprio quella di storia dell’arte.

    • Giuseppe

      Cara Maria,
      le generalizzazioni hanno sempre fatto grandi danni e attaccare i docenti di storia dell’arte mi pare stupido. Tanti sono i docenti che insegnano la letteratura italiana in modo meccanico, quasi fosse una questione di tecnicismi avulsi da ogni spirito o slancio interpretativo. Allo stesso modo, la filosofia e la storia insegnate sono senza cognizione di causa. Per non parlare della chimica e della matematica, che molti odiano. Pertanto, non andiamo contro i docenti di storia dell’arte se pensiamo che il sistema debba essere riformato in ogni suo punto. La storia dell’arte è il passaporto per l’interpretazione, è la chiave dell’apertura mentale ed è più che risibile la scuola italiana le dedichi uno spazio meno che minimo. La verità è che si vuole far morire l’umanesimo. e basta.

      • Giuseppe

        mi sono perso dei “che” per strada. perdonate i refusi.

    • Francesco

      Bah …………………………………..

    • Matteo Bocchialini

      verissimo

    • blablabla

      questo vale per tutte le materie scolastiche!

    • BABBABIA

      Eh, peccato che di insegnanti che sappiano far amare la matematica, le lettere la scienza ce ne siano davvero pochi. Per la maggiore vanno quelli del qualunquismo.

    • Filippo

      Maria Privitera ma che cavolo hai nella testa? gli insegnanti non sanno insegnare? non sanno far amare la storia dell’arte? MA PARLA PER TE CHE FORSE SEI SOLO UNA INCAPACE!!!! devo pensare questo?

    • Giovanna Tagliaferri

      Sei stata bocciata o rimandata per caso ed hai il dente avvelenato????!!!!

    • Giorgio

      così come la matematica(siamo ultimi nelle classifiche europee), la fisica e le lingue, e che dire dell’informatica ecc ecc. Quando la smetterete con questi luoghi comuni o per meglio dire: con queste banalità?
      In ogni settore così come in ogni mestiere e professione ci sono i bravi e i meno bravi. Quindi cerchiamo di essere propositivi e smettiamola di parlar sempre male dell’altro, ma mai di noi stessi.

    • Federica

      Sono d’accordissimo!!!

    • ines millesimi

      io insegno e dò molto spazio all’arte contemporanea
      . il problema è anche opposto: mi sento reponsabile o addirittura in colpa perché poi i miei studenti del liceo artistico scelgono Storia dell’arte come percorso universitario!

    • Manuela

      Se è per questo ci sono insegnanti incapaci di far amare la matematica o il greco.

      Quindi? Eliminiamo tutte le materie dai programmi di studio così abbiamo risolto il problema.

    • michele

      anche nelle altre disciplinie gli insegnanti italioti, lasciano molto a desiderare…, tranne alcune eccezioni

    • Francesca Ferri

      Maria se seguo la tua filosofia mi dico :siccome alla fine si muore, perchè vivere? La scuola è piena di insegnanti bravi e di cerebrolesi, come in tutti i settori. Impegnamoci per migliorare, per riqualificare la scuola, insegnare la didattica agli insegnanti, non per lamentarsi.

    • elisabetta tenducci

      Cara Maria, leggo con un certo ritardo il tuo post ma vorrei comunque risponderti. Sono una insegnante di Storia dell’arte e posso in parte capirti perché purtroppo conosco colleghi che non la sanno insegnare anche perché non sono storici dell’arte! Sono pervenuti all’insegnamento attraverso formazioni diverse e decisamente non conoscono a fondo la disciplina e soprattutto non la sanno comunicare, sebbene ciò sia un fatto oggettivo che può riguardare l’insegnamento di qualsiasi disciplina. Per quanto mi riguarda io potrei anche insegnare altre materie, come Filosofia e Storia, perché ho l’abilitazione necessaria ma non lo faccio perché so che non sarei al meglio di me e pertanto preferisco farlo fare a chi ha tutte le carte in regola per farlo, e cioè un iter di studi tutto dedicato alle due discipline, che non è evidentemente il mio caso.
      Tuttavia ci sono anche insegnanti bravissimi, e ce ne sono molti, che appassionano e coinvolgono gli studenti. Ma questo, come puoi ben capire, accade in tutti gli insegnamenti, la personalità del docente ha evidentemente un ruolo fondamentale nel trasmettere il suo sapere.
      Per quanto riguarda l’arte contemporanea non si possono attribuire colpe agli insegnanti ma ai programmi e soprattutto al monte orario curriculare. Soprattutto dopo la riforma Gelmini le ore (eccezion fatta per il Liceo Artistico) sono state talmente ridotte che a mala pena si riesce a parlare dei primi vent’anni del Novecento, se hai una classe che ti segue e che riesce a reggere un ritmo un po’ sostenuto. In due ore per tre anni non è facile (anzi, decisamente impossibile) partire dall’arte greca (come vedi già escludo una bella fetta di arte antica) e arrivare all’arte contemporanea.
      Comunque mi sembra in ogni modo positivo il fatto che tu possa esprimere la tua opinione sulla materia e sul suo insegnamento: pensa a chi non la studierà mai! Magari perde poco, tu pensi, ma può anche perdere tantissimo se “azzecca” il docente giusto! Perché negargli questa opportunità?

  • Ritengo che far conoscere la Storia dell’Arte ai giovani è come dare loro in mano il passaporto per il mondo. È come dare loro lo strumento ideale per vivere con una speciale consapevolezza, quella di essere circondati (soprattutto in Italia) da un “passato” che ancora parla, parla con le immagini.
    I giovani, gli adulti di domani, hanno bisogno di sapere che l’arte aiuta ad esprimere le proprie emozioni, aiuta a raccontare il proprio tempo, a ricordare il passato e a progettare il futuro. Ricordiamoglielo ogni giorno, se necessario, a chi ci rappresenta nel governo! Firmerò anche io.

    • Giovanna Tagliaferri

      Che belle parole, complimenti, sono un’insegnante di questa materia

  • andrea

    complimenti ad Helga per la chiarezza dell’articolo, purtroppo testimone di una stoltezza di fondo che accomuna l’intera classe politica, ancora una volta arretrata e silente dinanzi alle necessità formative del Paese… sul valore dell’insegnamento invece non distinguerei fra quelli di storia dell’arte, latino o matematica: la passione trascende il settore trattato

  • Valentina

    Invitiamo la Gelmini a cercare sul dizionario la parola CULTURA e a capirne il vero significato e anche a tutte quelle mummie che gli vanno dietro. Non si può abolire una disciplina così importante soprattutto in Italia!

    • Daniele

      La signora Gelmini non sa neanche cos’è il dizionario.

  • Federica

    Una volta uno dei miei studenti dell’Accademia di Belle Arti alla domanda “Chi è Modigliani?”, mi rispose “Il bar vicino casa mia”. Secondo molti allievi Bosch, al massimo è una lavatrice e Giotto un’alternativa ai Caran d’Ache.
    Ma conosco anche colleghi, docenti di cinema in grandi università, che non capivano cosa c’entrasse con Ultimo tango a Parigi il Bacon, pensando a quello che si frigge a colazione.
    La storia dell’arte per molti si riduce a tre cose: la Monna Lisa, il Picasso cubista e una “boatta” di pomodori Campbell.
    L’ignoranza in questo paese è endemica. La cultura non crea denaro, non è apprezzata nè tantomeno rispettata. Tant’è che un docente universitario a contratto, viene ricompensato meno dell’ultimo uomo delle pulizie, con il massimo rispetto per la categoria (http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2013/09/27/il-declino-del-prof-di-ruolo/?ref=HROBA-1).
    In un paese dove un bidello ha un onorario maggiore di un docente, che senso ha parlare di cultura?
    Eliminiamo la geografia. La storia dell’arte. La storia tout court. Tanto non serve a niente, non produce denaro. Nemmeno quello virtuale di Second Life.
    Creiamo solo scuole tecniche e professionali. Scuole per cuochi, le vere star del momento, per idraulici, per programmatori, per impiegati di banca dalla faccia verde. Chiudiamole proprio le scuole, anzi, perchè non servono più. Lasciamo aperta solo la Cepu ed eleviamola allo status di exemplum.
    Regrediamo fino allo stato vegetativo, l’importante è conservare i replicanti con le tette Good Year, le estention ai peli del naso e l’IPhone 5000z.
    Ionesco era cartesiano a confronto…

    • stefanella sposito

      Bellissimo il tuo commento! Arte e Tecnica sono sempre andate di pari passo nella evoluzione della storia dell’umanità. Sono necessarie entrambe alla nostra sopravvivenza morale e materiale. In certi periodi storici ci si innamora dell’ambito tecnico e tecnologico, in certi altri prevale la fascinazione per la creatività. Ma l’una senza l’altra non producono nessuna novità…come sta accadendo oggi nella scuola, riformata da degli ignoranti, inconsapevoli del patrimonio storico-artistico italiano che, se ben gestito sarebbe una risorsa anche economica oltre che culturale. La storia dell’arte scompare da tutti gli istituti professionali a favore di chimica e fisica. Ma non era meglio fargli studiare entrambe, per elevare la qualità dell’offerta formativa?

  • Quella dell’eliminazione della Storia dell’Arte è una vergogna inaudita. Veramente in un paese come il nostro è una carenza inconcepibile. Se mettiamo che in tutto ció la carenza di fondi e l’assenza di un riadeguamento delle responsabilità anche morali sta provocando la distruzione del Patrimonio, tra qualche anno perderemo finanche le tracce documentarie. La Storia dell’Arte andrebbe insegnata in tutte le scuole a partire dalle elementari; proprio come accade con la musica nei paesi dell’est. Ma le nostre classi dirigenti sono già figlie dell’ignoranza e dell’ipocrisia, dubito che possa esserci una marcia indietro. Se poi vediamo la Gelmini ancora in tv a sbarcare le sue motivazioni, è segno che in questo Paese ormai siamo al tracollo!

  • Ancora un magnifico autogol dell’ Italia : basta guardare cosa succederà per l expo 2015 a Milano: che nn faranno a Milano il previsto Museo d arte contemporanea!… Prima voce che salta nei bilanci di investimenti che ogni volta “spariscono” chissà dove … E la Cultura pagha il prezzo…e un popolo che nn conosce la propria storia (compresa quella dell’arte) e’ destinato a morire … Ma questi siamo noi italiani: guardiamo lontano perdendo ciò che abbiamo sotto il naso!

  • viva l’Itaglia!

  • Anche Musica è stata bandita daile scuole superiori. Forse dovremmo unire le forze perche le “Arti performative” abbiano il posto che compete loro nella formazione globale del cittadino. http://www.faremusicatutti.it è l’appello sottoscritto da più di 11.000 cittadini che nei prossimi giorni verrà consegnato al Ministro Carrozza.

    • Maria Ausilia D’Antona

      sono d’accordissimo con Mario Piatti. Come possiamo pensare che i giovani si avvicinino alla musica di tutti i generi senza pregiudizi e con la curiosità che viene dalla conoscenza se l’unico contatto con la musica (in tutto un percorso scolastico) è il triennio della scuola media? all’estero studiano uno strumento musicale sin dalla scuola d’infanzia e in germania li vedi andare ad ascoltare i concerti con gli spartiti tra le mani (visti con i miei occhi!)… ben lontani dalle due orette striminzite relegate al ciclo dei tre anni di media…

  • Suzanne

    L’aver abolito o ridotto l’insegnento della storia dell’arte nella scuola rivela e l’ignoranza dei governanti e della classe dirigente allora perché’ studiare Manzoni e Dante? L’arte nel nostro paese e’ ila base fondante dell’identità culturale

  • Italy is dead ? Long live Italy
    http://www.facebook.com/immediatism

  • paolo

    “Noi, unendoci all’accorato appello, ci spingiamo oltre e suggeriamo pure – con una consapevole dose di utopia – che adeguato spazio nei programmi ministeriali andrebbe riservato anche all’arte contemporanea. Evitando di fermarsi – quando va bene – ai primi del Novecento. ”
    Maledettamente vero. E aggiungo una cosa: dalle mie parti (lecce) l’insegnamento dell’arte contemporanea manca totalmente nell’ ACCADEMIA. Lasciamo poi perdere licei e scuole inferiori, là va bene se si arriva alla prima guerra mondiale.

  • Alice Ginaldi

    Grazie per l’articolo. Mi sento particolarmente chiamata in causa essendomi da pochi mesi abilitata per la classe di insegnamento A061 (storia dell’arte). Doveva essere la strada sicura per chi, come me, lavora nel campo dell’arte contemporanea ma purtroppo non a livelli sufficientemente alti perché questo possa mantenerlo.
    Dopo aver passato un test ministeriale particolamente arduo (siamo passati in 9 su più di 200), uno scritto e un orale, noi sopravvissuti abbiamo sborsato ben 2750 euro per seguire i famigerato TFA (tirocinio formativo attivo) abilitante, appunto, per l’insegnamento di storia dell’arte nelle scuole superiori. Era stato millantato che i posti previsti per ogni classe di insegnamento (10 di storia dell’arte nella mia Regione) fossero stati CALCOLATI IN BASE AL REALE FABBISOGNO, cosa che si è poi rivelata non vera. Dunque dopo aver concluso il faticoso percorso (esami, tirocini ecc) molti di noi si sono ritrovati a piedi. Graduatorie chiuse fino al prossimo anno, dunque, se avremo la minima possibilità di insegnare, sarà nel 2015 in quelle 4 cattedre risicate che ci porteremo via con le unghie e con i denti…
    Posso dire che non mi sono mai sentita più umiliata, frustrata e presa in giro. A quanto pare ci stanno togliendo anche quel poco che pensavamo di aver acquisito di diritto: l’educazione.

    • Antonio

      Mi dispiace, ma se la situazione non cambia tu non insegnerai mai, e dico mai, nella 61, e in nessuna provincia d’Italia. Prendi il sostegno, altrimenti la vedo dura. Un collega.

      • Alice Ginaldi

        lo so purtroppo!

    • giovanni

      Ridimensionare l’insegnamento di storia dell’arte ècancellare dalla nostra memoria e di quella delle generazioni future un patrimonio unico di conoscenze.la miopia di alcuni ministri è pari alla loro ignoranza ,dimenticando che una delle risorse piu’ importanti nella disastrata economia del paese è rappresentata dall’immenso patrimonio artistico culturale.Complimenti per la lungimiranza.

  • alberto

    se è un problema di risorse ricordiamoci che spendiamo una cifra spaventosa per mantenere in piedi una cosa inutile (quando non dannosa) come l’ora di religione. insegnanti nominati dalla curia senza concorso, gente raffazzonata che va lì a pascolare i ragazzi (quelli che non si esentano di corsa) oppure a catechizzare, cosa che non dovrebbe esistere nella scuola pubblica. non insegniamo ad essere cittadini, non insegniamo la nostra maggiore risorsa (l’arte appunto), e basta parlare un po’ in giro per vedere che nessuno conosce niente o quasi di tutto questo… non possiamo cercare di fare un passo in avanti verso la civiltà? la religione è un fatto intimo, privato, non c’entra niente con la scuola. (lascio stare la violenza nascosta di DUE ore di religione lla settimana alle materne…)

    • chiara

      perfettamente d’accordo. eppure tacitamente e ipocritamente approvato dalla maggioranza dei genitori che non esentano i figli. e ricordando che, in prima elementare, le ore di religione sono due, e quella di inglese una soltanto….

  • claudia

    volevano togliere anche latino e filosofia, mi pare. Ci tolgono le materie umanistiche, la cultura, l’intelligenza e a poco ci tolgono l’umanità. Così diventiamo macchine ignoranti per servirli meglio.

    • Giorgio

      esatto, l’ignoranza deve dilagare sennò come si fa a manipolare? magari fosse sostituita almeno la cultura da qualche sana incazzatura…

    • …che è ESATTAMENTE ciò che voleva la P2 (di cui Berlusconi ha la tessera 1816)

    • Giovanna Tagliaferri

      Concordo

  • Pneumatici michelin

    Tutto giustissimo! Bravi cittadini indignati! Tra gli indignati leggo anche un
    Critico che stigmatizza il livello della nostra miserabile
    classe politica: che originale! E i nostri critici d’arte, addetti
    aii lavori la conoscono, loro, la storia dell’arte? Chi ha fatto più danni tra i giovani?
    Le nostre scuole o la casta di entrapeuners curatori e criticozzi ignoranti
    E trafficoni? Scusatemi ma é una bella battaglia!
    La classe politica? E chi l’ha votata?
    Signori e signore saró cinico ma tra chi si agita ci sono
    anche tante lacrime da coccodrillo!

  • Ila

    … vedo molta gente indignata…
    in primis concordo su quanto detto dell’ora di religione, non per i docenti ma perché porta via (elementari e medie) 2 ore la settimana che potrebbero essere impegnate meglio come es in Italiano e Matematica.
    Io concordo con l’Arte alle elementari e alle medie, ma alle superiori concordo per toglierla in certi indirizzi.
    Io sono mamma e vedo i miei ragazzi studiare pomeriggi interi, sono ancora piccoli (alle medie) ma le materie sono molte e richiedono tempo. Qui è giusto però che ci siano anche le materie come L’Arte ecc perché non sanno ancora che strada prenderanno ed è giusto che conoscano il più possibile. Ribadisco comunque che pur essendo cattolica, toglierei religione: i miei figli vanno a catechismo, religione a scuola sono ore “rubate”.
    Le scuole superiori però dovrebbero formare i ragazzi per un lavoro che non sempre richiede Arte.
    Le materie di studio sono tante!!
    Credo sia più saggio usare le ore per fare BENE le materie specifiche dell’indirizzo.
    Forse sono la sola a pensarla così. La penso così da 10 anni ormai… soprattutto su religione. ma…

    • Antonio

      Vedi che mica l’hanno tolta dal tecnico industriale? L’hanno tolta dal Ginnasio, dal Turistico (!!!!), dal Grafico (!!!!!!!!), l’hanno ridotta al Liceo Artistico, eliminando le ore di Conservazione dei Beni Culturali, e l’istituto d’Arte hanno ben pensato di eliminarlo in toto….Alè!

      • Antonio

        Mi correggo, mi sono sbagliato sul Ginnasio, diciamo che ho scritto pensando ad altro. La situazione al Classico è abbastanza complessa in realtà, per via delle sperimentazioni ecc.

    • Manuela

      se vuoi che i tuoi figli rimangano ignoranti fai pure.

      ma forse anche tu sei abbastanza ignorante da non capire che l’arte è una delle poche risorse economiche che sono rimaste a questo nostro paese in affanno.

      della serie… gente che non sa guardare oltre il proprio naso…

    • Fra

      Cara Ila, sono rimasta senza parole nel leggere “Le scuole superiori però dovrebbero formare i ragazzi per un lavoro che non sempre richiede Arte.” Frequento il quarto anno del liceo scientifico e credo che la storia dell’arte, come la letteratura italiana, quella latina, la storia e la filosofia diano quell’immensa cultura personale che sono a scuola possiamo ricevere. Sappi che l’arte non verrà (mi auguro vivamente di no) levata ai tuoi figli perchè altrimenti ci sarebbero troppe materie ma semplicemente perchè il governo ci vuole ignoranti affinchè loro possano fare i propri porci comodi. Forse il mio commento è del tutto fuori luogo ma ribadisco che la storia dell’arte è una delle più complete materie. Per quanto riguarda la religione il discorso è molto più complicato ma purtroppo la chiesa docet.

  • Ila

    ..scusate dimenticavo… IL COSTO DEI LIBRI DOVE LO LASCIAMO?? 18€ solo per religione in prima media…

  • patroclo

    Leggete una qualunque bufala e subito la fate diventare verità e vi lanciate con le solite predicozze intrise di superiorià morale. La storia dell’arte come materia nelle scuole superiori non è stata cancellata e la Gelmini non c’entra nulla. La riforma Gelmini è del 2009 e ha aumentato le ore per il triennio del classico , nel biennio , cioè il ginnasio, non erano presenti ore di insegnamento di storia dell’arte.
    E’ chiaro però che a voi non interessa la verità purchè si possa parlar male delle vostre ossessioni come la Gelmini. Informatevi prima di parlare , è meglio per tutti ed è meglio per voi che potrete evitare ignobili figuracce da pecoroni.

    • Frida

      Scusa ma sei davvero poco informato a riguardo, sono una insegnante di storia dell’arte che ama insegnare la sua materia, quando questo le é permesso quindi molto raramente, insegno da sette anni e solo in due ho potuto insegnarla, per il resto sono una orgogliosissima insegnante di sostegno che ama comunque fare il suo lavoro. Ma per tornare al fatto, la Gelmini ha cancellato la storia dell’arte dal primo biennio degli istituti tecnici e dai professionali alberghieri, come se non servisse a chi vuole in futuro lavorare nel campo del turismo. Prima di scrivere è necessario informarsi, io lo vivo sulla mia pelle e sulla pelle di colleghi preparatissimi e ben più avanti con l’etá di me, a me resta la speranza che questo paese si svegli e che rivaluti questo insegnamento imprescindibile dalla formazione di ogni cittadino.

      • Disegno e storia dell’arte si insegnava per tutto l’arco del quinquennio, prima della riforma, anche negli istituti magistrali (in seguito licei socio-psico-pedagogici, ora delle scienze umane) e al linguistico. La riforma ne ha cancellato l’insegnamento nel biennio del liceo delle scienze umane e del liceo linguistico.

    • nunzio

      La gelmini ha eliminato tre ore di disegno presso gli istituti tecnici, l’arte oltre che cultura è un linguaggio dei più immediati per leggere la storia e quindi andrebbe inserita in ogni scuola.

    • alberto

      accidenti Patroclo, insegno in un tecnico commerciale e non vedo piu’ l’insegnante di Storia dell’Arte(solo in 5a vecchio ordinamento Erica).Qualcuno sa dirmi dov’è andata?

    • Ulisse

      Sei in malafede e per nulla informato sull’argomento.
      Sei un partigiano dei distruttori dell’Italia che però riempiono i propri portafogli. Vedi Barbara Berlusconi che ha, con altre altolocate sue complici, una galleria d’Arte moderna (naturalmente internazionale). Loro i propri affari li sanno fare (squadre di calcio, reti televisive, accordi petrolifici con Libia, accordi di gas con Russia, azioni Mediaset, digitale terrestre, ecc.) a spese del popolo italiano. Informati senza pregiudizi. E se hai figli resta preoccupato! Altrimenti rimani nel tuo brodo . . .

  • Elena

    Di questo passo insegneranno solo “storia di novella 2000” ed “estetica di Alfonso signorini”… Che paese di ca*ca

  • Massimo Duranti

    Aderisco volentieri all’appello per l’insegnamento della Storia dell’arte. Appello da rivolgere direttamente al Presidente del Consiglio Enrico Letta, il quale esordì in Parlamento parlando di Keith Haring e del suo murale sulla parete di una chiesa a Pisa, dimostrando sensibilità per l’arte.
    Massimo Duranti
    Direttore di Contemporart

  • ROSA MARIA AlLBINO

    Le tre ì per salvare e modernizzare la scuola italiana, impresa, informatica e inglese !!!! Ve lo ricordate questo trinomio lanciato alcuni anni fa dalla Moratti ?

    L’era della serialità e dell’industria in Italia è ormai al collasso …Le imprese chiudono, migliaia di genitori senza reddito e gli allievi delle nostre scuole diventano BES grazie alle nuove normative ministeriali.

    La Storia dell’Arte insegna prima di tutto a pensare con la propria testa e in maniera critica e poi a conoscere e a tutelare il nostro petrolio ovvero il nostro grandioso patrimonio artistico e culturale.

    Ma la Storia dell’Arte evidentemente non può interessare ai nostri governanti. Meglio avere un Paese di ignoranti , è più facile governarlo !

  • Sileno87

    La notizia mi rammarica ma non mi stupisce affatto, da un lato mi rincuora persino. La cultura non è mai stata di tutti, in nessuna epoca. La cultura si paga, sia economicamente che socialmente, in termini di ceto di appartenenza o di stratificazioni familiari/culturali. Oggi siamo tutti laureati (perfino io sto per diventarlo) ma a casa gli unici libri che abbiamo sono quelli fotocopiati degli esami sostenuti e il manuale di cucina. Cinquanta anni fa era diverso: un insegnante, un avvocato non erano solo figure professionali ma incarnavano una serie di valori della società che andavano dal sapere culturale al saper stare a tavola in modo civile. Adesso, dopo aver sostenuto che certe usanze sono sorpassate, abbiamo scardinato tutto il meccanismo. Oggi gli ingegneri, i laureati in giurisprudenza, non solo non danno valore ai libri (che considerano solo in funzione strumentale) ma non sono in grado neanche di mettersi una mano davanti alla bocca quando devono starnutire. E’ gente che non ha i rudimenti di tutto un apparato in cui la Storia dell’Arte occupa solo una delle tante posizioni. E a queste persone serve sapere del barocco napoletano o dei caravaggisti?

    • Francesco

      Ma Lei ha la pretesa di dare lezioni? Lei che a casa sua per sua ammissione dichiara:
      “a casa gli unici libri che abbiamo sono quelli fotocopiati degli esami sostenuti e il manuale di cucina.”
      Io al suo posto eviterei perfino di fare commenti.

  • Francesco

    Non capisco come, dal 2009 (riforma Gelmini), nessuno prima abbia notato l’assurdità di cacciare dalla scula e dalla formazione dei giovani il prezioso alimento della storia dell’arte in tutte le sue declinazioni. Non si tratta di un problema sindacale (posti di lavoro/cattedre) ma della qualità della formazione e del futuro del Paese. Il berlusconismo è purtroppo anche questo gesto della Gelmini e della maggioranza che ha avvallato le sue scelte: il berlusconismo si nutre di banalità e semplificazioni, di sciatterie e superficialità magari in nome di una presunta modernità come se si potesse riprodurre, in forme avvilite, la dicotomia tra discipline scientifiche ed area umanistica quando già dal rinascimento si praticava ed insegnava la profonda unità del sapere umano (Leon Battista Alberti, Pico della Mirandola per non citare gli scienziati umanisti del rinascimento urbinate). La storia dell’arte, se bene insegnata, con didattica appropriata e copn mezzi idonei che oggi non mancano, potrebbe invece e dovrebbe stare al centro della formazione perché la “divinità” dell’uomo sta o si manifesta nella sua creatività. L’arte accresce le specificità umane e rende gli uomini migliori e riduce le dissimmetrie dell’istintualità ponendo una regola estetica come riferimento comportamentale. Ecco perché ritengo “criminale” obliterare un patrimonio sterminato che è nel nostro Paese ma che vive ovunque dove l’u,manità si è lasciata pòasmare dai ritmi della creatività.
    Francesco Colocci

  • Sebastiano

    Poi, ci sono anche certi presidi, anzi, certe preside (quelle sono le più pericolose), che bistrattano il Disegno e la Storia dell’arte e gli insegnanti di Storia dell’arte.

  • Sebastiano

    Da insegnante di Storia dell’ Arte dico: abbasso Botticelli e la sua odiosa Primavera, Francesco Hayez, Gauguin, Guernica e tutti gli altri luoghi comuni di questa materia.
    Ma perché gli altri insegnanti non spiegano mai Cosmè Tura o Mattia Preti?

  • Sebastiano

    Per Sileno87

    I seguaci DI Caravaggio sono caravaggeschi e non caravaggisti!!!

  • Alessandra Chillè

    Il problema della bistrattata storia dell’arte non è isolato. Qualcuno si è accorto che in Italia, culla dell’arte, la riforma Gelmini ha tagliato con l’accetta le ore di materie artistiche nelle scuole d’arte? Il “fare artistico” non si impara con le mappe concettuali. La manualità, abile e consapevole, richiede tempo. Gli attuali “corsi accelerati” riusciranno a formare i futuri artisti, gli artigiani e i restauratori in grado di ampliare e di custodire il nostro patrimonio artistico?

  • parliamoci chiaro, questo è un paese che vede le proprie persone buone solo a zappare, consumare e morire sparando. in questa nazione si investe in inutili armamenti, chiamando missioni di pace delle vere e proprie invasioni di territorio al fine di pacificare un conflitto alimentato con le stesse armi prodotte in patria, fare così bella figura e contendersi le terre vinte con gli alleati. le immagini in questo panorama contano, perchè rappresentano più di quello che possiamo vedere realmente con i nostri occhi, quelle stesse immagini che impari a leggere con la storia dell’arte ed il disegno, che impari a comprendere. questa cultura, che ti permette di capire cosa sia vero o cosa sia falso, come un’immagine viene utilizzata per soggiogare il volere popolare e come questa interferisca o venga sfruttata dai sistemi comunicativi, siamo di fronte all’ennesima scelta dettata dalla paura di chi detiene un potere comunicativo. ma che la comunicazione fosse la base della nostra società lo aveva compreso bene anche il dadaismo, forse in anticipo coi tempi, ma inevitabilmente azzeccato. cosa ci possiamo aspettare da una nazione che investe l’1% delle proprie risorse in cultura ?

  • piero

    ma si… eliminiamo tutte le materie… eliminiamo la scuola… è inutile, basta guardare molta televisione! soprattutto molte pubblicità e molti verietà/gossip. eliminiamo anche i film… fidatevi… togliamo tutti i fondi alla ricerca, mandiamo gli ultimi studiosi all’estero… vedrete che italia!!!!

  • serena

    IO RITENGO, BUONGIORNO A TUTTI, CHE LA GELMINI SIA UNA POCO DI BUONO… DA QUANDO è STATA INCARICATA MINISTRO DELL’ISTRUZIONE NON HA FATTO ALTRO CHE PEGGIORARE LE RIFORME SCOLASTICHE E QUANT’ALTRO. DUNQUE LA STORIA DELL’ARTE è FONDAMENTALE QUANTO LA MATEMATICA. è UNA COSTANTE CHE VA COLLEGATA ALLO STUDIO DELLE ALTRE MATERIE E VA IN CONNESSIONE E AL PASSO CON LA SOCIETà. POI TRA LE ALTRE COSE è BELLISSIMO STUDIARE ED OSSERVARE (ANALIZZARE) CIò CHE IL TEMPO HA VOLUTO RAPPRESENTARCI E TESTIMONIARCI TRAMITE LA PITTURA, LA SCULTURA E ALTRE ARTI. ORDUNQUE ANCORA DICO CHE VOI SIETE TROPPO VECCHI!!! NON IN SENSO DISPREGIATIVO MA IN SENSO DI IGNORANZA. EVVIVA LA STORIA DELL’ARTE, GELMINI RITIRATI!!! E VOI VECCHI, FATEVI UNA CULTURA PERSONALE PER QUANTO CONCERNE IL DISCORSO, DUBITO CHE SAPPIATE DEFINIRE LA MATERIA..VISTO CHE CONTINUATE A SCREDITARE E SPIEGARE COSE CHE VANNO AL DI FUORI DI QUELLO CHE è IL SENSO. VE LO SIETE CHIESTO IL VERO MOTIVO…???

  • Serena

    Qualcuno di voi conosce il numero del decreto? Vorrei dargli un’occhiata

  • alex

    veramente é una bugia, storia dell’ arte cancellata da dove? Al liceo classico anzi son state aumentate le ore dalla riforma gelmini… in quanto agli altri istituti mi sembra giusto che non si faccia… se c’ era (ma io non sono a conoscenza di altri istituti oltre a classico e istituto artistico) era stata introdotta con le varie sperimentazioni inventate dalla sinistra per regalare qualche cattedra.

    • Per dirne una, al liceo scientifico è (era) materia di insegnamento da sempre, altro che sperimentazione

      • Nel liceo scientifico, per fortuna, l’insegnamento di Disegno e Storia dell’arte non ha subito riduzioni: due ore settimanali in tutte le classi. Nel liceo delle scienze umane e nel liceo linguistico, invece, si sono perse le ore del biennio (due ore settimanali nella classe prima e due nella classe seconda). Quanto al liceo classico, la riforma Gelmini ha portato da una a due le ore settimanali per il terzo e il quarto anno.

  • Angelov

    Forse che anche i politici hanno una data di scadenza?
    Speriamo…

    Che la Cultura abbia sempre rappresentato una spina nel fianco del Potere, era già noto; come c’è la: art pour l’art, così sembra ci sia anche: le pouvoir pour le pouvoir.

  • Ruggiero Di Lollo

    Ho insegnato Storia dell’Arte al Liceo Scientifico 40 anni, è un insegnamento indispensabile come l’aria la luce.

  • Chiara

    Ma si dai,aboliamo anche italiano,matematica,scienze e storia!Tanto cosa ce ne può importare del fatto che siamo tra gli ultimi al mondo?
    Ah beh,poi abolire storia dell’arte in un Paese che è la culla dell’arte è davvero il gesto più audace.
    Ma probabilmente la Gelmini non sa neanche chi siano Caravaggio e Amedeo Modigliani.
    Povera Italia,chissà se riuscirà ad uscirne fuori da vent’anni di berlusconismo.

  • Scorpion

    Beh..scusatemi ma a questo punto direi di abolire anche l’insegnamento della lingua italiana, no!? Ormai i ragazzini che vanno a scuola non riescono a parlare neppure la loro lingua madre…anzi ancora meglio chiudiamo tte le scuole visto che per lo stato italiano è un investimento così fallimentare….mandiamo i nostri figli a studiare “aboard”. Siamo il Popolo più invidiato al mondo per i valori culturali-storico-artistici che possediamo e che vergognosamente tentano di farci disdegnare (..e qst ne è ancora una volta una dimostrazione). Come si può mirare allo sviluppo di una Nazione se si ostacola la possibilità di crescere, formarsi e maturare a partire dalle proprie radici!? Mi domando come ci siano finite certe persone a ricoprire grandi ruoli che non sanno gestire e purtroppo mi do anche le spiacevoli risposte. Davvero no comment!

  • Pingback: Impara l’arte e non metterla da parte! | AtlantideKids - libri per bambini e ragazzi()

  • Mattia

    C’è poco da dissertare, qui e altrove. Una sola parola e un solo sentimento: vergogna.

  • fernando

    se tu non sai, sei facilmente modellabile,

    se conosci la storia dell’Arte, conosci un’epoca, una società,
    la sua politica, i suoi pregi, i suoi errori, i suoi grandi errori,
    l’arte è lo specchio di una società.
    noi che potremmo vivere solo di rendita sulla storia arte.
    per tutelare la nostra arte abbiamo bisogno di ogni singolo cittadino,
    per conservarla e tramandarla a generazioni future

  • Mariella

    Oramai, per quanto riguarda l’Istruzione, pare che, l’obiettivo primario di chi indegnamente ci governa, sia che la scuola debba garantire ai giovani solo un “Diploma” e non la CULTURA.
    A che serve la Storia dell’Arte per ottenere un diploma?
    La Storia dell’Arte serve “solo” per conquistare la cultura.
    Non occorre sensibilizzare i giovani sul grande patrimonio che l’umanità intera ci invidia.
    Non serve studiarla a scuola la Storia dell’Arte …
    … se passi davanti ad un monumento e ne sei incuriosito, basta chiederne notizie al turista giapponese che lo sta fotografando, ti spiegherà TUTTO! in cambio basterà che gli scatti una foto (con la sua tecnologica macchina fotografica) che lo ritragga ai piedi del monumento, come indelebile ricordo di un viaggio in un paese ricco di straordinarie bellezze.

  • RAFFAELE MAMBELLA

    Gli insegnanti di Storia dell’arte, laureati in specifici corsi presso le facoltà di Lettere e Filosofia, sono fra i più selezionati d’Italia: le cattedre disponibili sono sempre state così scarse rispetto al loro numero e così esiguo è sempre stato il monte-ore loro assegnato per ciascuna classe di studenti, che vi sono approdati i più preparati e/o motivati, ai quali è stato riservato il dubbio onore di lavorare in genere con l’orario di cattedra frammentato su due o addirittura tre istituti. Tale situazione li ha resi pressoché invisibili o quasi ininfluenti nelle politiche culturali delle loro scuole, nonostante le loro qualità intellettuali e operative e nonostante si occupino di diffondere la conoscenza e la coscienza del valore dei beni artistici, che non esitiamo a definire “il petrolio italiano”.
    La classe ex-A061 (Storia dell’arte) è costituita quasi esclusivamente da storici dell’arte, cioè da laureati con piani di studio incentrati prevalentemente su esami di Archeologia e Storia dell’arte, non di rado perfezionatisi o specializzatisi con diplomi universitari di II grado, dottorati di ricerca scientifica e didattica etc
    La limitazione di Storia dell’Arte nell’Istituto Turistico e in altri indirizzi scolastici fa compiere un gravissimo passo indietro alla cultura di un intero segmento dei giovani in formazione di questo Paese, negando loro il diritto ad una conoscenza e ad una coscienza della rilevanza ideale, morale ed economica del patrimonio artistico italiano ed europeo. Tale soppressione inoltre vanifica tutti i risultati raggiunti in decenni di battaglie per far inserire la preziosità di questo insegnamento – dapprima collocato nel solo Liceo Classico – anche in altre tipologie di scuole. Il fiore all’occhiello di questa operazione era stato proprio l’inserimento della disciplina di Storia dell’Arte nella formazione degli allievi dei Tecnici; e, fatto davvero importante la disciplina si è sempre collocata nel comparto delle materie di indirizzo e non dell’area comune.
    Come mai non si è ritenuto utile fornire agli studenti del primo biennio opportune conoscenze storico-visive dato l’impatto ambientale necessariamente connesso al loro futuro operato? Vogliamo dunque continuare a lasciare questo Paese, il suo territorio, i suoi giacimenti ambientali e culturali, architettonici ed artistici, nelle mani di diplomati del tutto privi di competenze storico-artistiche e visive, come nei tragici decenni del secondo Novecento coi suoi scempi paesaggistici ed architettonici? Immettendo sul mercato del lavoro tecnico dei giovani ignari di archeologia, storia dell’arte e architettura in senso estetico quale messaggio si intende comunicare all’Europa?
    In un Paese come l’Italia, e in una Europa che indica in “Cittadinanza e Costituzione” uno dei principali obiettivi formativi, risulta dissonante un abbattimento tanto forte dell’insegnamento della Storia dell’arte.
    Una fetta consistente dell’utenza scolastica, di questa e delle prossime generazioni, non potrà conoscere e in futuro valorizzare e tutelare un patrimonio culturale concreto, alla conoscenza e al rispetto del quale tutti dovrebbero essere formati.
    Come mai si considera la Storia dell’arte un’opzione di cui poter fare a meno in Italia, mentre Paesi come Francia e Stati Uniti iniziano ad introdurla nelle scuole prendendo spunto dal (vecchio) modello italiano? A proposito di questo, il primo Festival de l’histoire de l’art che si è tenuto a Fontainebleau tra il 27 e il 29 maggio 2011, con l’Italia come invitata d’onore, dovrebbe suggerire più di qualche considerazione riguardo ai passi che il nostro Paese sta compiendo in relazione alla disciplina di Storia dell’arte e al suo inserimento nei vari ordini e gradi di istruzione.
    Nella formazione di un Tecnico del Turismo ridurre in modo miserevole la Storia dell’arte, disciplina fondante e trasversale nello stesso tempo, nasce da una logica che stentiamo a comprendere.
    In relazione alla disciplina crediamo che non si sia riflettuto abbastanza sulla sua specificità. La si è spesso considerata erroneamente come una disciplina meramente storica, in realtà i rapporti col territorio e tutti i suoi aspetti geografici, economici e turistici è assai evidente.
    Questa stessa concretezza delle arti figurative, così strettamente legate al materico, si porta dietro anche un problema di salvaguardia. L’uomo ha trovato un mezzo per perpetuare, attraverso la replicazione di copie, tutti quei capolavori dell’ingegno umano (letterari, musicali, scientifici…) che si avvalgono di un supporto cartaceo; ma quelli che sono oggetto di studio da parte della nostra disciplina sono irriproducibili, e purtroppo sottoposti all’azione incessante ed erosiva del tempo. Consegnare alle generazioni future questo patrimonio unico ed irripetibile, e per giunta così intrinsecamente legato all’economia di un paese, è dovere di ogni cittadino. La storia insegna che la tutela di questi capolavori è preceduta dal rispetto per essi, ma quest’ultimo passa attraverso la conoscenza e la consapevolezza.
    Partendo dalla considerazione che la Scuola sta vivendo un momento critico, legato alla Riforma in corso, sarebbero auspicabili opportuni e tempestivi correttivi, che si applicano in situazioni di emergenza come questa; è necessario considerare le difficoltà dei docenti nello studiare una tattica difensiva per preservare il proprio posto di lavoro nella propria disciplina, quando si gioca a carte coperte e non si è in grado di prevedere le mosse future del Ministero (né in relazione alla riconversione delle classi di concorso, né in relazione agli indirizzi che sarebbero o saranno eventualmente concessi alle singole scuole, né alle iscrizioni relative, specialmente nei Tecnici e Professionali che più di altre tipologie di scuole hanno risentito dei tagli e delle scelte operate dalla Riforma). Vanno anche considerate le difficoltà di trasferimento in presenza di scuole con materie tipiche che la Riforma normalizza, in particolar modo se inserite negli ultimi anni di studio.
    Sarebbe allo stesso modo utile porre la questione dell’introduzione della disciplina della Storia dell’Arte come disciplina obbligatoria, e non più opzionale, almeno nel primo biennio delle scuole superiori di secondo grado, con opzione – a seconda delle curvature degli indirizzi – nel secondo biennio. Perché un cittadino italiano ha, tra i saperi obbligatori, la letteratura e non la storia dell’arte?
    È evidente che in questa Riforma alcune associazioni di categoria hanno avuto il loro peso nel determinare i quadri orari e la permanenza o meno di determinate classi di concorso negli ordinamenti scolastici, o comunque il peso delle singole discipline nei vari indirizzi. La debolezza della nostra categoria, non fosse altro per l’esiguità dei membri, avrebbe potuto essere un motivo in più per tutelare la “Storia dell’arte” (per lo meno se l’intento fosse stato quello di fare un’operazione prettamente culturale), quando si pensi che Gentile nel 1923 introdusse questa disciplina al Liceo Classico pur mancando totalmente all’epoca una classe docente formata per l’insegnamento di questo specifico insegnamento. Sicuramente ha influito il fatto che Giovanni Battista Cavalcaselle e successivamente Adolfo Venturi, padri fondatori della Storia dell’arte italiana, siano stati anche funzionari ministeriali, perché nella prima metà del Novecento questa disciplina fu fortemente voluta proprio da funzionari ministeriali (che ovviamente non avevano ricevuto nelle scuole e tanto meno nelle Università alcuna educazione in tal senso) fino all’ultimo di essi, Giulio Carlo Argan, uno dei più grandi nomi della critica d’arte italiana. Avevano forse capito che questa disciplina costituisce uno degli aspetti dell’identità nazionale e uno dei modi in cui si estrinseca, per fruitori consapevoli, l’amore per la patria? Capiamo che i tempi sono cambiati e che una società complessa e tecnologica come la nostra impone altre scelte; tuttavia vorremmo sottolineare il valore di una disciplina connaturata come umanistica ma profondamente legata al patrimonio e all’economia del nostro paese.

  • Stefania

    E della riduzione delle ore di inglese……..ne vogliamo parlare???E’ semplicemente vergognoso

  • SìLVIA

    Mah… io piuttosto rivedrei la RELIGIONE… che non è il catechismo, ma una conoscenza delle varie culture.
    Oramai sempre più persone, anche Cattoliche, (avendo la possibilità di scelta) optano per le ore alternative e rifiutano le ore di Religione (cambierei pure il nome perchè religione non equivale a Catechismo e non equivale nemmeno alla parola Cattolici), spesso questi ragazzi non hanno l’insegnante di ore alternative, per svariati motivi… e così succede che i ragazzi o sono costretti a stare dentro durante la lezione di religione, o devono “rifugiarsi” in una stanza con un bidello, Preside o Vice Preside….
    Quindi rivedrei piuttosto l’ora di Religione… o la mettiamo di obbligo per tutti o la escludiamo per tutti…
    Poi non ho mai capito… Religione non è una materia che fa media nella valutazione … mah…. NON CAPISCO!!!

  • luigi

    c’è da meravigliarsi se scopriamo ogni giorno monumenti menomati o orrendamente tatuati da giovani che, alla ricerca di un passatempo notturno, danno sfogo alla loro noia lasciandovi le loro ignobili impronte?

  • Marialessia

    Secondo me abolire la storia dell’arte è un cosa davvero inutile! Io alla scuole medie avevo un professore che mi ha davvero fatto amare l’arte e se non l’avessi avuto non avrei mai saputo quanto è bella! Abolire l’arte dalle scuole significa privare lo studente della sua cultura!!! I<3ART

  • Maria F. Raspini

    Popolo di ignoranti per colpa di governanti incapaci ,corrotti e complici.
    Abbiamo assistito ad un progressivo impoverimento dell’offerta culturale sostituita dal becero indottrinamento del nulla televisivo.
    Abolire, contrarre, risparmiare nella ri-forma di un sistema di istruzione che dia strumenti critici alle persone.
    Allevare cittadini pseudo alfabetizzati incapaci di comprendere un testo , di conoscere la storia e la storia delll’arte, di appassionarsi alla scienza, alla matematica, musicalmente analfabeti etc…etc… Questa e’ una strategia consapevole un attentato allo sviluppo della specie , un tentativo di omologazione di massa funzionale a un sistema falsamente democratico destinato all’involuzione e al fallimento.

  • All’insegnamento della storia dell’arte, che va quanto prima ripristinato se non vogliamo dimenticare uno dei campi principali nei quali la penisola ha eccelso nell’ultimo millennio, occorre aggiungere l’insegnamento di storia della musica, in tutti gli istituti nei quali vigeva, e spero torni a vigere, l’insegnamento di storia dell’arte. L’Italia è la patria della musica per antonomasia, e non mi sembra possibile che nessuno sappia chi fossero Corelli, Scarlatti, Caldara, il Madrigale e la Sonata, per non andare su ambiti sicuramente più blasonati ma altrettanto misconosciuti quali l’Opera e i suoi illustri protagonisti. Devono venire dalla Germania ad insegnarci chi fossero le nostre eccellenze musicali? Dai, su, un po’ di dignità! Riappropriamoci della nostra storia e proviamo l’ebbrezza del fare la nostra stessa conoscenza!

  • Mariaconcetta Garritano

    carissimi complimenti ai vs commenti, intelligenti e garbati, ma qui la verità è una sola, questi ns cari politici stanno esagerando, e prima di abolire materie importanti come la storia dell’arte, che è un pilastro della nostra nazione, forse dovrebbero pensarci un pò su.
    Del resto cosa pretendiamo, chi lo ha deciso sicuramente è ignorante in materia, fa tutta l’intellettuale ma………………………………………………………….
    Posso solo mandargli un messaggio vergognati dei danni che provochi a causa della tua ignoranza, poverina probabilmente sei così povera di idee da non sapere dove intervenire, allora accetta questo mio modesto consiglio, dimettiti.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Hai seccato, e offeso la vera intelligenza dei molti che amano la cultura.

  • Rudi

    Il motivo più profondo per cui l’italiano viene rispettato nel mondo è la storia dell’arte, eppure i ragazzi italiani non sanno chi sono Giovanni Bellini, Piero della Francesca e Lorenzo Lotto
    VERGOGNATEVI

  • Andreas

    Non riuscirei a concepire che della mia vita non facesse parte la fruizione dell’arte.

    Ma questa non è una cosa che ho imparato a scuola (ho fatto il Classico molti anni fa, in cui la Storia dell’Arte c’era, e come). Intanto era storia, dunque si faceva tutto senza riuscire a soffermarsi su niente, e non riuscendo ad arrivare al contemporaneo. E poi non mi si è mai tentato di insegnare come affrontare un’opera d’arte. Quello l’ho imparato dopo, sul Dürer di Panofsky, leggendo Gombrich, o su alcuni splendidi cataloghi (ad esempio quello della mostra Matisse Picasso del 2002 alla Tate Modern.)

    Mi sentirei dunque molto modestamente di dire che richiedere la reintroduzione della Storia dell’Arte è giusto, ma andrebbe accompagnato da una proposta radicale di revisione del modo in cui viene insegnata, modo che ho come l’impressione non sia cambiato da quando la studiavo io.

  • bene

    Giusto far insegnare la storia dell’arte ma a questo punto penserei ad un modo di insegnarla diverso ad un approccio diverso così com’è è stato insegnato fin ora non credo abbia più senso

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  • Marco

    Perchè non lasciare la libertà di scelta agli alunni, come in gran parte del mondo, di sceglieri i corsi opzionali a alle superiori? Chivuole fare storia dell’arte la farà e chi vuole fare biologia la farà e chi vuole fare un’altra lingua straniera, informatica, danze tribali africane o chi più ne ha più ne metta potrà scegliere le materie che ama oltre a quelle fondamentali e farle con passione. è inutile costringere chi non ama una materia a seguirla, le persone sono tutte diverse e l’offerta formativa deve essere adeguata. Certo questo implica concorrenza, voglia di innovazione, capacità di mettersi in gioco, tutte cose che il corpo docente più vecchio d’Europa non ha e non avrà mai…

  • Pingback: Storia dell’arte eliminata dalle scuole italiane? | Videoenciclopedia dell'Architettura, dell'Urbanistica e del Territorio()

  • La cosa scandalosa è che nel paese che più di ogni altro possiede beni artistici, culturali e storici al mondo non venga insegnato ad amare, capire e continuare quello che i nostri antenati hanno costruito.

    Dovrebbe essere il nostro vanto, il nostro punto di forza invece i nostri politici fanno sembrare l’arte e la cultura un peso quando invece dovrebbe essere ciò che dovremmo difendere ad ogni costo.

  • Pingback: Storia dell’arte cancellata dalle scuole superiori? È una bufala. | Denilog()

  • Angelov

    Ma si, cancellare la Storia dell’Arte una volta per tutte, così come la sua Memoria, sarà una liberazione per coloro che non si sentono all’altezza di un’eredità culturale così vasta e straordinaria come quella italiana; e sarà un piacere anche per quei funzionari, che non vedono l’ora di sentirsi un po’ alleggeriti, e farla finita, con tutte le critiche e i piagnistei degli intellettuali di turno.
    Basta Storia, basta Memoria, basta Ricordi, basta Rotture.
    potrebbe anche essere un’ottimo slogan elettorale…

  • Ulisse

    Italiani,svegliatevi ! Noi che viviamo nei centri storici,nei borghi ecc.siamo parte integrante di questa cultura,privarcene significa perdere la nostra identità. Riflettete prima di dire sciocchezze.

  • rammaricato Sì per alcuni docenti meritevoli, ma tutto sommato meglio così… l’arte va ricercata dentro se stessi e così ricercarne la relativa storia, la si deve coltivare in grande autonomia! L’istruzione italiana odierna, rappresentata da docenti farlocchi e politicamente di parte, non conserva principi appassionati della materia da poterla trasmettere con criterio alla generazioni future, in pratica la insegnano ma non ne sono cultori. L’Italia non è pertanto degna di insegnare arte e/o storia dell’arte nelle scuole e né son degni di apprenderla gli italiani che la vedono una materia qualunque, il cui obbiettivo è di finire quanto prima quelle dell’obbligo e le superiori per raggiungere altri obiettivi universitari o lavorativi, nonostante si trascuri che non è l’università a caratterizzare la formazione dell’allievo, ma le scuole superiori ! L’arte deve quindi restare elevata al prestigio che merita, ossia solo quello universitario affinché desti desiderio lontano nella mente dello studente, anche perché chi la studia la desta e non è sicuramente per i meriti della scuola! Quindi per me brava la Gelmini !!!

  • luana

    Il fatto che in Italia ci siamo parecchi professori che non sappiano insegnare, o perlomeno che non lo facciano con l’adeguata passione è vero. Questo però non vuol dire che bisogna togliere dal programma una materia cosi bella come storia dell’arte,in grado di far conoscere non solo le meraviglie del mondo create da tanti autori,ma anche di far arrivare alla persona quelle che sono una serie di sensazioni che vanno poi a far crescere il ragazzo,portandolo anche ad avere rispetto per l’ambiente in cui si trova. Però alla fine se ci sono persone inadeguate a portare le redini di un governo , con lo scopo di rendere i ragazzi ignoranti ,o delle macchine vuote…beh…

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  • RODOLFO

    L’arte e’ nata con l’uomo , ci ha dato la possibilita’ di comunicare e di sognare , ci rende immortali, ci parla , ci fa provare brividi di bellezza infinita , ci fa meravigliare , ci rende unici originali personali ,,,,,,,e………………. tutto e di piu’; l’unica fonte di ricchezza per ministri ministre , ladri e disonesti ,ma anche per coloro che vogliono mantenere alto il nome degli italiani schiavi da sempre e sottomessi a tutti i poteri ma unici per sublimare tutti gli schiavisti , dittatori qualunquisti e pelandroni………. vogliono vendere l’italia ( grande museo all’aperto ) ma non riusciranno a vendere l’eternita’: coloro che disprezzano l’arte non vivranno piu’ dopo la morte del corpo ma continueremo , nonostante tutto a parlare di michelangelo , di raffaello , di leonardo , di tutti gli immortali….. in barba ai moderni pensatori delle nullita’

  • Alessandro

    La storia dell’Arte nelle scuole pubbliche è essenziale e fondamentale per il futuro
    dei ragazzi sia a livello di conoscenza della materia che quello nel mondo del lavoro.
    Bisogna avere tutte le possibilità per aggiornare sempre di più la materia anche con i nuovi mezzi di comunicazioni,ma anche incentivare promozioni culturali e sviluppare
    nuove idee per la storia dell’arte in genere

  • Valerio

    Salve, ho fatto questo video come oggetto di pensiero sulla salvaguardia della storia dell’arte, se vi piace condividete questa mia idea, che il mondo non può vivere in assenza d’arte! http://www.youtube.com/watch?v=N-vYErJOoP4

  • Annaluxmi Jeyadeva

    A Questa donna Gelmini non e una donna mai stato nel parlamento una donna fedele non e solo a quello dimenticato i suo professione del valore della politica sa voi fino al oggi 17 mila ASL ospedale aveva chiuso 19 mila di letti avevano tolto pero quello figlia di ladra il tesoro di denaro 35 milioni aveva RUBATO E PORTATE IN SVIZZERA ALLORA QUELLO UN VERO merda ,,pero bisogno di spaccare qualche denti e mandare via in galera veramente da sputare sulla faccia ,

  • Alfonso Leto

    Un altro capolavoro di questo governo e di quest’altra idiota messa alla guida dell’Istruzione, facendole credere di essere veramente un ministro!

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