Quando Roma fa la SmART. Sceglie il quartiere Trieste il nuovo centro polifunzionale per l’arte contemporanea, che inaugura con le Visioni Apocrife di Giacomo Costa: ecco le immagini

L’idea è quella di alternare esposizioni, residenze d’artista, incontri culturali e iniziative didattiche (corsi, laboratori, workshop), nei tre piani dell’associazione culturale, presieduta da Margherita Marzotto, che trova la sua suggestiva location a Roma, in un villino nel quartiere Trieste. Questi i presupposti con cui si presenta sulla scena SmART, nuovissima realtà capitolina votata alla valorizzazione […]

L’idea è quella di alternare esposizioni, residenze d’artista, incontri culturali e iniziative didattiche (corsi, laboratori, workshop), nei tre piani dell’associazione culturale, presieduta da Margherita Marzotto, che trova la sua suggestiva location a Roma, in un villino nel quartiere Trieste. Questi i presupposti con cui si presenta sulla scena SmART, nuovissima realtà capitolina votata alla valorizzazione e la divulgazione delle arti visive contemporanee, che ha aperto i battenti questa sera, 15 ottobre, con la mostra Visioni Apocrife di Giacomo Costa. A curarla è Francesca Valente, nota per il trentennale impegno nel portare il meglio della cultura italiana all’estero, grazie al suo ruolo alla Farnesina.
Ma la vocazione di SmART, tiene a sottolineare Stephanie Fazio, direttore dello spazio espositivo, è l’attenzione per gli artisti emergenti: sarà infatti Silvia Iorio la prima artista ospite in residenza, e gli esiti della ricerca saranno esposti nella seconda mostra in programmazione, Continuum, dal 5 dicembre al 1 marzo 2014. Il prossimo appuntamento in agenda è, il 12 novembre – alle 19 – un incontro con lo stesso Giacomo Costa, un momento di confronto e di condivisione tra l’artista e il pubblico, in piena mission del neonato polo culturale. Nel frattempo, ecco una ricca fotogallery dell’opening…

– Marta Veltri

www.smartroma.org

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.
  • massimo

    questa è roma, fatta dei suoi salotti tirati a lucido che diventano gallerie. durano 2 anni, bruciano 7-8 artisti, poi si stufano e le proprietarie tornano a fare cene di beneficienza.
    quando capiremo che questo sistema di lavoro non funziona?

    senza parlare del fatto che Smart è già il nome di una delle autovetture più vendute nel mondo

  • H

    Costa sono passati gli anni 90 – MEDIOCRE!