London Updates: le atmosfere da incubo di Dinos Chapman. Il live set al Fabric di Londra, tra video allucinati e musica elettronica

Sono famosi come duo, i Chapman Brothers. Sono l’anima nera degli Young British Artists, irriverenti, gotici, macabri. Hanno da sempre lavorato insieme fin da quando, assistenti di Gilbert and George, coloravano le loro stampe fotografiche (o, per dirla con le loro parole, i loro peni), per otto ore al giorno. Eppure, recentemente uno dei due […]

Dinos Chapman - live set, Fabric, Londra

Sono famosi come duo, i Chapman Brothers. Sono l’anima nera degli Young British Artists, irriverenti, gotici, macabri. Hanno da sempre lavorato insieme fin da quando, assistenti di Gilbert and George, coloravano le loro stampe fotografiche (o, per dirla con le loro parole, i loro peni), per otto ore al giorno.
Eppure, recentemente uno dei due si è lanciato in un progetto solista. Stiamo parlando di Dinos, che tra notti insonni e ricerche personali, si è dedicato a nuove sperimentazioni sonore che lo hanno portato ad incidere il suo primo album, Luftbobler, per la Vinyl Factory. Dopo il debutto al Sonar di Barcellona, uno dei più importanti festival europei di musica elettronica, quello in patria è stato, rigorosamente, durante la Frieze week, al Fabric di Londra, tempio della notte dove Dinos ha giurato di non essere mai stato prima.

A supportarlo sul dancefloor si è ritrovato un pubblico eterogeneo di art addicted in giacca e cravatta, insieme a facce giovani interessate a scoprire il volto musicale dell’artista, mescolati ad un gruppo d’eccezione che comprendeva la consorte e gli amici Tim Noble e Sue Webster.
La performance è stata una vera simbiosi tra musica e video arte, con sonorità da incubo che accompagnavano le peregrinazioni senza meta di un coniglio di dimensioni umane, o meglio di un Dinos Chapman vestito da coniglio, nel video diretto  da Anoushka Seigler e Kamil Dymek.
Un coniglio di una favola cattiva, finita male, che si avventurava in viaggi allucinatori in un paesaggio dai colori psichedelici, trasformandosi in una presenza minacciosa con un’arma da fuoco in mano.

Il paesaggio irreale di una natura imbevuta di sangue si alternava a squarci di periferie industriali, mentre in un delirio allucinatorio la sagoma di una ballerina suggeriva la grazia perduta, la salvezza mancata. Ma si sa, con i Chapman non c’è lieto fine. E anche un travestimento buffo in apparenza si trasforma in una maschera terrificante. Guardare i video per credere…

– Roberta Minnucci

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Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.