Scippo di Stato. Cresce la polemica contro la tassazione del 5 x 1000, che è una tassa su altre tasse, e che toglie risorse anche a enti e istituzioni culturali. Ma il settimanale Vita non ci sta…

L’hashtag è #sappiatelo, il sottotitolo è Scippo di Stato. Era partita in sordina questa estate la campagna dai toni forti di Vita, il magazine dedicato al mondo del no profit e al terzo settore, che invitava i cittadini italiani a protestare contro quello che, stando alle parole della redazione, si configura come un vero e […]

L’hashtag è #sappiatelo, il sottotitolo è Scippo di Stato. Era partita in sordina questa estate la campagna dai toni forti di Vita, il magazine dedicato al mondo del no profit e al terzo settore, che invitava i cittadini italiani a protestare contro quello che, stando alle parole della redazione, si configura come un vero e proprio abuso dall’alto. E che Artribune, voce per quei soggetti che fanno parte del mondo della cultura, dell’istruzione, dell’arte e della ricerca, ritiene opportuno riprendere, rilanciando l’invito ad aggiungere la propria firma a quella degli oltre 5mila cittadini e associazioni che hanno raccolto l’appello. Cuore della querelle, il 5 x 1000, quella quota dell’imposta IRPEF che ogni anno i cittadini destinano a enti che svolgono attività socialmente rilevanti e che per questi ultimi è vitale. Si scopre però, come riporta Vita, grazie a una interrogazione parlamentare che, negli scorsi due anni, lo Stato ha sottratto al 5 per mille 172 milioni di euro, trattenendo nel 2011 92,838 milioni dai 488 raggiunti grazie alla scelta di 17 milioni di contribuenti, mentre nel 2010 erano stati 80 i milioni trattenuti, trasformando di fatto – e in maniera non apertamente dichiarata – il 5 x 1000 in 4 x 1000.
Ora la domanda che ci poniamo è: può un Paese in cui lo Stato già trattiene l’8 x 1000 dai contributi dei cittadini, offrendo di fatto una scelta solo biunivoca per quel che ne concerne la destinazione, sullo scorcio di un aumento IVA al 22% e che – diciamolo – ha messo il mondo associativo e della cultura alla canna del gas, ulteriormente tassare ciò che i cittadini decidono liberamente di donare e senza nemmeno metterli a conoscenza? Il 5 x 1000 è una questione che ha a che vedere con la sensibilità, con la vita delle persone. C’è chi lo dona a enti che hanno a che vedere con la propria comunità e con il tempo libero, c’è chi si identifica con soggetti che promuovono la cultura, c’è anche chi decide di sposare la causa di una ricerca su una malattia o una questione sociale, per motivi personali. Che il 5 x 1000, come invoca Vita, dunque, “diventi legge subito. E dopo aver firmato, scopri quanto è stato sottratto in questi due anni alla tua associazione, o a quella a chi hai destinato il tuo 5 per mille.

– Santa Nastro

www.vita.it/non-profit/5×1000/5-per-mille-una-firma-contro-lo-scippo-di-stato.html

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Angelov

    Winston Churchill diceva che uno Stato, che usa l’aumento delle tasse per sollevarsi dai debiti, è come un uomo che, in piedi in un secchio, tenta di sollevarlo standovi all’interno.