Roberto Pugliese fa i conti alla Tenuta dello Scompiglio. Installazione fra sonoro e concettuale nel centro d’arte del lucchese, ecco immagini e video

Trascorsi alcuni anni dal suo inizio e divenuta una delle realtà continuative dell’arte contemporanea in Toscana, è utile tracciare, per via sintetica, le evoluzioni della Tenuta dello Scompiglio. Un progetto attuato nel 2007 da Cecilia Bertoni, che ne è la direttrice, sulle colline lucchesi di Vorno, con il fine di relazionare arti visive e performative […]

Trascorsi alcuni anni dal suo inizio e divenuta una delle realtà continuative dell’arte contemporanea in Toscana, è utile tracciare, per via sintetica, le evoluzioni della Tenuta dello Scompiglio. Un progetto attuato nel 2007 da Cecilia Bertoni, che ne è la direttrice, sulle colline lucchesi di Vorno, con il fine di relazionare arti visive e performative al contesto paesaggistico, alla produzione naturale e all’architettura; infatti l’intera struttura è il risultato di un recupero, sostenibile e non invasivo, di preesistenti costruzioni e terreni ad uso agricolo. Fase fondamentale è stata l’inaugurazione nel 2012 dello SPE: spazio che progressivamente sta realizzando la sua vocazione all’incontro tra attività espositiva, performance, residenze, talk, presentazioni.

A seguire Spazio#06 di Gian Maria Tosatti a cura di Angel Moya Garcia (co-direttore per le arti visive dello Scompiglio), la collettiva Incontri curata da Lorenzo Bruni ed Estados indefinidos para una existencia di Pablio Rubio a cura di Antonio Arévalo, il secondo anno inizia con Emergenze acustiche di Roberto Pugliese (Napoli, 1982): un’installazione composta da 80 tubi di plexiglas di differente diametro e lunghezza, sospesi dal soffitto e usati come casse di risonanza per una composizione che, tramite uno specifico software, deriva da frequenze sonore correlate alle “quantità” della Tenuta stessa (numero delle attività e dei visitatori piuttosto che dei litri di olio prodotti). Artribune vi mostra in anteprima un’ampia gallery fotografica…

Matteo Innocenti

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.
  • annaluisa borghi

    mostra abbastanza deludente