Nicola Pagliara e i suoi “Mobili come palazzi Mobili”. Una mostra a Milano, per raccontare i progetti del designer-architetto triestino. Tra funzione, rigore ed eleganza

A distanza di trent’anni Nicola Pagliara torna ad esporre nel nuovo spazio de L’Archivolto Events, a Milano. Questa volta, però, accanto ad un paio di raccolte ormai molto rare di disegni e progetti, fra cui anche i carri allegorici per la festa di Piedigrotta dell’82, vi sono sei pezzi da vivere, veri e propri spezzoni […]

A distanza di trent’anni Nicola Pagliara torna ad esporre nel nuovo spazio de L’Archivolto Events, a Milano. Questa volta, però, accanto ad un paio di raccolte ormai molto rare di disegni e progetti, fra cui anche i carri allegorici per la festa di Piedigrotta dell’82, vi sono sei pezzi da vivere, veri e propri spezzoni in miniatura della sua produzione architettonica. ‘Mobili come Palazzi Mobili’, sino al 26 ottobre presenta il lavoro dell’architetto triestino che – sotto l’influenza della Secessione Viennese e della Bauhaus – fa tornare il design alla sua funzione originale. Mai come in questo momento di terribile default, il recupero dell’essenzialità delle cose risulta utile. Nicola Pagliara ha riportato il disegno alla sua essenzialità massima, lo ha organizzato dandogli una funzione precisa e attribuendogli una forma. È  questo quello che emerge dai progetti delle sedie o dei tavoli di lettura per studenti, messi a punto negli anni, quasi dei plastici in scala (1 a 10) dei suoi edifici. Un lavoro, il suo, che è stato sempre finalizzato a ottenere spazi e oggetti belli, godibili ed estremamente utili, qualcosa che condensasse in sé la triade vetruviana dell’essenza dell’architettura: Firmitas, Venustas ed Utilitas. Timidamente, perciò, nel filone dei grandi maestri, di cui ha onorato loro insegnamenti, Pagliara ha saputo elaborare idee capaci di testimoniare un grande rispetto per la tradizione e l’eleganza sobria.

– Dia Pellegrino

http://www.archivolto.com

  • Nicola Pagliara

    Gentilissima, tempo fa un giovane architetto mi ha chiesto quanti giorni ho impiegato per la progettazione di ogni mobile;ho risposto due minuti perchè è la verità. Questi pezzi sono il risultato di un lavoro durato cinquant’anni sulla storia, la funzione e la tettonica. Grazie per la perfetta comprensione e sperando di poterla incontrare un giorno la saluto cordialmente.