Per disegnare la sua prima bottiglia di vino Zaha Hadid si scopre inaspettatamente… sobria! Linea elegante per i 999 esemplari di Icon Hill, rosso riserva dell’austriaca Hillinger

Ha disegnato scarpe, avveniristiche per United Nude e un po’ più portabili – ma comunque esagerate – per i marchi Adidas e Lacoste. Si è dedicata a lampadari e sedute, tavoli e cucine; arrivando persino ai maxi-yacht. Non c’è oggetto o elemento d’arredo, più o meno complesso, con il quale Zaha Hadid possa dire di […]

Le botti dove riposa Icon Hill - foto Michael Sazel

Ha disegnato scarpe, avveniristiche per United Nude e un po’ più portabili – ma comunque esagerate – per i marchi Adidas e Lacoste. Si è dedicata a lampadari e sedute, tavoli e cucine; arrivando persino ai maxi-yacht. Non c’è oggetto o elemento d’arredo, più o meno complesso, con il quale Zaha Hadid possa dire di non essersi cimentata: poteva forse mancare il food-design? Una prima assoluta nel ricco catalogo dell’archistar irachena la collaborazione con Hillinger, la casa vinicola che con i suoi cinquanta ettari vitati e una produzione annua che si aggira attorno al mezzo milione di bottiglie rappresenta la maggiore azienda austriaca del settore. Un debutto così esclusivo non poteva essere legato se non al top di gamma, ovvero al neonato Icon Hill, rosso riserva frutto della vendemmia 2009 ricavato da un’unica vigna. E per questo fatalmente ridotto a un numero minimo di bottiglie, fissato nel numero di 999 esemplari. Chi si aspetta le consuete esagerate volute della Hadid, simili magari al monile opalino realizzato un anno fa per la bottiglia dell’eau de toilette Woman di Donna Karan, resterà deluso. La forma è quella di una champagnotta molto affusolata, la spalla slanciata oltre misura in un elegante tono scuro; il dato di eccentricità arriva dalla scanalatura che attraversa in senso longitudinale il corpo, disegnata pensando alla forma di una goccia.
Con il progetto di Zaha si aggiorna l’elenco dei designer di grido che guardano al beverage come ambito nel quale sperimentare nuove forme e soluzione. Negli ultimi mesi sono passati dai radar le linee purissime dei leggiadri bicchiere e caraffa che il francese Mathieu Lehanneur ha dedicato a Ricard, gloria nazionale nel campo degli spiriti; ma anche le esagerazioni di Karim Rashid, autore di una articolata concrezione cristallina che trasmette tutto il senso di freschezza della vodka Anestasia. Se sia buona o meno non è dato sapere, ma certo l’obiettivo è più che meritevole: Nendo mette lo zampino nel design della bottiglietta di birra aromatizzata al caffè con cui la Sekinoichi prova a rialzarsi dopo il disastro di Fukushima.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.