Prato è In/Contemporanea. Venerdì 11 ottobre le arti visive incontrano performance e teatro, per l’undicesimo Contemporanea Festival. Su Artribune le foto in anteprima

Mentre nei teatri pratesi è in corso l’undicesima edizione di Contemporanea Festival (fino al 12 ottobre), il complesso di Via Genova 17 conferma per il terzo anno la sua collaborazione con la rassegna teatrale. E lo fa proponendo un ricchissimo programma di mostre, proiezioni, musica e performance, a partire dalle 18:30 di venerdì 11 ottobre. […]

Mentre nei teatri pratesi è in corso l’undicesima edizione di Contemporanea Festival (fino al 12 ottobre), il complesso di Via Genova 17 conferma per il terzo anno la sua collaborazione con la rassegna teatrale. E lo fa proponendo un ricchissimo programma di mostre, proiezioni, musica e performance, a partire dalle 18:30 di venerdì 11 ottobre. È per quell’ora che sarà inaugurata presso lo spazio Vault la personale della neo-vincitrice del Premio Celeste Paola Angelini, A guardare il cielo si diventa cielo (a cura di Sara Vannacci e Francesco Funghi). Un “accumulo di immagini e di studi che mirano ad esternare una ricerca sul linguaggio”, manifestando infine l’irriducibilità della pittura a un’unica chiave di lettura. A partire dalle 19:00, presso il Magazzino 1b, saranno in mostra le Scene! di Lorenzo Banci, mentre la Corte Via Genova ospiterà l’installazione Asylia di Ronaldo Fiesoli. Alla stessa ora, triplice appuntamento nello spazio Ex Guarducci, con il site-specific Kreuz-ung der vögel di Lek M. Gjeloshi (“composto da elementi che a loro volta sono misure o segnali di attacco verso qualcosa”), il video loop D’altro canto di Daniela De Lorenzo (una lenta dissolvenza in cui “lo sguardo si mostra spossessato nel va e vieni di una coincidenza impossibile”) e l’installazione Collection di Chiara Bettazzi (un corpus di immagini “intorno alla ricerca di oggettistica medica collezionata in studio”). Nell’Ex Guarducci/Garden, Francesco Secci porterà invece il suo lavoro Human connections: piece#1, piece#2, piece#3, una serie di fotografie in bianco e nero che “esalta l’azione erigendo il corpo a oggetto metamorfico”.
Alle ore 20:00, presso la Corte Via Genova, sarà la volta della rassegna video Azione/Interazione, con i lavori di Jacopo Jenna e Ramona Caia, Rachel Morellet, Zoé Gruni, Cristiana Palandri, Alexandre Gérard, Raffaele Di Vaia, Jeremy Laffon, Paolo Meoni, Sung-A Yoon e Kinkaleri. Nello stesso spazio, alle ore 21:00, Lorenzo Cianchi proporrà la performance Walless-P.S, con Simona Rossi e Alessandra Piombini. A seguire, alle ore 22:00, Interno 8 ospiterà la performance Babele di Franco Menicagli e Norticanta (con la collaborazione della Galleria Die Mauer), “un percorso di decostruzione e ricostruzione, in un ciclo eterno mai finito e definito”. E per concludere, alle ore 23:00, spazio alla poesia post-radiofonica di Rinus Van Alebeek (presso SC17 / Nub Project Space), “una cattedrale del suono, un inno per disgraziati, che può servire anche come un requiem per la radio stessa”.
Il pantagruelico programma sarà accompagnato da un testo teorico di Alessandro Gallicchio, incentrato sul concetto di “vaporizzazione dell’arte, dove solo gli estremi possono esistere, nel tentativo di turbare le forme sociali”. E ovviamente, per sostenere i visitatori in questo tour de force artistico-performativo, non mancheranno aperitivo-cena e drinks a cura di Corte Via Genova.

– Simone Rebora

www.contemporaneafestival.it/htm/connessioni/genova.htm

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.