Primi video e fotogallery dall’inaugurazione del Camusac, il nuovo museo della collezione Longo. Che porta Cassino direttamente nell’Europa del contemporaneo

“L’Italia è piena di musei di arte antica: abbiamo fatto un buon lavoro, speriamo di far venire qualche giovane anche in un museo di arte contemporanea”. Tradisce tutto il pragmatismo dell’imprenditore, Sergio Longo, uno dei maggiori collezionisti italiani, sicuramente il primo del centro-sud, mentre presenta – con poche misurate parole – il Camusac, il nuovo […]

L’Italia è piena di musei di arte antica: abbiamo fatto un buon lavoro, speriamo di far venire qualche giovane anche in un museo di arte contemporanea”. Tradisce tutto il pragmatismo dell’imprenditore, Sergio Longo, uno dei maggiori collezionisti italiani, sicuramente il primo del centro-sud, mentre presenta – con poche misurate parole – il Camusac, il nuovo spazio museale che a Cassino esporrà al pubblico una bella selezione della sua raccolta.
Un centinaio le opere presentate, per quello che è solo il primo step di un allestimento che a rotazione darà spazio – sempre sotto la supervisione del direttore Bruno Corà – alla sconfinata collezione: al debutto tocca a nomi di primissimo piano nel panorama internazionale e spesso della storia dell’arte, da Sol LeWitt ad Antony Gormley, Rebecca Horn, Mario Merz, Alighiero Boetti, Beverly Pepper, Giuseppe Penone, Pedro Cabrita Reis, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto.

Ma ancor più che i nomi, colpisce la bellezza degli spazi scelti, un edificio ex industriale dalle mastodontiche dimensioni, recuperato con grande attenzione dall’architetto Giacomo Bianchi; in contenitore adeguato ai migliori standard europei, che si allarga agli spazi esterni e al confinante giardino dell’abitazione di Longo, che accoglie le opere storiche. Per ora ci fermiamo qui: spazio ai documenti video e alla fotogallery…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.