Solo un anno e mezzo per costruire il nuovo Aspen Art Museum: è al giro di boa il progetto di Shigeru Ban, che dopo il Centre Pompidou a Metz torna a disegnare spazi per la cultura. Quasi tremila metri quadri nel cuore del Colorado

È passato dalle architetture d’emergenza, con le soluzioni abitative in plastica e cartone realizzate dopo il terremoto di Kobe, a ideare nuovi spazi espositivi. Sempre nel segno della sostenibilità, obiettivo progettuale perseguito con la più ferrea disciplina nipponica. Dopo l’inaugurazione del Centre Pompidou a Metz Shigeru Ban torna al lavoro su un museo: è al […]

È passato dalle architetture d’emergenza, con le soluzioni abitative in plastica e cartone realizzate dopo il terremoto di Kobe, a ideare nuovi spazi espositivi. Sempre nel segno della sostenibilità, obiettivo progettuale perseguito con la più ferrea disciplina nipponica. Dopo l’inaugurazione del Centre Pompidou a Metz Shigeru Ban torna al lavoro su un museo: è al giro di boa il cantiere del New Aspen Art Museum, presentato nell’estate dello scorso anno e in consegna per la metà del prossimo 2014. Un intervento destinato a triplicare la superficie dell’attuale edificio – fermo a poco più di ottocento metri quadri: troppo pochi per una istituzione che, nata in forma di kunsthalle nel 1979, è arrivata negli ultimi tempi a contare sull’affluenza record di 35mila visitatori l’anno. Una crescita che viaggia di pari passo con quella di un budget che risulta raddoppiato nel giro di una manciata di anni: miracoli del fund-raising e di una piazza che, complice Art Apsen, sta trasformando la città da località turistica punto e basta a meta per danarose vacanze nel segno dell’arte.
Un cubo di vetro stretto in un reticolo di legno: struttura leggera quella immaginata da Shigeru Ban, alla sua prima prova per conto di una istituzione americana. Ambienti raccordati con soluzioni di grande fluidità, con la terrazza al terzo piano – spettacolare giardino pensile per sculture – legata alla galleria tramite un’ampia e maestosa scalinata, essa stessa interpretata come ulteriore spazio espositivo; accesso ai piani alti garantito da un ascensore completamente vetrato, lucernari calpestabili per garantire al secondo piano del museo un bagno di luce naturale. Una struttura affascinante, su cui pesa però l’incognita clima: d’inverno ad Aspen la colonnina di mercurio crolla. Come reagirà questa leggiadra casa di vetro?

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.