Rivitalizzare qualità e tradizione del Vetro di Murano. Questi gli obbiettivi del Premio Glass in Venice, che incorona Andrea Zilio e Toots Zynsky: e lancia l’arte vetraria in rete…

Come succede con un ritornello che ripetiamo stancamente a memoria senza conoscerne davvero il significato, così la fortuna del Vetro di Murano rischia di implodere sotto il peso della sua stessa fama, se non la si rivitalizza con iniziative nuove, volte a diffonderne la conoscenza ed apprezzarne le qualità. Ed è appunto in questa direzione […]

Come succede con un ritornello che ripetiamo stancamente a memoria senza conoscerne davvero il significato, così la fortuna del Vetro di Murano rischia di implodere sotto il peso della sua stessa fama, se non la si rivitalizza con iniziative nuove, volte a diffonderne la conoscenza ed apprezzarne le qualità. Ed è appunto in questa direzione che il Premio Glass in Venice, promosso dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e giunto quest’anno alla sua seconda edizione, si prefigge di andare. Un riconoscimento con il quale si intende sottolineare da un lato il rispetto per la tradizione storica muranese, nel solco della quale quest’arte millenaria si è sviluppata; dall’altra la necessità di mantenere un dialogo aperto e costruttivo con le coeve realtà internazionali coinvolte nella produzione del vetro d’arte.
Un doppio atout sul quale poggia il prestigio dell’arte muranese e che il maestro Andrea Zilio, uno dei due vincitori del premio, possiede; unitamente all’”umiltà di non riconoscersi artista, pur essendolo”, come fa notare la direttrice Gabriella Belli nel presentarlo. Studio ed impegno vengono riconosciuti pure a Toots Zynsky, altra vincitrice del premio, le cui realizzazioni artistiche la studiosa Rosa Barovier, nel delineare il profilo dell’artista americana, definisce un “pretesto per delle originalissime composizioni cromatiche”. Nel corso della cerimonia di consegna dei riconoscimenti è stato dato giusto rilievo al sito internet, appena inaugurato, di informazione e documentazione sul vetro veneziano e i suoi protagonisti: uno strumento utile ed imprescindibile di cui si avvertiva assolutamente la mancanza.

– Adriana Scalise

www.glassinvenice.it

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Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".